Tablet e mini tablet, un mercato complesso e compresso

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Nel mercato del computing i tablet rappresentano solo il 10 percento del totale. Sembra consolidarsi la regola per cui a diagonale del display maggiore corrisponda anche tempo di ricambio del device più dilatata. I phablet intanto ‘rosicchiano’ quote ai mini tablet con display eccezionali e maggiore portabilità

I recenti annunci dei più importanti vendor in ambito mobile sembrano seguire perfettamente i suggerimenti evidenti che emergono dai dati sulla crescita rallentata del mercato dei tablet e ancora di più dei mini tablet. Soprattutto i secondi si trovano infatti schiacciati tra i device di diagonale maggiore e phablet di ogni tipo. Si pensi a Galaxy Note 4, al Nexus 6, allo stesso iPhone Plus destinati gioco forza a dare del gran filo da torcere ai mini tablet. In tanti casi poi i phablet per loro natura integrano sempre la connettività 3G/LTE che invece non è data per scontata sui mini tablet che quindi soffrono anche per questo motivo.

La risoluzione elevata, oramai in tutte le categorie di prodotto, ha innalzato e non di poco il livello di leggibilità anche dei testi, pure sui phablet, mentre invece i mini tablet e i tablet presentano come più grave degli handicap proprio quello di non poter essere tenuti in mano o nella tasca della giacca, un peccato originale di cui iniziano a pagare il prezzo.

E così ci troviamo a commentare i dati di Gartner che sembrano relegare i tablet, tout court, a una nicchia del mercato. Gartner dice che nel 2014 la crescita del mercato dei tablet sul 2013 sarà appena dell’11 percento. E i tablet rappresentano appena il 10 percento della vendita di device complessiva tra pc (laptop compresi), smartphone, ibridi e tablet appunto.

Cerchiamo di capire. Lo smartphone è l’oggetto principe da cui non ci si separa mai, non il tablet, lo smartphone è l’oggetto che si desidera cambiare più spesso, perché è quello che anche gli altri intorno a noi vedono e osservano e ci rappresenta pertanto molto di più del tablet. Il tablet è strumento di lavoro e come tale è soggetto a un ricambio meno frequente. Inoltre i mercati emergenti sono molto più vicini all’acquisto di uno smartphone che di un tablet e – a nostro avviso proprio perché ’emergenti’ – e preferiscono Android in percentuali di gran lunga superiori rispetto al ‘resto del mondo’, in cui comunque Android domina.

Le mosse di Apple nel mercato tablet

Nexus 6
Nexus 6, un esempio di phablet. I phablet stanno dando filo da torcere al mercato dei mini tablet

Alla luce di queste considerazioni gli annunci recenti di Apple, con iPad Air 2 e iPad Mini 3  nuovi, ci dicono ancora qualcosa in più, mentre rileviamo che non è ancora arrivato iPad Pro con la diagonale oltre i 12 pollici. Apple ci ha abituato alla sua strategia di ‘centellinare’ le novità. Pensiamo da un lato che Cupertino in questo momento sia più forte proprio nel mercato tablet che nel mercato smartphone, e che anche in funzione di questa considerazione Apple abbia rilanciato ulteriormente con i due iPad. Siamo allo stesso modo vicini a un limite nella capacità di innovare con proposte dall’effetto ‘wow’.

Non bisogna poi dimenticare che Apple tra i produttori di device mobile e di pc è l’unico vendor a non avere nessun ibrido, tantomeno touchscreen. Pensiamo, anche per questo, che siamo vicini al momento in cui la linea di prodotto in ambito computing debba variare. Non ci possono stare solo un nuovo Mac Mini e Retina Display su iMac. Pensiamo anche che la svolta, oltre che con Apple Watch, e ancora più importante ci sarà quando il processo di convergenza tra iOs e OS X sarà completo. A quel punto si potrà aprire una nuova linea di prodotti con una fluidità perfetta da mobile a computing tout court.

Tablet, a diagonale maggiore corrisponde ricambio più dilatato

Se torniamo invece alla visione globale la nostra idea, supportata dai dati Gartner e da come si muovono i vendor è che il mercato tablet sia destinato a rimanere comunque molto meno dinamico del mercato smartphone, come se ci fosse una regola astratta per cui con l’aumento della diagonale, sia anche più rallentata la volontà e la possibilità di aggiornare il device. E a ben guardare questo indipendentemente dal prezzo (che per i tablet è tutto sommato in proporzione minore rispetto a quello degli smartphone). Il mercato dei phablet quindi si sta facendo ‘grosso’ non creando una nuova nicchia nuova, ma erodendo ‘sopra’ e ‘sotto’ il mercato degli altri device.

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