Apple iMac 2013, il posto migliore in cui lavorare. La grafica il punto di forza

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

TEST Apple iMac 2013 con display da 27 pollici e Intel Core i7 di quarta generazione è il computer da scrivania ideale per lavorare. La nostra configurazione di prova non pone limiti in qualsiasi ambito di utilizzo

Pensare di far rientrare i nuovi Apple iMac nella categoria dei computer all-in-one, pur essendo da un punto di vista strettamente formale corretto, appare sempre riduttivo. Nella proposta di iMac con diagonale a 27 pollici ancora di più, perché si ha subito una confortevole sensazione ‘immersiva’. Il display Lcd con risoluzione 2560×1440 e il comparto grafico, nel nostro caso nutrito con Nvidia GeForce GTX 780M (piattaforma Kepler) e 4 Gbyte di Ram dedicati, alimentano questa impressione al lancio del primo video o di un gioco.

Senza per questo sbilanciare Apple iMac verso un utilizzo di puro intrattenimento, considerato che per la sua configurazione i nuovi Apple iMac sono già di per sé “workstation” di livello, per qualsiasi utilizzo, e con il comparto Nvidia a questi livelli anche e soprattutto la computer grafica.

Apple iMac 2013, una configurazione da sogno

Noi proviamo Apple iMac in un ottimo ‘ensemble’. Il migliore, fatta salva la dotazione di Ram (fino a 32 Gbyte), 8 nella nostra configurazione. Questo vuol dire utilizzare come Cpu Intel Core i7 a 3,5 GHz da spingere all’occorrenza fino a 3,9 GHz, in un solo processore, con 4 core e ben 8 Mbyte di Cache di terzo livello. E’ nel comparto storage però che si apprezza il massimo con Fusion Drive. Questo vuol dire da un lato avere a disposizione 3 Terabyte di disco fisso magnetico, ma in abbinata e perfetta sinergia con un SSD allo stato solido da 128 Gbyte. Si tratta di una proposta attualmente del valore commerciale di poco meno di 2.800 euro.

Apple iMac 2013 disposizione interfacce anteriore
Apple iMac 2013 disposizione interfacce anteriore

Ripassiamo Fusion Drive: la tecnologia ha oramai ha un anno, combina tecnologia Nand e dischi tradizionali, l’utente ha la percezione di un unico volume logico, ma i dischi sono nella realtà due. E’ l’intelligenza sottostante che gestisce dinamicamente cosa debba essere a carico di un tipo di memoria o di un’altra.

Il beneficio complessivo nella velocizzazione delle operazioni è quindi evidente. I processi avvengono in perfetta trasparenza di fronte all’utente, e l’intelligenza va ben oltre la semplice idea di utilizzare la memoria SSD per il lancio veloce del sistema e delle applicazioni, perché tiene traccia anche dei dati cui si accede più di frequente. Non diversamente da come avviene oramai a livello server.

Apple iMac 2013, impressioni d’uso e giudizio

Se la dotazione hardware è di primo livello, pur con costi non propriamente popolari, le buone impressioni arrivano anche in termini di usability. L’utente ha la netta percezione che il proprio computer sia semplicemente “un quadro”, non ne percepisce il profilo. Per accendere iMac con la mano sinistra ci si avvicina alla presa in basso a sinistra e il dito medio cade perfettamente sul tasto di accensione.

Tutte le interfacce restano nascoste sul bordo destro inferiore della scocca bombata del display. Si tratta di: presa cuffie (non microfono che è anteriore), lettore di schede di memoria SD (SDXC sono supportate), quattro prese USB 3.0, e presa Ethernet. Sul fronte superiore della cornice display la webcam (720p) e i due microfoni.

Apple iMac 2013 interfacce posteriori
Apple iMac 2013 interfacce posteriori

Le antenne Wifi e Bluetooth 4.0 sono posizionate in basso a destra e gli speaker sulla sinistra. Certo l’accessibilità ai componenti è ridotta all’essenziale, l’utente però non avrà problema alcuno a gestire in autonomia almeno l’incremento di memoria, che forse è l’unico consiglio che abbiamo da dare prima dell’acquisto in caso di utilizzo negli studi grafici e di modellazione.

Potrebbe stupire l’assenza di fessure per i diffusori (le griglie posteriori sono funzionali alla dissipazione) e in effetti è proprio in giunzione tra piedistallo e display che si registra il punto di surriscaldamento maggiore, ben lontano dall’utente, e sensibile solo in caso di utilizzo intenso.

Non abbiamo note negative sulla qualità audio, però vogliamo far notare che avremmo preferito che la presa per le cuffie consentisse anche l’utilizzo di un set cuffie e microfono. I microfoni anteriori, per quanto ben filtrati, sono comunque di servizio. Esigenze architetturali hanno imposto la presa per le cuffie posteriore. Forse non la soluzione migliore considerato l’utilizzo delle stesse certamente posizionati davanti al display.

Il prezzo della proposta base a  27 pollici, di circa 1.800 euro, colloca i nuovi iMac nel giusto segmento di mercato. Qualsiasi sia la configurazione, se si sta scegliendo un cambio di piattaforma, si approda a un’esperienza di lavoro diversa. Ognuno è poi libero di valutare, potendo, se l’esperienza giustifica la spesa.

Dal punto di vista prestazionale, quanto da noi provato si può già considerare così top di gamma. Anche nei lavori di ufficio, per quanto in misura minore, si potrà apprezzare lancio rapido delle prestazioni di Fusion Drive: è questo un comparto in cui eventualmente può essere intelligente risparmiare, se non si pensa davvero a utilizzi più impegnativi.

Questi iMac probabilmente proprio nelle configurazioni più elevate arrivano a giustificare meglio la spesa più elevata. Infine: la doppia dotazione thunderbolt elimina ogni vincolo di espansione anche dal punto di vista dei display collegati, così oppure tramite adattatori un plus non da poco da considerare negli ambienti professionali.

 

 

 

 

 

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