MacBook Pro 15″, per sentirsi a casa nel mondo

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IN PROVA – L’ultima versione di MacBook Pro 15″ guadagna il touchpad Force Touch, maggiore autonomia e memorie più veloci. MacBook pro 15 resta il laptop perfetto per affrontare qualsiasi task applicativo con il miglior confort visivo ovunque

Proviamo l’ultimo modello di MacBook Pro 15″, nella configurazione di base, con processore Intel Core i7 -4770HQ a 2,20 GHz (4 core, 8 thread, 6 Mbyte di cache L3), 16 Gbyte di RAM e 256 Gbyte di disco SSD. La proposta di Apple si è leggermente ‘irrigidita’ rispetto anche solo a una generazione fa e così, mentre per MacBook Pro 13 sono presenti nello store tre proposte base, nel caso del laptop da 15 pollici sono due le configurazioni iniziali, e una sola è quella che prevede anche la grafica discreta AMD Radeon R9 M370X, con 2GB di memoria GDDR5, che non sarà opzionabile sul modello base. Non solo, anche il quantitativo di Ram è diventato standard verso l’alto, con tutti i modelli MacBook Pro 15 equipaggiati con 16 Gbyte di Ram DDR3 a 1,6 GHz saldati sulla scheda madre.

MacBook Pro 15 tutte le interfacce
MacBook Pro 15 tutte le interfacce

Le variabili in fase di acquisto sono esclusivamente capacità del disco SSD e processore. Ci sono aspetti positivi in questa politica. Si va verso la standardizzazione di una proposta, che è da acquistare così come è. Questo vuol dire più facilità, e minori costi, nella gestione del parco MacBook, vuol dire anche meno confusione, addirittura si potrebbe immaginare quasi un futuro con un nome preciso e specifico per ogni singolo modello, per chiudere “la faccenda”. Questo vuol dire anche tempi di intervento ridotti perché, a parte il disco, se proprio proprio capita qualcosa, si fa sempre prima a cambiare tutta una scheda e a riconsegnare il MacBook Pro in 24h piuttosto che perdere tempo con interventi di fino su un singolo componente.

La standardizzazione ha lasciato sul campo alcune opzioni di scelta per cui, anche per la grafica discreta, la soluzione AMD non permette di uscire dal seminato, ed è questo retaggio della idiosincrasia tra Yosemite e i driver Nvidia già documentata da fine 2014. Intel Iris Pro Graphics è lo standard per tutti i modelli salvo scelta diversa dell’utente per AMD

MacBook Pro 15
MacBook Pro 15

Mentre meno interessante (perché comunque più vantaggioso per il cliente) il rilievo sul fatto che non c’è più un MacBook Pro 15″ con disco a piattelli. Grazie, non ne sentiamo proprio la mancanza. Tra l’altro è inutile ricordare che il design di MacBook Pro 15 nella sua ultima versione di maggio 2015, conferma in tutto e per tutto quello precedente, mentre sotto il cofano le novità che davvero contano sono l’arrivo di Force Touch (sensore di pressione integrato e Taptic Engine che offre il feedback aptico, il processo è di tipo software non hardware) e memorie flash più veloci, per un’ottimizzazione delle risorse che ha permesso di prolungare la durata della batteria ulteriormente, fino quasi a 9 ore effettive utilizzando MacBook Pro per determinati task, come la navigazione o la semplice fruizione di film.

Partiamo dai connotati più importanti, una volta definite le dimensioni (1,8×35,9×24,7cm circa) e il peso di appena 2 Kg, e quindi dal display. Si tratta di Retina Display con schermo da 15,4″ di diagonale, con tecnologia IPS retroilluminato a LED, risoluzione da 2880×1800 a 220 pixel per pollice, la visualizzazione è possibile anche con le risoluzioni ridotte 1920×1200, 1680×1050, 1280×800 e 1024×640 pixel, l’angolo di visualizzazione è fino a 178 gradi. Retina Display è la soluzione migliore per lavorare nelle migliori condizioni, con una diagonale da 15,4 pollici non c’è bisogno di collegare display esterni se non per i lavori di grafica, e si può lavorare già bene con due pagine affiancate, proprio grazie alla risoluzione elevata.

MacBook Pro 15_2MacBook offre presa USB 3.0, presa Hdmi standard e lettore di schede SD sul profilo destro; connettore Mag Safe 2, doppia presa Thunderbolt 2.0 con banda passante da 20 Gbps ciascuna, presa USB 3.0 e connettore unico per cuffie e microfono sul profilo sinistro. Per comunicare MacBook Pro sfrutta WiFi 802.11 ac e Bluetooth 4.0 Ricordiamo che la presa Thunderbolt può essere sfruttata come uscita Mini DisplayPort nativa, come DVI come adattatore da Mini DisplayPort a DVI, ugualmente come VGA, e DVI Dual-Link, oltre ovviamente all’utilizzo con adattatore Ethernet.

Il piano di appoggio ospita i diffusori acustici laterali, e la tastiera retroilluminata con 79 tasti (ISO), compresi 12 tasti funzione e 4 tasti freccia, la tastiera è retroilluminata. La cornice del display ospita la videocamera FaceTime HD a 720p. Si può discutere sulla risoluzione, ma non serve. Questa è la Webcam come serve che sia. Nulla di meno.

Il presente e il futuro di MacBook Pro

Pensiamo però che sia davvero questo l’ultimo MacBook Pro con queste specifiche caratteristiche. Abbiamo già apprezzato su MacBook alcune soluzioni che immaginiamo indispensabili sui computer MacBook Pro di prossima generazione. Per esempio il connettore Thunderbolt 3.0 con interfaccia USB-C, multipla. Vorremmo anche fosse rivisitata proprio la tastiera, con una scelta radicale.

O una tastiera con feedback migliorato e più profondo (ottima è la tastiera Lenovo, secondo noi addirittura superiore), e con tasti destinati a non lucidarsi nel tempo, oppure – all’opposto – la scorrevolezza da pianisti, tipica proprio della soluzione MacBook. Due soluzioni agli antipodi che ci hanno però soddisfatto più della proposta attuale.  Insomma, anche MacBook Pro può tornare a stupire. Il design della scocca è davvero perfetto, fatichiamo a immaginare qualcosa di meglio, mentre rimarremmo davvero sorpresi se, con Display Retina, Apple riuscisse a ridurre ulteriormente e in modo sensibile la cornice nera nei display attuali, è questo un record che spetta a Dell Xps, ma su diagonale da 13 pollici.

E’ evidente che stiamo cercando vie percorribili per il futuro, più per ‘abitudine’ oramai ad utilizzare MacBook Pro così come sono e per voglia di novità, che per un reale limite. MacBook Pro 15 pollici, così come è, è già, e resta, una vera e propria ‘workstation’ portatile con cui è possibile fare di tutto, senza soffrire riduzione di prestazioni di sorta, con tutti i benefici di un’integrazione di riferimento per i vendor, possibile solo grazie al connubio hardware/software/OS Yosemite.  Stupisce pertanto che il peso sia ancora di appena 2 Kg. In configurazione base il prezzo di 2200 euro non può certo sembrare eccessivo.

E’ invece abbastanza fuori mercato il valore di upgrade a un disco SSD da 512 Gbyte per circa 360 euro in più. Abbiamo apprezzato che sia offerta anche la disponibilità di 1 TB di capacità, ma anche in questo caso il prezzo di 960 euro è davvero eccessivo. Il valore di quella capacità  di memoria, al consumo, è oramai di circa la metà. E infine, non siamo proprio del tutto sicuri che sia giusta la scelta di non offrire una configurazione di fascia ancora superiore, ovviamente in questo caso non parliamo di disco SSD.

Tutto quello che poteva essere detto sulla dissipazione eccellente, sulla silenziosità (data più dal fatto che le ventole si attivano di rado, che dalla silenziosità delle ventole stesse), sull’ergonomia dello spazio di appoggio affianco al touchpad, è già stato detto. Aspettiamo che Force Touch sia molto, molto più sfruttato rispetto ad ora, e che ci sia l’effettiva volontà da parte di tutti i vendor software di adeguare le proprie applicazioni a questa soluzione, altrimenti servirà a poco se resterà un verbo solo di casa Apple.

Così come già, per il modello appena precedente, abbiamo sottolineato che chi sceglie MacBook pro da 15 pollici compie un po’ la scelta della tartaruga saggia che decide non tanto di viaggiare ‘snella’, ma di sentirsi sempre a casa propria quando viaggia e di poterlo fare per tantissime ore. Le nostre prove hanno evidenziato che anche i task più pesanti da ufficio non riescono a drenare la batteria in appena una mezza giornata di lavoro. E quando si parla di lavori importanti, impegnativi non è poco.

 

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