Micro Focus: il Cobol anche per il cloud

Workspace

Iannarelli (Micro Focus): Il 60 per cento delle applicazioni enterprise si basa su Cobol

Il Ministero italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ,che gestisce il personale di 10.500 scuole, ha avviato una partnership con HP in cui l’elemento centrale dell’accordo è costituito dalla trasformazione di migliaia di programmi batch in Cobol che sono stati ricollocati su un’infrastruttura più all’avanguardia. Come risultato, il MIUR ha ridotto il proprio portafoglio di applicazioni del 33% e i costi di sviluppo del 38%. Inoltre, il MIUR prevede di risparmiare oltre 12 milioni di euro sull’hardware e sulle licenze software in tre anni e di completare la rimozione dell’architettura mainframe adottata trent’anni fa.

Ma il Cobol ha ancora una sua vitalità , soprattutto nel mercato italiano in cui diverse importanti software house impegnate nella realizzazione e nell’aggiornamento dei loro gestionali che poi forniscono ai loro 300 mila clienti utilizzano gli strumenti software di Micro Focus, basati su Cobol. Oltre 200 ISV creano applicazioni per oltre 400mila piccole aziende italiane .La difesa appassionata del Cobol è di Pierdomenico Iannarelli, country manager di Micro Focus Italia.

Iannarelli parte da una serie affermazioni per poi valorizzare un recentissimo accordo della società inglese con Microsoft: “Nessuno pensa al fatto che con 220 miliardi di linee di codice in esercizio ogni giorno in tutto il mondo le transazioni eseguite con il linguaggio Cobol sono 200 volte superiori alle ricerche di Google. Questi i numeri del Cobol, un linguaggio di riferimento più che mai vivo e proiettato al futuro”. Tutte le operazioni con POS sono transate con il Cobol Micro Focus. E ancora :”Una persona utilizza il Cobol almeno 13 volte al giorno; Il 60% delle applicazioni enterprise si basa su Cobol; Il 15% delle nuove applicazioni sono sviluppate in Cobol; L’80% di tutte le applicazioni sviluppate ha un’estensione verso programmi Cobol”.

Micro Focus ha annunciato una collaborazione con Microsoft per la creazione di Reference Environment presso due Microsoft Technology Centers (MTC). I Reference Environment dimostrano la semplicità e i vantaggi offerti dalla migrazione delle applicazioni mainframe business-critical verso una piattaforma moderna x64 Windows Server in uno scenario reale. In Gran Bretagna il Reference Environment è disponibile su hardware Dell Poweredge R910 e negli Stati Uniti su hardware HP Proliant DL580. L’annuncio conferma la partnership di lunga data tra Micro Focus e Microsoft, HP e Dell nell’ambito della modernizzazione e migrazione delle applicazioni.
I Reference Environment sono costruiti sulla recente Micro Focus Reference Architecture (MFRA), una soluzione completa per il re-hosting delle applicazioni business-critical e basate su mainframe . I centri MTC offrono ai clienti l’opportunità di assistere alla dimostrazione di un’applicazione mainframe in un ambiente non-mainframe.
Come spiega Iannarelli, il re-hosting delle soluzioni è una modalità vantaggiosa e a basso rischio che permette di ridurre o eliminare i costi operativi del mainframe. Consente inoltre di ridurre il numero di cambiamenti da apportare ai sistemi legacy ancora esistenti. I portafogli legacy spesso richiedono decenni per essere realizzati e sono inseriti in architetture mainframe e in strategie applicative procedurali. Micro Focus ha realizzato con successo oltre 600 progetti di migrazione, molti dei quali si basano sulla piattaforma Microsoft Application Platform.

Il punto è questo. Dopo il successo dell’integrazione coi prodotti Borland e Compuware, avvenuta in questi ultimi diciotto mesi, Micro Focus , attraverso un portafoglio di soluzioni per l’Application Management, il Testing, la Quality Assurance e il Cloud Computing, è in grado di aiutare le aziende a gestire in modo razionale i costi e a massimizzare le efficienze, ottimizzando i propri investimenti in IT.

Va poi considerato che da un terzo a una metà del costo totale di sivluppo di un’applicazione va attribuito la processo di testing. Micro Focus ha da poco annunciato una nuova versione del suite Silk. SilkPerformer, SilkTest e SilkCentral Test Manager 2010 R2 forniscono ai responsabili del test del software e ai professionisti della qualità (QA) una serie di nuove funzionalità tra cui il supporto per altri ambienti di sviluppo e applicazioni web 2.0. L’analisi della copertura del codice (code coverage) da Java è stata estesa a .Net. Eì prevista l’analisi della s velocità attraverso i diversi browser internet. SilkTest 2010 R2 supporta anche Adobe Flash e Microsoft Visual Studio 2010.

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore