Hp e il software, una strategia a lungo termine

EnterpriseWorkspace

Thomas Hogan (Hp Software): Quello del software è un mercato che continua consolidarsi. Anche noi abbiamo questa vocazione al consolidamento

Approdato dagli Stati Uniti al convegno Software Universe di Mosca, Thomas E.Hogan, senior vicepresident e general manager di Hp Software & Solutions, non si sottrae alle nostre domande. Di fronte agli altri giganti del software , rivendica la specificità di Hp.

Il peso dell’attività software non era che l’1% due anni fa. Qual è oggi?
“ Con le acquisizioni che abbiamo fatto da 3 – 4 anni , l’attività software e soluzioni rappresenta oggi dal 12 al 13% di Tsg, che è l’entità di Hp da considerare se si vogliono fare confronti tra noi e Ibm, ad esempio. In questo perimetro di attività , senza comprendere Eds, questo significa grosso modo 3 miliardi di dollari. Una cifra che è stata triplicata in due anni”.

Questo tiene conto delle acquisizioni di Mercury, Peregrine, Opsware, Neoware?
Sì. Se si esclude quella di Eds, abbiamo investito più di 6 miliardi di dollari tra il 2006 e il 2008 in queste acquisizioni. A questo , bisogna aggiungere 2 miliardi della nostra Ricerca e Sviluppo interna.

Afferma che certi analisti classificano Hp al sesto posto mondiale nel software. In rapporto con Computer Associates o Symantec – per non parlare di Microsoft, Sap e Oracle – come definire la posizione di Hp nel software?
Quello del software è un mercato che continua consolidarsi. Anche noi abbiamo questa vocazione al consolidamento. Siamo tra le prime 10 software house mondiali, è certo. Per effetto del consolidamento potremmo trovarci tra i primi cinque, perché no? Ma da qui ad essere tra i primi tre, c’è n’è di strada da fare… No, facciamo acquisizioni di attività là dove abbiamo la capacità di differenziarci creando sempre valore aggiunto. Cerchiamo di sviluppare e trasferire più valore ai nostri clienti. L’altra dimensione nella nostra crescita esterna è quella finanziaria: bisogna pagare un giusto prezzo e valorizzare le nostra attività. Il nostro portafoglio prodotti non va che completato. L’80% del fatturato di questo portafoglio viene dalla Bto ( Business Technology Optimization). E’ un quadro generale. L’acquisizione di Opsware rientra perfettamente in questa strategia: sta nel cuore della nostra attività, l’ottimizzazione e l ‘automazione dei processi dei data center. La nostra vocazione è di intervenire nell’area della gestione. E continueremo. Ad esempio , nella Business Intelligence Neoware ha portato la dimensione operativa.

E’ dunque una questione di tempo?
Se si guarda al tempo che c’è voluto perché i sistemi informativi si trasformassero nei passati dieci anni, si constata che molti fornitori hanno fatto promesse senza mantenerle. Se si fanno solo annunci sopra le righe non si resta credibili nel lungo periodo. Hp è stata la prima e resta la prima a cercare di non vendere a caro prezzo cose senza valore.

Lascia intendere che è cambiato il ruolo del Cio?
Sì, è interessante notare che sta diventando un leader, un comunicatore. Ma soprattutto tende a divenire un alto dirigente in grado di dare un contributo di idee su quanto può impattare sullo sviluppo delle attività dell’azienda, come portare valore alla sua organizzazione, come innovare…

Che ne pensa del cloud computing? E’ una realtà in termini di architettura e di visione dei sistemi informativi?
E’ un concetto nascente. L’idea centrale è quella di realizzare un servizio attraverso un insieme o ‘nuvola’ di risorse. L’idea può sembrare forte. Ma la domanda è : quali applicazioni vanno bene con questo modello. C’ è una sensibilità sulla sicurezza che non bisogna trascurare. Si può immaginarlo per servizi banalizzati come la messaggistica. E’ meno evidente per applicazioni mission critical. Si deve vedere se non si può applicare subito anche a strutture medie e piccole. Stiamo tra il modello Eds, un fondo solido di servizi di gestione, e il servizio di outsourcing. Ne può uscire una combinazione interessante. Con i servizi diventati commodity se ne possono trovare alcuni, ma le aziende vogliono una nuvola loro propria, una nuvola di risorse sulla loro infrastruttura di proprietà.

Read also :
Autore: Silicon
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore