Toshiba ha ceduto a Sharp il business dei pc, la nostra analisi

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Toshiba esce dal mercato pc e vende il comparto a Sharp per appena 36 milioni di dollari. Sarà di Foxconn la strategia che Sharp dovrà tradurre in tattica per confrontarsi in un mercato molto difficile

Nel cuore della settimana che si chiude è arrivato l’annuncio che già da tempo si aspettava. Toshiba ha ceduto a Sharp la divisione Pc per appena 36 milioni di dollari. E non sembrano pochi solo perché Toshiba, che da tempo voleva abbandonare questo mercato, in pratica non riusciva a farlo.

Si tratta di un mercato “flat” piatto oramai, che anche quando mostrerà segni di ripresa, non consentirà comunque di parlare di una vera e propria crescita: saranno segni comunque flebili, che seguono a una sequenza di trimestrali grigie. HP, Lenovo, Dell, Apple, Asus e Acer sono gli attori principali, in grado di superare almeno del 5 percento il market share globale.
Agli altri restano le briciole e tanti costi, non solo di produzione, ma per la presenza proprio sul canale.

E’ importante evidenziare però come, tra i vendor cui “restano le briciole” vi siano produttori di device di altissima qualità, proprio come Toshiba, ma anche Fujitsu su cui pure sono circolate in questi mesi voci di ogni tipo.

Nel 2017 Toshiba ha venduto appena 1,4 milioni di pezzi (erano oltre 17 milioni appena sette anni prima), ora il cerino acceso passa nelle mani di Sharp. Che sembra però avere in mano la ricetta per trarre profitti anche in questo mercato, una ricetta preclusa a Toshiba proprio per il suo DNA aziendale.
Sharp, dopo otto anni, con questa acquisizione torna in un mercato in un momento davvero difficile, potrà farlo sfruttando le competenze di Foxconn che l’ha acquisita e ha completato ad agosto del 2016 l’operazione di take over. Si può comprendere bene quale sarà la ricetta quindi: abbassamento del costo medio per la produzione al pezzo e sinergie di canale.

Gartner – Il mercato PC in Q1 2018

La strategia di Foxconn applicata su Sharp ha portato dopo quattro anni al primo utile netto, ma la ricetta prevedeva anche il medesimo contorno in casi come questi e quindi taglio dei costi e contrazione della rete di vendita.

Sarà quindi tutta da scoprire la nuova strategia. Sharp potrà e ha mostrato l’intenzione di continuare a utilizzare il marchio Dynabook, ma quanto esso è ancora conosciuto? Considerate le proiezioni degli analisti, in che modo potrebbe essere possibile un rilancio di questo business, dove anche produttori importanti ma minori in questo segmento, come Sony, hanno dovuto rinunciare a sostenere un impegno comunque gravoso?

Sarà fondamentale anche rivitalizzare i punti di forza di non pochi brevetti di casa Toshiba relativi alla sicurezza, proprio sui laptop. Un patrimonio che non merita di finire dimenticato.

Tra pochi giorni pubblicheremo sulle nostre testate quella che forse sarà l’ultima recensione di un laptop Toshiba, come l’abbiamo sempre conosciuta. Di Toshiba resta la proposta di uno dei laptop ancora oggi tra i migliori mai provati, e forse ancora oggi con il record per il peso piuma, 769 grammi!: era il Toshiba Portégé R600. Parliamo di dieci anni, fa e sembra passato oltre un secolo.

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