Hp Moonshot, è a cartucce e ‘software defined’ il server del futuro

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Moonshot segna un deciso passo avanti per Hp nei sistemi server ultra-densi. La seconda generazione server reindirizza le possibilità di hyperscaling negli ambiti Social, Mobile Cloud e Big data

Il progetto Moonshot arriva alla fase di commercializzazione con le prime proposte concrete. E l’annuncio di Hp, al momento unica nel comparto a proporre un sistema server non blade, ma a “cartucce” – ognuna con autonomia funzionale propria, tale da rappresentare un server completo di storage fatto e finito – promette di sparigliare le carte nel mercato dei server per applicazioni social, mobile, cloud e big data. Le sfide principali che il progetto Moonshot raccoglieva sono note: alti risparmi nel consumo di energia (circa il 90%), risparmio di spazio (80%) e costi. Sono gli stessi riferimenti ripresi da Meg Whitman, Ceo Hp, nel webcast di introduzione di oggi con la sottolineatura che Moonshot resta un progetto declinato su più anni, a crescere. Una scommessa importante per Hp, specialmente ora, e con questa congiuntura economica.

Hp definisce i sistemi Moonlight odierni una nuova classe di server. La nuova classe Moonshot è pronta a entrare in commercio da oggi, presenta  caratteristiche di stacco netto con le architetture passate (evidenti nel nostro slideshow), ma non mira per il momento a soppiantare le altre architetture. Ci sono ambiti di utilizzo in cui l’offerta blade è ancora la più adeguata – Moonshot al momento non mira nemmeno a fare sfoggio di potenza in senso assoluto.

Piuttosto il principale punto di forza garantito dalla seconda generazione Moonshot è quello di poter giocare ai massimi livelli sul balancing dei carichi applicativi, di aprire la via all’esaltazione delle possibilità di hyperscale computing, con un’apertura ai partner che sfata la possibile teoria di una chiusura di prospettiva solo su piattaforma Intel, per vedere entro l’anno commercializzazioni con i principali vendor di Cpu (Texas Instruments, Amd, AppliedMicro, Calxeda, sistemi quindi anche Arm, tra gli altri, citati come esempio su un panorama più ampio, di cui fanno parte anche i protagonisti della prima fase del progetto), ci sarà anche la possibilità per ogni ‘cartridge’ di montare più Cpu, o di utilizzare cartucce per storage, sistemi video. La prospettiva è quella di allargare nel tempo la copertura a più ambiti di lavoro possibili. Resta allora solo da spiegare cosa intende Hp per ‘software defined’.

Moonshot Software Defined Server
Moonshot Software Defined Server

Si definisce ‘software defined server’ un sistema hardware in grado di abilitare l’azienda alla perfetta ottimizzazione dei propri server in base a specifiche esigenze di carichi di lavoro, mantenendone unificata l’orchestrazione. Certo, una proposta che può entrare in rotta di collisione con i sistemi di virtualizzazione, pur supportandoli, ma volta a offrire la soluzione più adeguata a seconda dei task.

L’architettura Hp nel prossimo futuro sarà in grado di supportare ‘cartucce’ con Cpu di vendor diversi e di natura eterogenea, si diceva; e a legare il valore della soluzione ‘software defined’ a livello server è proprio il ‘motore’ di comunicazione tra le cartucce: questo è il vero valore di Moonshot, su cui in Hp ammettono di stare ancora lavorando; esso è oggetto dei test che fanno parte della crescita del progetto. Nella capacità di gestire in modo ottimizzato le cartucce hardware – ognuna delle quali costituisce un server completo – si valuterà la bontà del progetto.

Moonshot e il mercato dei server ultra densi

Hp con la proposta Moonshot entra decisamente nel mercato dei server ultra densi: si distinguono per il numero di Cpu per rack unit superiore alla ventina, sono proposte in cui scompare il concetto di motherboard, la cpu è direttamente saldata sulla scheda, senza zoccolo e, appunto, si parla di cartridge, oppure anche di daughter-board; sono server in cui l’ecosistema software a sua volta è fattore determinante, così come l’architettura a 64 bit (non possibile nella prima fase del progetto su architettura Arm a 32 bit).

Il panorama complessivo, secondo IDC, vede il delinearsi di due rami di sviluppo server: quello dei sistemi integrati, con Ibm e Oracle per esempio, tra gli altri attori e quello che ricerca l’incremento delle performance (non necessariamente di potenza) nella densità. In questo secondo filone di sviluppo Hp con la seconda generazione Moonshot compie un deciso passo avanti soprattutto con un rilancio significativo della sfida nei confronti di Dell.

Moonshot e la corsa alla densità dei sistemi
Moonshot e la corsa alla densità dei sistemi

 

Hp Moonshot, l’hardware… ma non solo

Moonshot è fatto così: 45 cartridge per ogni macchina, quindi 45 server completi in un unico chassis. Tre file da 15 con all’interno l’anima network switch del sistema. Le cartucce condividono il raffreddamento, l’alimentazione  – in pratica c’è un alimentatore per ogni fila di cartucce  – e il tutto basato sui chip comunemente utilizzati in smartphone e tablet. Si tenga conto che al momento ogni cartuccia consuma tra i 17 e i 20 watt mentre ogni singola cpu, meno di 10.

Si parte con Hp Proliant Moonshot (le 45 cartucce) e l'”enclosure” Moonshot 1500. Hp ProLiant Moonshot è già disponibile con Intel Atom  S1200 (piattaforma Centerton Dual Core multi thread). Potenzialmente il sistema potrebbe arrivare a contenere fino a 1.800 server considerato il moltiplicarsi possibile delle Cpu per cartuccia, certo anche con cartucce eterogenee per quanto in Hp marcano prudenza sull’argomento, ma non per riserve sull’architettura.  Per la seconda metà del 2013 si attendono nuovi server dedicabili agli analytics, alle telecomunicazioni e focalizzati  – ‘software defined’ – sul cloud.

All’hardware Hp affianca programmi dedicati per i partner e nuovi servizi. Hp PathFinder Innovation Ecosystem include 25 vendor di Cpu, sviluppatori, e vendor di software indipendenti dedicati allo sviluppo di nuovi server per specifici workload. La parte dei servizi rientra sotto il cappello Hp Moonshot Concierge Services che comprende Hp Discovery Labs e le soluzioni Hp Technology Server per la migrazione di piattaforma e l’analisi dell’efficienza dal punto di vista energetica.

I sistemi Moonshot sono disponibili dal mese prossimo anche nel mercato europeo. La soluzione server viene venduta solo completa delle 45 cartucce con switch integrato a partire da 50mila euro. Appuntamento a Hp Discover.

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