Il mainframe rimane saldo nel mercato e nelle strategie di CA

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Sicurezza, disponibilità degli applicativi e scalabilità vengono considerati i maggiori pregi del mainframe. Dati che emergono da una ricerca condotta da NetConsulting per conto di CA Technologies che festeggia i 50 anni dalla nascita del System 360, il primo mainframe Ibm

Una delle aziende che questa settimana  ha festeggiato il cinquantesimo compleanno del mainframe (Ibm presentò il 7 aprile del 1964 il suo System 360) perché  legata a doppio filo con la sua storia, è CA Technologies,  “il primo ISV che lavora su mainframe”.
E’ Fabio Fregi, country manager Italy di CA a sottolineare quanto oggi il mainframe sia ancora l’ossatura di CA (per più della metà del fatturato) e dei data center nel manifatturiero, nel finance e nella pubblica amministrazione ma ribadisce anche la necessità di ripensare il mainframe oggi in un mondo in cui le organizzazioni stanno facendo un percorso verso il cloud e la mobility. Serve stare al passo con i nuovi trend e serve garantire un passaggio di competenze tra chi sul mainframe ha lavorato negli ultimi 50 anni e chi lo dovrà gestire in futuro.  Perché il mainframe morto non è, anzi.

Annamaria di Ruscio, partner e direttore generale di NetConsulting
Annamaria di Ruscio, partner e direttore generale di NetConsulting

“Il mainframe continua ad essere importante per la crescita e l’innovazione all’interno dell’infrastruttura aziendale e una leva di innovazione, in una fase in cui l’IT aziendale si sta profondamente trasformando”   sottolinea Annamaria di Ruscio, partner e direttore di NetConsulting ribadendo che  negli ultimi anni il mercato italiano dei mainframe ha registrato una crescita continua. A fine 2013, il totale dei Mips sulle piattaforma System z e precedenti aveva superato i 1,2 milioni, con un raddoppio della base installata e una crescita su base annua del 10,7%.

Un trend stabile che viene associato alla criticità delle applicazioni che risiedono su mainframe e che gestiscono grande quantità di dati e che emerge da una ricerca realizzata da NetConsulting per conto di CA Technologies – “il Mainframe nella Digital Enterprise” – condotta a marzo 2014  su un panel di organizzazioni di grandi dimensioni che utilizzando IBM System z, nel settore finance (67,5%), industria e servizi (17,5%) e Pubblica amministrazione  (15%). “Secondo quanto emerge dalle interviste fatte a Cio e Cto delle aziende interpellate – argomenta di Ruscio – la piattaforma è ancora  insostituibile in termini di affidabilità, resistenza ai guasti, sicurezza, gestione e conformità, in un contesto di profonda trasformazione aziendale innescato dai big data, dal cloud e dalla mobility”.  Si evince che l’architettura dei mainframe non perde strategicità ma nello stesso tempo deve sapere essere integrata con gli ambienti distribuiti e web, un fattore evidenziato dal 62,5% del campione come una priorità da garantire, che porterà anche alla riscrittura di parte delle applicazioni, soprattutto nel settore bancario.  Sicurezza e big data sono le aree che per il 90% degli intervistai rimangono strategiche per la scelta del mainframe, mentre per il cloud il ruolo del mainframe viene giudicato marginale o secondario dal 73% del campione” precisa.

Fabio Fregi, country manager di CA Technologies in Italia
Fabio Fregi, country manager di CA Technologies in Italia 

;a si apre una forte richiesta di competenze, dovute anche alle carenze a livello accademico e formativo, per andare a colmare il gap di chi fino ad oggi ha  gestito questi sistemi e che si appresta ad uscire dal  mondo del lavoro. Il 64% degli intervistati dichiara di volere affrontare questo problema con programmi di formazione interna e solo una minoranza ricorre a fornitori esterni (27%) o all’outsourcing del mainframe (9%). “Il tema delle competenze non  è semplicemente stratgico e  importante ma mostra anche la capacità dei vendor di saper dialogare con le piattaforme degli utenti” precisa di Ruscio.

CA Technologies, che dei 4,6 miliardi di dollari di fatturato 2013 ne deve 2,5 al mondo mainframe, ha investito in un centro di ricerca e sviluppo a Praga, presso il quale lavorano 400 persone. Perché al mainframe attribuisce il 30% delle opportunità future di crescita.Il nostro approccio, attraverso l’offerta software, vuole incrementare la flessibilità delle infrastrutture dando strumenti che aiutino l’automazione dei processi, il potenziamento della produttività anche in mobilità e un nuovo modo di proporre lo sviluppo di app e servizi grazie all’a metodologia Devops” precisa Fregi.  Il centro di Praga è la risposta concreta al tema della carenza di competenze in ambito mainframe.

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