Fujifilm X-H1, una mirrorless professionale la vogliamo così

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

IN PROVA – E’ il modello top di gamma tra le mirrorless proposte dal vendor giapponese, Fujifilm X-H1 è la fotocamera professionale per ogni occasione. Non delude in nessun ambito, se non per l’autonomia

Fujifilm X-H1 per alcune caratteristiche sembra quasi la declinazione scalata “per i comuni mortali” del capolavoro Fujifilm GFX 50S ma nelle vesti di una mirrorless con il sensore APS-C X- Trans CMOS III da 24 Megapixel già adottato per la Fujifilm X-T2.

Fujifilm X-H1, stabilità ed ergonomia

E’ una fotocamera indubbiamente “massiccia” (in lega di magnesio), probabilmente caratteristica data anche dal sistema di stabilizzazione interna, che si rivela estremamente efficace, ma anche con un’ottima ergonomia complessiva, a destra l’incavo per la mano di presa è talmente profondo che è difficile perdere il contatto con la fotocamera che letteralmente resta appesa anche a un solo dito.

E poi ghiere e pulsanti, fatto salvo forse per il jog shuttle a cinque vie (che avremmo preferito ancora più grande) e il “joystick” appena sopra, sono davvero della dimensione migliore per trovarli e usarli anche ad occhi chiusi. Fujifilm X-H1 inoltre sarà anche una piacevole sorpresa utilizzarla per i video con il produttore che ha scelto di non dedicare un pulsante per le riprese ma consentirle attraverso il selettore della sequenza di scatto.

E non è per nulla una brutta idea. Non solo, per le riprese video ora Fujifilm ha incluso una pellicola di nome Eterna per simulare quelle delle vere riprese cinematografiche e curato il sistema anti-flickering per le riprese in interni con luce artificiale; sono possibili riprese in 4K e la registrazione dei video F-Log con l’unico triste limite di vedersi drenare la batteria della fotocamera in appena 12/13 minuti. Noi per fortuna abbiamo provato la fotocamera con grip e batterie aggiuntive. Una dotazione complessiva che incrementa il peso, ma permette di affrontare serenamente la giornata.

Infine, a prima vista stupisce un pochino anche il pentaprisma (si fa per dire) decisamente inclinato, anch’esso elemento di richiamo ad avvicinare questa fotocamera alla prestigiosa GFX-50S.

Percorriamo con cura la fotocamera per mettere in risalto punti di forza e cose da migliorare. E’ meccanicamente decisamente articolato il sistema di sgancio dello schermo LCD da 3,0″ inclinabile in tre direzioni (1.040K punti). Si può infatti allontanare dal corpo macchina, inclinare verso l’alto e verso il basso, ma anche sbloccare ulteriormente per inclinarlo sul lato corto fino a circa 45 gradi.

Fujifilm X-H1
Fujifilm X-H1

Complessivamente si tratta di un meccanismo robusto ma non agile. Veramente confortevole invece l’inquadratura grazie all’ampio oculare che offre l’accesso al mirino Oled a colori da 0,5 pollici con una risoluzione soddisfacente, e soprattutto con un buon “tiraggio” per cui anche con gli occhiali non si hanno problemi a scattare (è possibile sfruttare la correzione diottrica in grado di correggere bene circa -3,50 diottrie. Sul profilo superiore si assiste a un vero tripudio di ghiere, disposte come piace a noi e con il sistema di blocco da spostamento accidentale.

Quella a sinistra permette il controllo agile su ISO fino a 12800 e in modalità estesa 51200, e sormonta il sistema di controllo sulla cadenza di scatto (e i video) che va oltre le aspettative. a destra invece la ghiera di scelta dei tempi sormonta il selettore per la scelta della lettura esposimetrica.

A destra ancora di questa ghiera ecco un pannello LCD di forma quadrata che riporta le informazioni del caso. Blocco dell’esposizione e della messa a fuoco sono in alto sul dorso posteriore. mentre sullo spigolo è piazzato il mitico pulsante Q per il controllo immediato su tutti i parametri di ripresa dal display LCD posteriore.

A differenza di X-T2 questa fotocamera arriva finalmente con un generosissimo pulsante di scatto, una richiesta finalmente soddisfatta. Fujifilm X-H1 permette la memorizzazione su doppia scheda SD, con relative possibilità di gestione e il collegamento tramite presa micro HDMI, la ricarica del grip con le batterie ausiliarie avviene tramite interfaccia elettrica, mentre la batteria della fotocamera può essere ricarica tramite micro USB 3.0 che servirà anche per il collegamento con il computer. E’ presenta la presa per il microfono. Per fortuna standard da 3,5mm mentre il controllo da remoto sfrutta quella da 2,5mm.

Fujifilm X-H1

Solo il corpo macchina peserebbe circa 625 grammi. La configurazione con il grip con doppia batteria e un’ottica non impegnativa come il 18-135 (f3.5-5.6 X-Mount) porta la dotazione alla bellezza di 1,635 Kg. E’ il peso di un laptop, non sono pochi. Ma la soddisfazione vi assicuriamo che ricompenserà ogni fatica.

Fujifilm X-H1, le specifiche che contano

Vogliamo concentrarci solo su alcune specifiche distintive e caratterizzanti, lasciando al sito del vendor il compito di mostrare le altre. Fujifilm X-H1 scatta fotogrammi fino a 6000×4000 pixel, oltre alle specifiche già espresse in fase di presentazione, segnaliamo i sette presettaggi, per il bilanciamento del bianco in automatico migliore davvero in ogni occasione, e ancora la possibilità di correzione dell’esposizione fino a +-5 EV, disponibile solo sui modelli top.

Il sistema di messa a fuoco fino a 325 punti, lavora con un sensore che sfrutta sia il rilevamento di fase sia di contrasto (AF Intelligent Hybrid). Inutile sforzarsi di immagine qualcosa che non si possa settare a piacere, perché non la troverete. Vero invece che nell’utilizzo potrete imbattervi in una granulosità tale di impostazioni da stupire che potrebbero richiedervi un tempo per padroneggiare ogni aspetto più lungo del previsto, ma questo fa parte proprio del gioco e alimenta la passione per una vera comprensione del mezzo e del linguaggio.

Fujifilm X-H1
Fujifilm X-H1

Alla fine in ogni caso conta il risultato. Molto bene il controllo della messa a fuoco con il tracking e la precisione, unità alla velocità, a patto di impegnarvi anche voi un poco a voler effettivamente seguire il soggetto tenendolo al centro. Qualche incertezza invece l’abbiamo riscontrata in luce artificiale su superfici piane ma comunque venate (come per esempio il legno) con qualche imprecisione in più. Ovviamente con le basse luci, e vogliamo indicare per esempio un locale buio illuminato solo da uno schermo, e quindi con luce riflessa sui soggetti come principale indicatore per il sistema, il sistema AF si è comunque comportato dignitosamente.

Un rilievo, Fujifilm sembra perseguire con così tanto zelo i desiderata di ogni fotografo che le possibilità di configurazione e impostazione nel tempo si sono stratificate, per cui si deve sapere che si potrà fare di sicuro quello che si vuole al prezzo di perdere un po’ più di tempo a cercarlo.

Tra i punti di forza della fotocamera abbiamo accennato al sistema di stabilizzazione dell’immagine sul sensore con la compensazione in relazione a 5 assi. Si tratta di una caratteristica implementata in modo godurioso, soprattutto nell’efficacia con le lenti più importanti, i nostri test con il Red Label XF50-140mm sono quelli che ci hanno più confortato. Il guadagno di almeno 3 stop si sente, e si apprezza significa scattare ancora con buone speranze attorno a 1/10 di secondo in determinate condizioni.

Fujifilm X-H1, l’esperienza e il giudizio

Non abbiamo (purtroppo) la possibilità di ripercorrere ogni volta la ricca dotazione intrinseca delle fotocamere Fujifilm della serie X. Certo l’H1 aggiunge molto senza togliere nulla, ad esse, in primis al modello ad essa più vicino che è sicuramente la X-T2. Soprattutto per quanto riguarda i video. Intendiamoci, non è questo un modello “specializzato per i video”, su questo dobbiamo intenderci.

La vocazione di Fujifilm resta lo scatto (per fortuna), ma certo la H1 è tra le più “eclettiche” mirrorless professionali che abbiamo provato. Il progetto è ardito, non mancano i concorrenti in questa fascia, e probabilmente è proprio la proposta Sony la concorrenza più diretta con la nuova Sony a7 III per esempio per cui parliamo poi di full-frame, insomma una sfida dura.

A noi è però piaciuto l’approccio particolarmente fotografico adottato anche per le riprese video, quindi con la capacità e la possibilità offerta di combinare la gamma dinamica tra i due mondi è una via da perseguire.

Dal punto di vista qualitativa dello scatto pensiamo che le differenze, e ci sono, rispetto all’esperienza con X-T2 arrivino dalla maggiore pulizia ad alti ISO, e dalla reattività non equiparabile. Raw e Jpeg sono di qualità elevatissima, la stabilizzazione allo stato dell’arte pensiamo che aiuti in modo sostanziale, soprattutto però con i tele, mentre si sente con focali meno spinte il minore impatto, il sensore che è lo stesso è già stato premiato.

Non amiamo la fotografia sportiva in modo particolare, per cui per i nostri bisogni il sistema di messa a fuoco ci è sembrato senza ombra alcuna se non qualche indecisione nel rilevamento del volto con le basse luci.

Per noi il punto di forza primo di questa proposta è l’offerta di un sistema che si sa perfettamente adattare alle esigenze fotografiche in ogni ambito, per qualcuno potrà rappresentarne anche il limite.

Limite che noi vediamo solo nella limitatissima autonomia della fotocamera nelle riprese 4k come negli scatti (pochi più di 300). Certo, per questo sarebbe da scegliere senza dubbio il kit con il Vertical Power Booster Grip VPB-H1. Si arriva a oltre 2200 euro senza lente, è proprio il posizionamento di Sony α7 III a nostro avviso con un carattere video più marcato, e quindi diversa.