Cresce il business cloud per Microsoft, ma non basta

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I buoni risultati di Office 365, Dynamics e Azure non bastano a far chiudere il trimestre Microsoft in crescita: c’è concorrenza e Windows delude

Microsoft ha presentato i risultati finanziari relativi al terzo trimestre fiscale, conclusosi alla fine dello scorso marzo. I dati principali indicano ricavi per 20,5 miliardi di dollari (-6 percento anno su anno) e un utile netto di 3,8 (-25 percento anno su anno). Le percentuali negative non hanno impedito al responsabile finanziario Amy Hood di parlare di “risultati solidi” per il trimestre, un commento che appare motivato in parte dalla crescita delle “priorità strategiche” e in parte dal fatto che al netto di alcune voci come le spese di ristrutturazione e a valuta costante le percentuali di decrescita diventano tutte di crescita (5 percento per il fatturato e 6 percento per l’utile netto).

Lo scenario descritto dalle cifre Microsoft è comune a molte grandi software house: la transizione al cloud procede ma non riesce a compensare del tutto la flessione del fatturato e degli utili legati ai prodotti tradizionali. E la sempre maggiore concorrenza nei servizi cloud impatta sui margini.

microsoft-3q16Il giro d’affari della divisione Productivity and Business Processes è stato di 6,5 miliardi di dollari ed è cresciuto dell’uno percento anno su anno. Microsoft sottolinea che questa crescita è legata alle buone performance di Office 365 e di Dynamics CRM Online (4 nuovi utenti su 5 del CRM passano direttamente al cloud). Però il margine lordo di questo segmento è calato del 4 percento perché, spiega l’azienda, è aumentato il numero di servizi cloud presenti sul mercato e quindi la concorrenza. Va anche notato che la gamma di prodotti/servizi Office ha registrato una crescita nella parte consumer (+3 percento) e non in quella business, dove c’è crescita zero. Gli utenti consumer di Office al momento sono 22,2 milioni.

La parte Intelligent Cloud è cresciuta del 3 percento a 6,1 miliardi di dollari. Crescita zero per i prodotti server, che comprendono la parte cloud (e presto di cloud ibrido, una peculiarità Microsoft), ma +11 percento per i servizi. Anche in questo caso il margine lordo è calato per la sempre maggiore concorrenza in ambito cloud. Tra le cifre indicate da Microsoft ci sono la crescita del 120 percento del giro d’affari di Azure (ma a valuta costante) e il sostanziale raddoppio del suo utilizzo in termini di risorse di computing e database.

La fetta maggiore del business Microsoft è fatta ancora dalla parte More Personal Computing (+1 percento, 9,5 miliardi di dollari) che comprende Windows. Qui, spiega la software house, la crescita della parte Surface (+61 percento a valuta costante) e della pubblicità legata alla ricerca Internet è stata cancellata dalla flessione del giro d’affari legato a Windows (cresce solo la componente non-Pro) e alla parte smartphone (-46 percento sempre a valuta costante).

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