Intel tra i ritardi di Cannon Lake 10nm e le aspettative mancate nel mercato data center

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Le cpu a 10nm non arriveranno prima della fine del 2019. Una storia infinita quella di Cannon Lake con Intel che pur tra luci e ombre riesce ad ottenere buoni risultati finanziari

Nessun saggio oggi scommetterebbe un nichelino sulla data di arrivo sul mercato dei processori Cannon Lake a 10nm. Già nel 2017 si titolava sul posticipo rimandando l’attesa a fine 2018, ad aprile l’annuncio delll’ennesimo ritardo, e quindi la conferma di questi giorni sulla notizia per cui fino alla fine del 2019 non si vedranno ancora.

Bob Swan, CFO e CEO ad Interim di Intel

A seconda di quando si vuole iniziare a contare parliamo di un ritardo variabile tra i tre e i quattro anni in casa Intel che a questo punto farebbe bene a pensare a una gestione diversa di questo ritardo anche dal punto di vista marketing.

Appena del 5 percento il calo delle azioni del vendor, dopo l’ennesimo annuncio, semplicemente perché ce lo si aspettava, difficile invece giustificare il ritardo con il ritorno come competitor da parte di AMD.

Insomma, sono mesi davvero difficili. Quest’anno sono arrivati in sequenza l’importante problema di sicurezza (Spectre e Meltdown), una sorta di resa in ambito mobile a vantaggio delle architetture ARM, le dimissioni di Brian Krzanic, ma anche l’indagine riguardo eventuali discriminazioni legate all’età nel taglio importante di posti di lavoro effettuato nel 2016.

Problemi non piccoli che però l’azienda sembra comunque sostenere dal punto di vista finanziario, con utili netti importanti, anche nel secondo trimestre chiuso il 30 giugno, pari a +78 percento, per un valore di cinque miliardi di dollari (rispetto ai 2,8 di un anno prima).

Intel riesce a fare bene ma non benissimo, grazie anche  alle architetture x86 nei data center (+26,9 percento), dove i margini sono superiori rispetto alle cpu vendute per i device, ma i risultati sono comunque sotto le attese degli analisti (5,55 mld di fatturato rispetto ai 5,6 attesi), con il business PC che cresce invece appena del 6 percento pur cubando decisamente di più (8,7 mld di dollari).

Nel commento sui risultati torna a fare capolino il sempre verde rallentamento su Cannon Lake. Reuters lo conferma una volta di più sulla scorta delle dichiarazioni del CFO (Ceo Pro Tempore) Bob Swan di Intel. Arriveranno nell’ordine per le vacanze invernali 2019 i chip da 10 nm, e a seguire quelli per i data center, per i quali quindi è giustificata l’attesa al 2020.

Tra due anni quindi. Siamo certi di poter rintracciare le prime dichiarazioni Intel che davano Cannon Lake sulla rampa di lancio per la fine del 2015. Ce la si sarebbe potuta giocare meglio, senza annunciare nulla, per poi stupire.

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