Volete lavorare in un mondo tutto touch?…Ma anche no!

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Surface Pro

Il mercato dei dispositivi per il computing si orienta sempre più sui dispositivi touch, ma il software è in ritardo e le applicazioni aziendali che richiedono Windows 8 e touchscreen sono pochissime. Come scegliere il device ideale per lavorare

Alcuni luoghi comuni sono duri a morire e, a quelli antichi, se ne aggiungono sempre di nuovi a seconda di quello che i vendor devono spingere sul mercato. Ricordiamone anche solo qualcuno, relativo al mondo del computing:

  •  Il futuro è dei dispositivi touch, meglio che anche il mio laptop sia touch, il prima possibile;
  • Se invece di un tablet e un notebook prendo un ibrido che fa un po’ di tutto mi troverò certamente bene e avrò risparmiato dei bei soldi;
  • Non vale la pena di spendere più di 600 euro per un computer, perché tanto tra due/tre anni sarà certamente superato.
  • Più potente è il mio notebook meglio è, e per questo sono disposto a rinunciare ad altre caratteristiche, come un display con risoluzione maggiore o uno chassis in materiali di pregio; fa niente anche se pesa un po’ di più, che differenza c’è in fondo tra 2Kg e 2 Kg e mezzo? Le prestazioni contano tanto quanto l’autonomia della batteria.
  • Il mio laptop deve potersi collegare anche quando non c’è una rete Wifi e quando sono in vacanza, per questo lo voglio con il modulo 3G/LTE integrato.
  • Il Mac è  bello, bellissimo, ma anche più costoso e poco adatto a entrare in ufficio, perché non tutto quello che è disponibile per il mondo Windows funzionerà come si deve

Capita di sentirsi chiedere quali sono i notebook migliori del momento, piccoli consigli su tipologie e modelli, cosa evitare e cosa cercare, ma soprattutto quali dovrebbero essere oggi i criteri per una buona scelta. Anche in relazione alle osservazioni in gran parte se non del tutto fasulle dei sei punti precedenti è forse il caso di fare chiarezza.

Il touch in ufficio? Ma anche no…

La nostra esperienza ci porta a una serie di considerazioni. La prima riguarda proprio l’utilizzo professionale di dispositivi touch in ufficio. Al momento pensiamo che non ci sia ancora nessun valido motivo per preferire un touchscreen su un notebook. E personalmente sono anche convinto che non sia quindi giustificabile una migrazione a Windows 8, lasciando Windows 7. Mentre utilizzando un tablet è scontata l’esigenza di lavorare con un touchscreen, è difficile che sia oggettiva l’esigenza di un touchscreen per lavorare con un laptop. E’ vero invece il contrario, e cioè che Windows 8 (ora da aggiornare a Windows 8.1) si usa meglio con un touchscreen. E’ questo quindi proprio un esempio chiaro di come sia il software che spinge gli utenti a cambiare modo di lavorare e non un’esigenza degli utenti quella di avere un notebook touch, tantomeno in ufficio.

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Surface – da sempre touch e tablet con l’opzione tastiera – è per Microsoft la soluzione migliore per lavorare in mobilità. Noi pensiamo che Surface sia una soluzione possibile di mobile computing, ma non in grado di sostituire, per tante categorie di professionisti, un computer di riferimento

 

Pensiamo anche che sia alquanto azzardato pensare che con un ibrido si risolva qualsiasi esigenza di computing. E’ vero che si può lavorare per ore su un display da 11 pollici, ma è vero che un device con display da 11 pollici, che non venga utilizzato solo per navigare scrivere email e testi, affatica la vista e non rappresenta la postazione più ergonomica e sana per condurre a termine la propria giornata di lavoro. Si lavora bene alla creazione di una presentazione in PowerPoint su un tablet? Non scherziamo.

Serviranno un display più ampio e una tastiera che lasci più respiro, un touchpad perfetto, quando non addirittura un mouse esterno. Se il nostro ibrido invece è già un 13 pollici non caschiamo nell’illusione di aver acquistato un notebook e anche un tablet, avremo acquistato solo il primo, e l’utilizzo come tablet sarà aleatorio. Quanti ‘ibridi’ non sopravviveranno alla prova del mercato? Pensiamo tanti, tanti. L’esperienza dei netbook ha insegnato che non bastava piccolo e leggero per lavorare, accadrà così anche per molti ibridi che oggi sono proposti ora come la panacea di qualsiasi problema di computing.

La verità è che con un buon notebook si può fare qualsiasi cosa, e nella maggior parte dei casi è vero che non serve proprio più del tutto un desktop; nelle postazioni di lavoro fisse delle grandi aziende si possono facilmente preferire soluzioni di altro tipo, ancora più economiche (sfruttando cloud e virtualizzazione). E’ vero altresì che un information worker con un notebook ultraportatile potrà fare di tutto ovunque. Basta privilegiare nella scelta una soluzione di media potenza, al massimo intorno ai 2 Kg di peso, con un’ottima autonomia e che sia anche robusto.

Lenovo ThinkPad Yoga 13 colore
Quando un convertibile diventa convincente spesso accade perchè viene privilegiata una delle due anime (tra tablet e notebook), in questo caso quella del notebook – per fortuna

 

La connettività 3G/4G integrata fa alzare sensibilmente il prezzo, e si trova disponibile – spesso – solo in particolari configurazioni, invece potrà tornare comodo – anche per altri scopi – un piccolo modem portatile di quelli che generano una mini rete Wifi con una sim, ovunque. Il prezzo per un sistema di questo tipo, che garantisca con una cpu Intel di ultima generazione anche un’autonomia superiore alle 7 ore è necessariamente intorno ai mille, 1200 euro. A questo prezzo con 4 Gbyte di Ram si può anche avere un disco allo stato solido, in alcuni casi.

Con uno smartphone – magari non di diagonale minimalista – e un notebook ultraportatile e ultraleggero siffatto, oggi si può fare tutto lavorando comodi. Solo con un ibrido touch, ancora oggi, questo non è del tutto vero. Spesso le tastiere non sono tastiere ergonomiche, per lunghe sessioni di lavoro, ma soprattutto è vero che un ibrido ben fatto, con una Cpu e prestazioni equivalenti a quelle di un notebook, costa come, se non più del notebook. E il gioco non vale la candela, il touchscreen stesso servirà più perché il sistema installato è Windows 8, che perché serviva davvero un touchscreen! Alzi la mano chi pensa che usare Excel per ore con il touchscreen sia meglio! Via…. E dato per scontato che uno smartphone, o un phablet, comunque, lo si acquista, a questo punto ha più senso prendersi un ottimo notebook (e caso mai per utilizzi ad hoc un tablet che sia solo un ottimo tablet), oppure impelagarsi a trovare una soluzione ibrida sempre di compromesso? Certamente la prima opzione ha più senso.

Windows 8 e gli ibridi touch, per il business si può aspettare

La nostra idea è che fino a che gli ibridi non scenderanno di prezzo, offrendo le stesse identiche prestazioni di un notebook – da tutti i punti di vista – non vale la pena né di fare computing con Windows 8, né di preferire un touchscreen, con un sistema operativo che sta un po’ di qua nell’interfaccia ‘a tile’ e un po’ di là, sull’interfaccia desktop tradizionale;  non vale la pena – per lavorare – prefirire queste soluzioni solo perché si è convinti di acquistare insieme un notebook e un tablet. E non vale la pena di affidarsi a un’esperienza touch su un notebook fino a che tutto il software che conta per lavorare non sarà davvero più utilizzabile e più comodo da usare in un’esperienza touch. E questo momento è ben in là a venire.

E veniamo all’ultimo punto: Apple, con i MacBook Pro e i MacBook Air, fino ad oggi ha disdegnato le soluzioni touchscreen. Il sistema operativo infatti non richiede l’utilizzo di un touchscreen, si usa benissimo così come è,  e gli avvicinamenti tra Mac Os e iOs non hanno finora snaturato i device che sono e restano diversi se sono tablet, smartphone o notebook. Un MacBook Air con disco allo stato solido da 128 Gbyte costa 1.100 euro, viene fornito con Intel Core i5 di quarta generazione, 4 Gbyte di Ram, prese USB 3.0, tastiera retroilluminata e Thunderbolt. Quanto si spende per un ibrido con la stessa dotazione?

MacBook Air con Intel Haswell
MacBook Air con Intel Haswell

Non pensiamo molto meno, e quanto per un laptop che pesa 1,3 Kg? Idem. Alzi poi la mano chi utilizza applicativi per l’ufficio che non possono girare su Mac; anche chi alzasse la mano è possibile che non abbia apprezzato la versatilità di sistemi come Parallels o Vmware Fusion? Questo è quanto. C’è più di un vendor che propone soluzioni ottimali come quelle che abbiamo qualificato, ma ci sono anche vendor che propongono – in questa fase – un po’ di tutto, form factor originali, e in qualche caso persino bizzarri, che non crediamo raggiungeranno mai i volumi sufficienti per far tornare i conti. Nel mondo consumer ognuno può fare quello che vuole e sperimentare, per poi tornare sui propri passi. Quando si lavora e sempre bene che si lasci un po’ meno spazio alla sperimentazione per vie più sicure. In fondo è proprio vero che è il mercato consumer che sta spingendo il mercato, sarà quel mercato a far maturare gli ibridi e a prepararli al meglio per il business.

 

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