Microsoft porta tutto e tutti su Windows 10. La strategia di Nadella

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Un’unica esperienza Windows 10 su tutti i device, Cortana anche sui pc, nuovo browser, Xbox in streaming su Win 10, Surface hub, ma soprattutto le ‘applicazioni universali’ da scrivere una volta sola e pronte per tutti i device. Si parte da Office. Ultima chiamata per Microsoft per guadagnare un posto al sole anche nel mercato smartphone

Al di là delle importanti novità presentate ieri da Microsoft, al di là di Windows 10 che cresce bene – su tutte le piattaforme – al di là degli scorci di futuro in ambito olograficoAPI per sviluppare e HoloLens, primo computer olografico senza bisogno di cavi -, al di là di Cortana anche per il computer, e delle “app universali“… Ecco, al di là di tutto questo, la nota più indicativa della strategia di Microsoft è che a Windows 10 si approda (quasi) tutti, gratis, per un anno, al termine di questo tempo sembra che comunque nulla sarà dovuto a Microsoft e che quindi la versione 10 di Windows potrà rimanere sul pc fino a quando il pc funzionerà.

Windows 10 infatti sarà disponibile per 12 mesi senza pagare per tutti coloro che utilizzano già Windows 7, Windows 8.1 e Windows Phone 8.1. Esclusi invece gli utenti che sono rimasti a Windows Xp (meno del 20 percento del totale degli utilizzatori di Windows), ci viene da dire, più per evidenti difficoltà di gestione di update e licenze, che per ‘scarsa volontà’ di Microsoft. Tuttavia, e senza dubbio, una soluzione si sarebbe trovata facilmente anche per questi utenti ‘antiquati’ che invece dovranno fare lo sforzo di acquistare una nuova licenza.

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Windows 10 su smartphone e computer. Al centro della strategia l’esperienza di continuità

 Windows 10 e l’idea di un’unica esperienza

Nadella (ricordate il claim “reinventare la produttività”?) vuole radunare tutti gli utilizzatori su un’unica piattaforma, un po’ come Apple fa già da tempo con MacOs. Questo permetterà di ‘uniformare’ gli sforzi di sviluppo e di ripartire poi da una sorta di anno ‘zero’ (o anno 10), non si sa bene però in quale forma, si potrebbero pagare solo gli aggiornamenti successivi o si proseguirà per ‘sottoscrizione’, vedremo. Strategia perfetta e pienamente condivisibile.

Satya Nadella Windows 10
Satya Nadella, Ceo Microsoft

 

Sì, perché il futuro è ‘one Windows‘ cui basta il proprio codice per adattarsi ad ogni device su cui viene installato; questo significa anche annullare a livello software la differenza tra computer e device portatili, in quel ‘continuum‘ – citato più volte da Joe Belfiore nel suo discorso – che è sì il prolungamento di un’esperienza quando si passa da smartphone, a tablet, a laptop, ma che rappresenta anche un approdo finale unico per le fatiche degli sviluppatori.

Joe Belfiore
Joe Belfiore, Corporate Vice President, Operating Systems Group di Microsoft

Da qui i passi di accelerazione in avanti per Cortana (in inglese ben più matura rispetto alla nostra italiana), da qui la volontà di rendere l’assistente digitale disponibile ovunque, da qui Xbox su Windows 10 per mandare i giochi in streaming su laptop e pc, da qui il nuovo browser (il nome in codice si sa è Spartan) da qui le prime applicazioni universali di Office per Windows 10. La nuova versione di Office, in via di sviluppo, vuole segnare anche la marcatura di un sentiero da percorrere per tutte le applicazioni, non solo su Office. Spieghiamo.

Windows 10
Windows 10 su Surface

Windows 10, ultima chance per gli smartphone Microsoft

Microsoft prova a risolvere i guai nel mercato smartphone – le quote di mercato sono del tutto poco significative per impensierire Android e iOs – partendo da dove invece è ancora inattaccabile, e cioè le applicazioni per il computing tradizionale. Se l’esperienza di un “Office universale” fosse eccellente (come promette Belfiore), lo potrebbe essere anche quella di qualsiasi altra app, da scrivere una volta sola per tutti i device.

E fino a che si lavora con ibridi e laptop è indubbio che questa potrebbe davvero essere la soluzione a un problema molto grave per Redmond che è l’assoluta scarsità di app per Windows Phone. Ma soprattutto, Microsoft pensa che se usare Office oltre che su laptop e tablet anche su smartphone Windows 10 diventasse ‘comodo e bellissimo da innamorarsi’, chi lavora potrebbe non avere problemi a pretendere smartphone Windows innescando così il mercato e lo sviluppo.

Spartan
Il nuovo browser (nome in codice Spartan) permetterà l’interazione per gli appunti sulle pagine Web

Microsoft potrebbe quindi far leva proprio sugli asset ancora vincenti – la presenza sui laptop anche nelle aziende e Office – per riguadagnare con Windows 10 anche sugli smartphone. Sì perché ‘innamorarsi di un’ottima esperienza’ sarà tutto nella strategia Windows 10 e invece siamo a un punto di passaggio per cui gli smartphone Microsoft perdono market share (ultimi dati Gartner) perché le app (anche quelle business verticali) sono poche e quelle che ci sono – spesso – hanno caratteristiche di gran lunga inferiori a quelle per Android e iOs.

Da qui non si scappa. Solo un piccolo  esempio: per cause di forza maggiore abbiamo dovuto offrire uno smartphone Android di qualche anno fa con un display piccolo e risoluzione discreta, per una sostituzione momentanea di un ottimo Lumia 520, più recente più bello e con risoluzione migliore, ma in riparazione. Il nostro giovane utente, una volta provate le stesse app su Android non è più voluto tornare indietro a Windows Phone quando ha potuto scegliere di nuovo, proprio solo perché le app gli sono sembrate più complete, ma soprattutto c’erano tutte. Un caso, ma qualcosa vorrà dire.

Microsoft Cortana
Micosoft Cortana, su smartphone ma anche su pc

 

Microsoft sta lavorando bene e a passo svelto, sull’esperienza utente, sull’innovazione (e per Redmond non è cosa da poco suscitare l’impressione di essere ‘innovativa’) proprio con Cortana e i computer olografici: ultima, ma non meno rilevante, l’idea di Surface Hub per la collaboration con integrazione tra touchscreen, inchiostro digitale, sensori e fotocamere, ma anche la messaggistica e Skype, e certo l’interazione vocale (chimera di cui si parla anche in ambito consumer dalla fine degli anni ’90).

E’ nel dna di Redmond la capacità di fare ‘ufficio e computing’, ma la rivoluzione mobile non è partita dall’ufficio e il percorso all’incontrario potrebbe non riuscire. Windows 10 non avrà difficoltà a farsi preferire sui laptop, a far dimenticare la prima rigidità di Windows 8 (un’inutile proiezione al futuro che in ufficio non serviva per nulla), in pace anche con le aziende, e sugli ibridi, come sui tablet. Il mercato, quello che cresce forte, al momento però è fatto da smartphone, app e servizi cloud. E Microsoft sta discretamente bene solo in questo ultimo.

 

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