Ecco cosa Iona porterà in dote a Progress

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Il direttore generale del Sud Europa, Massimo Cazzaniga, commenta le ultime mosse della propria azienda, prima dell’integrazione

In attesa delle approvazioni e del successivo completamento dell’acquisizione da parte di Progress, proseguono gli sviluppi di Iona sul fronte delle architetture Soa. L’ultima novità introdotta dall’azienda americana è Artix Data Services, una componente della propria suite infrastrutturale, che si prefigge di ridurre le fasi di sviluppo, test e ciclo di vita dei data services, accrescendo la qualità dei dati in ambienti eterogenei.
La novità si inserisce in un quadro di sviluppo che il direttore generale dell’area Sud Europa, Massimo Cazzaniga, definisce “coerente” e con il quale abbiamo inquadrato lae situazione dell’azienda acquisita da Progress, ma in precedenza capace di ricavarsi uno spazio nel dinamico mercato delle architetture orientate ai servizi: “È un mercato nel quale siamo ormai da qualche anno – precisa il manager – e il nostro prodotto Artix può essere considerato maturo, si è fatto più robusto ed è pronto a indirizzare capacità crescenti. La versione 6.0, infatti, arriverà fra non molto”.

Quali evoluzioni hanno caratterizzato il vostro ultimo periodo?

Due acquisizioni hanno fatto crescere la nostra proposta. Da un lato, C24 ha portato in Artix maggior expertise nel mercato finance, soprattutto nella validazione e trasformazione dei dati. Dall’altro, LogicBlaze ha invece rafforzato l’offerta open source e segna un altro passo avanti nell’evoluzione di un percorso iniziato con la partecipazione alla comunità ObjectWeb, dove abbiamo messo in comune il nostro Esb Celtix. L’acquisizione di LogicBlaze ha contribuito a mettere a punto la suite open source Fuse, aggiungendo manutenzione e supporto certificato.

La presenza contemporanea, nella vostra offerta, di un Enterprise Service Bus commerciale e di uno open source non rischia di creare pericolose sovrapposizioni?
Questo tipo di tecnologia è ormai destinata a diventare una commodity, quindi ha senso renderla disponibile. Il trend dell’open source è segnato ed è meglio esserci fin dall’inizio. Così si giustifica la scelta di Iona, che può vendere a un mercato più ampio la propria competenza. Il prodotto commerciale esiste soprattutto per il presidio e lo sviluppo della base installata. Ma un percorso di convergenza è inevitabile: il kernel dei due Esb dovrebbe diventare lo stesso e così un cliente potrà, ad esempio, partire dalla soluzione open source e poi inserire funzioni presenti in Artix.

Quali sviluppi state perseguendo e intendete portare avanti?
Da un lato, stiamo seguendo il fronte del testing, non per diventare specialisti, ma per soddisfare l’esigenza di chi vuole implementare e poi testare gli applicativi, con simulatori di interfaccia, eventualmente anche per settori specifici, come le telecomunicazioni o il finance. Per altro verso, ci saranno sviluppi nell’ambito del registry & repository, dove sta crescendo l’interesse soprattutto nell’ambito della governance runtime. È un settore ancora acerbo, ma destinato a consolidarsi nel tempo.

Quali sono i vostri mercati di riferimento?
Siamo forti nella Pa e nel finance. Su quest’ultimo fronte, vediamo sviluppi interessanti, a seguito delle numerose operazioni di merge & acquisition. Poi, ci sono le telecomunicazioni, dove Iona è presente fin dai tempi degli sviluppi object oriented nati con lo standard Corba. In Italia siamo molto presenti nella fascia medio alta delle aziende, ma con gli sviluppi open source possiamo ampliarci verso la fascia media.

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Autore: Silicon
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