Indice Oracle: ritorno dei dati in azienda

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L’indice di Oracle-Quocirca cresce al 5,62 per l’area Emea e posiziona l’Italia all’ottavo posto tra i dieci paesi europei, con un indice del 4,91. Seppure in crescita, segnalati ritardi nell’allineare l’IT al business. Misurati anche flessibilità e supporto al business

E’ arrivato alla terza edizione l’indice promosso da Oracle sulla penetrazione del cloud in Europa (“Oracle Next Generation Data Centre Index Cycle III”), con focus anche sulle grandi aziende italiane. E i dati non sono così incoraggianti come si sperava, se si tiene conto che tra le mille realtà intervistate da Quocirca,  le aziende italiane (un centinaio) rincorrono sempre quelle degli altri paesi e si posizionano tra le ultime.
La metodologia della ricerca – che indaga secondo tre sottoindici di flessibilità, sostenibilità e supporto al business  – è rimasta invariata negli anni (2011, 2012 e 2013), e se tra le prime due edizioni l’indice aveva evidenziato il forte passaggio delle aziende verso data center esterni, l’edizione di quest’anno mostra come ci sia una forte inversione di tendenza: un ritorno verso la privatizzazione dei dati. “Le aziende stanno infatti muovendosi per portare i dati al proprio interno, nei data center in house – dichiara Clive Longbottom, service director di Quocirca e questo rivela una forte inversione dopo un dato importante del gennaio 2012 che evidenziava quanto l’esplosione dei big data avesse spinto le aziende ad affidarsi a provider esterni. Oggi in molti casi i progetti sono stati riportati su piattaforme cloud private”. Le aziende che utilizzano solo risorse interne sono passata dal  45% al 66% e, tra queste, quelle dotate di un unico data center interno sono cresciute da 26% a 41%. Di pari passo la percentuale di chi utilizzava soluzioni ibride (un mix tra dati allocati esternamente e internamente) è calata dal 56% al 34%.

Il punteggio globale dell’indice (da 1 a 10) dell’intera area Emea è passato da 5,58 del 2012 a 5,62 del 2013, con un miglioramento appena percettibile, dovuto soprattutto agli investimenti fatti dai paesi esterni alla moneta unica, così quelli in  Scandinavia, nella regione Dch (Germania) e nel Regno Unito. I tre sottoindici segnalano come la sostenibilità sia l’aspetto più importante (5,9) rispetto alla flessibilità (5,53) e al supporto al business (5,62).  “Purtroppo si evince che molte imprese non stanno allineando il proprio IT al business e questo è un segnale di indebolimento, perché manca una visione strategica dei progetti” precisa Longbottom.

Ma guardiamo all’Italia. Tra i dieci paesi europei presi in considerazione da Quocirca, l’Italia è all’ottavo posto con un indice di 4,91 (sotto le media), anche se un dato incoraggiante è il sottoindice relativo all’allineamento al business cresciuto da 4,74 a 4,83, pur rimanendo il più basso tra tutti i paesi. Anche l’indice di flessibilità è cresciuto (da 4,77 a 4,88)  per necessità di consolidamento e supporto alla crescita aziendale: “nonostante questo dato sia incoraggiante sono aumentati gli intervistati che hanno affermato di non avere in previsione nessun investimento per nuovi data center (dal 13% al 25%)” precisa Longbottom.  Infine l’indice della sostenibilità  (cresciuto dal 4,94 al 5,04) mostra un’attenzione puntuale anche nel controllo dei consumi energetici. “Se  le  aziende hanno messo ordine ai propri dati riportandoli all’interno, più vicini all’organizzazione – commenta Ennio Ceccarelli, country leader hardware Italy di Oracle è anche grazie al fatto che possono valutare sistemi ingegnerizzati che coprono tutte le loro esigenze e che complessivamente riescono a gestire tutte le informazioni. Non sorprende che il consolidamento sia una delle principali  motivazioni all’inversione di tendenza che si è verificata nell’ultimo anno”. Essere proattivi e non reattivi alle dinamiche di business è il primo passo perchè business e IT si allineino. “I sistemi ingegnerizzati  ad oggi venduti sono circa mille in Europa, di cui un centinaio in Italia – continua il manager – nei settori delle Utilities, Banche, Retail e Pubblica amministrazione”. Tra le  referenze italiane per Oracle Exadata, la prima in ordine temporale è BPER, ma in ambito bancario spiccano anche Crif e ICCREA BancaImpresa. Unicoop Firenze per il mercato retail.

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