Riverbed: cresce il cloud pubblico ma l’affidabilità è una preoccupazione

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Mentre le aziende si rivolgono con maggiore continuità ai cloud pubblici , resta compito specifico dei responsabili IT il comprendere le dipendenze delle applicazioni tra cloud interno, esterno e quello di terze parti

Di recente Riverbed ha commissionato una ricerca tra i partecipanti all’evento AWS re:Invent relativo al cloud computing .L’intento era di valutare l’utilizzo delle tecniche di Infrastructure as a service (IaaS). Il 96 per cento del campione utilizzava già il cloud pubblico per lacune applicazioni e il 53 per cento aveva già inserito un’applicazione in un ambiente IaaS. Per gli altri l’orizzonte di adozione era inferiore ai 6 mesi.

E dal canto loro gli analisti di Idc si aspettano che il cloud pubblico diventi il campo di battaglia di una concorrenza sempre crescente. Infatti già nel settembre scorso Idc dichiarava che la spesa mondiale in servizi di cloud pubblico sarebbero cresciuti da 47,4 miliardi di dollari del 2013 ai 107 miliardi del 2017. Nel 2017 i servizi del cloud pubblico saranno il 17 per cento di tutta la spesa IT. Ma il Software as a service (SaaS) rimarrà la categoria principale dei servizi IT pubblici rispetto a PaaS e IaaS. Secondo il noto analista Frank Gens di Idc la prima ondata di adozione dei servizi cloud era finalizzata al miglioramento dell’efficienza del dipartimento IT. Ma nei prossimi anni si assisterà a un cambiamento di focalizzazione indirizzato verso l’innovazione , il cloud come una sorta di “business as a service” che ne accentuerà l’adozione .

D’altra parte in Riverbed si osserva come nella sua indagine il 69 per cento ha dichiarato di aver già anche passato sotto IaaS anche applicazioni di tipo mission critical. Le preoccupazioni che serpeggiano sono tuttavia le solite: affidabilità, prestazioni , sicurezza e costi. Il principale uso dei cloud pubblici resta quello rivolto alle attività di test e sviluppo, seguito da quelle per le applicazioni web rivolte al pubblico e per le applicazioni a bassa criticità. Oltre all’affidabilità dell’applicazione una preoccupazione del 32 per cento degli intervistati da Riverbed è la mancanza di esperienza sufficiente per sviluppare applicazioni in un cloud pubblico. Questo significa che superare la barriera della mancanza di skill è un prerequisito necessario per una rapida adozione delle modalità Iaas per le applicazioni di produzione e business critical. Superata questa barriera resta possibile utilizzare il cloud pubblico per superare le altre riguardanti la scalabilità delle capacità di elaborazione per ottenere una diminuzione dei tempi della messa in produzione dell’applicazione con risparmio di costi e maggiore disponibilità. Resta compito specifico dei responsabili IT il comprendere le dipendenze delle applicazioni tra cloud interno, esterno e quello di terze parti.

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Autore: Silicon
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