HP scende in campo nella stampa 3D con Jet Fusion 3D Printing Solution

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HP Jet Fusion 3D 4200 sarà in consegna a fine 2016, ma la strategia HP sul printing 3D commercial è di ampio respiro. Il ruolo dei partner e gli sforzi per l’effettiva integrazione della stampa 3D nei processi di produzione

Il vento 3D spira in HP, così titolavamo nel lontano autunno del 2014, proprio su TechWeek. E finalmente, con l’annuncio di oggi a Rapid, si conclude l’attesa per i primi modelli di stampa 3D commerciale su piattaforma open. HP Inc lo fa non solo proponendo due modelli di stampanti ma in grande con un sistema di stampa commerciale completo e pronto per la produzione che porta il nome di HP Jet Fusion 3D Printing Solution e comprende workflow semplificato e costi ridotti per una prototipazione radicale, la possibilità di produzione e la fornitura di parti finali, la piattaforma open a livello di materiali e software per ridurre le barriere d’accesso e permettere nuove applicazioni in tutti i settori.

Bisognerà però aspettare ancora un po’. Sì perché i modelli di stampanti 3D HP Jet Fusion 3D 3200 e il modello HP Jet Fusion 3D 4200 arriveranno rispettivamente nel 2017 e entro la fine del 2016. HP Jet Fusion 3D 3200 sarà disponibile a partire da 120mila euro, mentre la piattaforma completa a partire da 145mila euro.

HP Jet Fusion 3D 3200
HP Jet Fusion 3D 3200

Le vere rivoluzioni si fanno sempre attendere, in questo caso HP spiega come la propria soluzione permetta la creazione di parti fisiche di qualità superiore fino a 10 volte più velocemente e alla metà dei costi delle attuali stampanti 3D, grazie alla possibilità di gestire una precisione di stampa sul singolo voxel (l’equivalente del pixel nella stampa 2D).

Spiega Stephen Nigro, presidente di 3D printing business in HP: “HP Jet Fusion 3D Printing Solution consente alle aziende di ripensare completamente il modo in cui progettano e forniscono soluzioni ai loro clienti”. 

In ambito del printing commercial è fondamentale riuscire a integrare perfettamente le conoscenze nella meccanica di precisione, come nella microfluidica e nelle scienze dei materiali. HP si è avvalsa per questo degli input di partner strategici come Nike, BMW, Autodesk, Jabil, Johnson & Johnson, Materialise, Proto Labs, Shapeways e Siemens. Bmw per esempio ha studiato con le stampanti HP la roadmap sulla produzione di parti in serie e sulle customizzazioni.

Intanto ai partner certificati spetterà il compito di rendere possibile l’innovazione dei materiali e lo sviluppo di nuove applicazioni per HP Multi Jet Fusion Solution, con il primo obiettivo di abbattere i costi e favorire la diffusione nelle diverse industries.

HP Jet Fusion 4200
HP Jet Fusion 4200 E2E

Lato materiali e software HP sta lavorando a un’app store dei materiali 3D e documenta la capacità con le proprie soluzioni di stampare includendo strumenti di intelligence, come i sensori contenuti nelle parti e prevedere la stampa di parti con informazioni incorporate, come tracce o codici invisibili – caratteristiche importante in ambito Internet of Thing – e sta già collaborando con partner certificati come Arkema, BASF, Evonik e Lehmann & Voss, mentre con Autodesk, Materialise e Siemens gli sforzi sono volti a semplificare i passaggi tra progettazione e stampa. Per la piena integrazione della stampa 3D nei processi di produzione prosegue il lavoro sul formato 3MF con le nuove stampanti che sono pienamente compatibili con questo standard. Il processo di digitalizzazione degli oggetti è invece possibile sfruttando HP Sprout.

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