Con Watson IBM punta sugli sviluppatori per il computing cognitivo

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IBM rende disponibile la piattaforma in modalità cloud agli sviluppatori

IBM ha comunicato di voler rendere disponibile la sua tecnologia Watson come piattaforma di sviluppo nel cloud, per consentire alla comunità mondiale di fornitori di applicazioni software di creare una nuova generazione di app, dotate dell’intelligenza di cognitive computing di Watson. Per tradurre questa visione condivisa in realtà, IBM lancerà   Watson Developers Cloud, un marketplace ospitato sul cloud, in cui fornitori di applicazioni di tutte le dimensioni e di tutti i settori potranno attingere a risorse per sviluppare app alimentate da Watson. Saranno inclusi un toolkit per gli sviluppatori, materiali didattici e accesso all’interfaccia di programmazione delle applicazioni (API) di Watson. Gli sviluppatori potranno scegliere tra due fonti di contenuti. I fornitori di app possono utilizzare i dati della propria azienda o accedere all’IBM Watson Content Store, che presenta contenuti di terzi che offrono risorse ricche di dati in grado di alimentare la conoscenza di Watson, in continua espansione

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Permettendo agli sviluppatori l’accesso a Watson IBM potrà entrare in un nuovo sistema di partnership e d’altra parte gli sviluppatori potranno avere accesso a un mondo di opportunità di mercato non disponibile prima senza un consistente investimento in persone e mezzi. La tecnologia prende il nome dal fondatore di IBM Thomas J. Watson ed è stata sviluppata nei laboratori di ricerca IBM. Watson è un sistema di intelligenza artificiale in grado di rispondere a quesiti posti in linguaggio naturale , sviluppato in IBM come progetto DeepQA. Il software Watson è stato scritto con diversi linguaggi ( Java, C++, Prolog) , utilizza Hadoop di Apache e si basa sul sistema operativo SUSE Linux Enterprise Server 11.

Secondo IBM utilizza oltre 100 tecniche differenti per analizzare il linguaggio naturale , identificare fonti, generarr ipotesi e organizzarle. Naturalmente IBM utilizzerà un filtro per selezionare e mettere in contatto gli sviluppatori con i suoi esperti per aiutarli a trasformare le loro visioni creative in prodotti e servizi pronti per il mercato. IBM ha dedicato più di 500 dei suoi esperti specializzati nell’ambito della progettazione, dello sviluppo e della ricerca. Inoltre, i fornitori di applicazioni che appartengono all’ecosistema potranno mettersi in contatto con professionisti freelance, la cui competenza può rappresentare un utile complemento per i team esistenti, dai programmatori agli sviluppatori di app. Spiega Michael Rhodin, IBM Software Solutions Group:“Con questa iniziativa, IBM compie un audace passo avanti nella nuova era del cognitive computing: insieme ai nostri partner, daremo vita a una nuova classe di applicazioni in grado di imparare dall’esperienza, di migliorare con ogni interazione e risultato e di contribuire alla risoluzione dei quesiti più complessi con cui si confrontano il settore e la società”.

Le prime app alimentate da Watson sono previste per il 2014. Gartner cita Watson fra i primi 10 trend tecnologici strategici per il 2014 e prevede che, entro il 2017, il 10 percento dei computer sarà in grado di apprendere come Watson.

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Autore: Silicon
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