Non solo iPad Pro: le altre novità Apple

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Nuovi iPhone, un nuovo iPad mini e un’Apple TV finalmente significativa affiancano l’iPad professionale di Cupertino

L’attenzione di tutti in queste ore va al nuovo iPad Pro studiato per gli utenti professionali o che comunque hanno bisogno di prestazioni e funzioni che i precedenti iPad non offrivano. Ma Apple non ha presentato solo quello e ha anzi dato un impulso sensibile a quasi tutte le sue linee di hardware non-Mac. Gli annunci principali sono stati quattro, a partire ovviamente dai nuovi iPhone: come previsto siamo nella fase intermedia dello sviluppo degli iPhone, quindi ecco presentate le versioni “s” degli iPhone precedenti

iphone6sI nuovi iPhone 6s e 6s Plus sono esteticamente indistinguibili dai predecessori ma hanno diverse innovazioni tecniche al loro interno. Quella più interessante è l’adozione della tecnologia Force Touch che Apple ha inserito nelle trackpad dei portatili di ultima generazione (ma che qualcun altro ha già portato negli smartphone battendo Apple di un soffio). Qui la tecnologia prende il nome di 3D Touch ma funziona allo stesso modo: il sistema di rilevamento del tocco posto sotto il pannello del display ora sa rilevare anche i livelli di pressione e questo ha permesso, come nei Mac, di introdurre nuovi gesti multitouch.

Apple li chiama Peek e Pop: il primo è una leggera pressione continuata e in iOS mostra l’anteprima di un contenuto, ad esempio una mail o una immagine; il secondo è una pressione più forte con cui si entra nella visualizzazione vera e propria del contenuto. Il 3D Touch è applicato anche alle icone delle applicazioni, dove richiama piccoli menu contestuali con le azioni più comuni di quell’app. Ma anche in molti altri aspetti del sistema operativo iOS e – man mano che gli sviluppatori l’adotteranno, come Apple prevede anche per OS X e i Mac – all’interno delle app con altri effetti tutti da inventare.

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Altrettanto importante per milioni di utenti è il deciso miglioramento apportato alla parte fotografica e video. La foto-videocamera posteriore adotta ora un sensore da 12 megapixel che è anche in grado di riprendere video 4K alla risoluzione di 3.840 x 2.160 pixel. Apple si è poi inventata le Live Photos: quando si scatta il sensore in realtà associa all’immagine anche le riprese degli istanti immediatamente precedenti e successivi allo scatto, producendo una specie di micro-filmato, con tanto di audio, che si attiva con un Pop.

Tutto questo è possibile anche grazie a un nuovo processore, l’A9 a 64 bit, che secondo Apple offre prestazioni della CPU e della GPU rispettivamente del 70 e del 90 percento superiori rispetto al precedente chip A8.

L'iPad mini 4
L’iPad mini 4

C’è poi l’iPad mini 4. Oggi sembra quasi scomparire – fisicamente e metaforicamente – in confronto all’iPad Pro, ma anche l’iPad mini ha un suo pubblico affezionato che ne aspettava il rinnovamento. Eccolo, anche se la quarta versione del tablet “pocket” è ancora una evoluzione incrementale che non ne cambia la sostanza.

Apple ha limato qualcosa qua e là per arrivare a un iPad mini più sottile (6,1 mm contro i 7,5 del mini 3) e più leggero (intorno ai 301 grammi a seconda della versione, contro una media di 336 del precedente). Il display resta da 7,9 pollici con 2.048 x 1.536 pixel a 326 ppi, ma il processore ora è un A8 e la foto-videocamera principale passa a 8 megapixel. Sembra poca cosa rispetto al Pro, ma anche in campo professionale esiste un solido mercato per gli “slate” tradizionali, purché siano di qualità come questo.

La nuova interfaccia utente di Apple TV
La nuova interfaccia utente di Apple TV

E veniamo alla Apple TV. Quella che Apple ha definito per lungo tempo un hobby sta diventando un prodotto finalmente significativo e in grado di giocarsela con altri set-top box e parzialmente con le console per videogiochi. Apple, come indica il suo marketing, ha capito che anche nel salotto “it’s all about apps” e quindi è meglio averne tante, di app. Ecco così che l’Apple TV acquista un nuovo sistema operativo – tvOS, derivato da iOS – e un processore più potente (un A8). E cambia anche il resto, dall’interfaccia al telecomando: il nuovo si chiama Siri Remote (ma non ovunque, e vedremo perché) e integra una superficie in vetro sensibile al tocco che funziona come una trackpad e permette di navigare meglio l’interfaccia del sistema.

Il nuovo tvOS gioca un ruolo importante nel futuro dell’Apple TV: il legame stretto con iOS e la disponibilità di un kit di sviluppo ad hoc rendono possibile sviluppare app e soprattutto giochi per il grande schermo del televisore collegato allo scatolotto di Apple. L’Apple TV tra l’altro ora supporta le librerie grafiche Metal, a tutto vantaggio delle prestazioni ludiche. E a proposito di gaming, c’è innovazione anche per quanto riguarda i controller: per i videogiochi più semplici basta Siri Remote, per quelli più complessi l’Apple TV è ora compatibile con gamepad di terze parti. Basta per scalzare Xbox e PlayStation? No, in primis perché l’hardware è poco potente (l’A8 non è nemmeno il top di casa Apple), ma per il “casual gaming” è sufficiente.

Il Siri (o Apple TV) Remote
Il Siri (o Apple TV) Remote

Una delle principali innovazioni dell’Apple TV è Siri Remote. Si chiama così perché secondo Apple il sistema di controllo ideale per l’Apple TV è la voce. Il telecomando quindi integra un microfono in cui pronunciare comandi in linguaggio naturale (ad esempio “trova i film con Tom Cruise” o altri per il controllo della riproduzione come “torna indietro di cinque minuti”) che vengono interpretati dai server Apple – come nel normale funzionamento di Siri – e passati ad Apple TV che li esegue.

Davvero innovativo. Peccato però che, come fa notare Apple, “la disponibilità e le funzioni di Siri variano in base al Paese” e in Italia al momento tutto questo non ci sia. Tanto che da noi Siri Remote si chiama, a evitare equivoci, ancora Apple TV Remote: il suo pulsantino con il microfono non attiva Siri ma un menu di ricerca a schermo. Da questo punto di vista Apple TV resta come prima un prodotto completo, per funzioni e contenuti, solo per gli utenti americani e di poche altre nazioni (sette, al momento in cuiscriviamo). Ma, come per Siri tradizionale, per il riconoscimento vocale dovrebbe essere solo questione di tempo.

Per il resto, poche novità. In quanto a software Apple aveva già ampiamente descritto le sue prossime release: OS X El Capitan, iOS 9 e watchOS 2. Gli annunci sono stati legati alle date di rilascio definitive. iOS 9 e watchOS 2 saranno disponibili il prossimo 16 settembre, mentre OS X El Capitan un paio di settimane dopo, il 30 settembre. Novità hardware minime per Apple Watch, che acquista due nuovi modelli di Apple Watch Sport con cassa in alluminio color oro e oro rosa e alcuni nuovi cinturini.

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Autore: Silicon
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