Intel ufficializza il tick-tock-tock nell’evoluzione dei processori

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Le prossime microarchitetture si evolveranno in tre passi e non più nei due del tick-tock: ogni processo produttivo sarà ottimizzato con due famiglie di CPU dopo la prima

Nella produzione di microprocessori Intel non riesce a mantenere il suo consueto processo di evoluzione tecnologica, spesso indicato come tick-tock. Lo ha sostanzialmente ufficializzato in una dichiarazione alla Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense legata ai risultati finanziari dell’anno fiscale terminato lo scorso 26 dicembre. Si tratta di un lungo documento in cui l’azienda delinea la sua strategia e anche i processi tecnologici che sta portando avanti per mantenere la validità della Legge di Moore.

La legge attribuita al co-fondatore di Intel indica che la densità dei transistor dei circuiti integrati si raddoppia circa ogni due anni e l’azienda vuole mantenersi in linea con questa previsione “con un ciclo di aggiornamento regolare e prevedibile, presentando una nuova generazione di tecnologie per la lavorazione del silicio ogni due o tre anni”. Si tratta di una prima ufficializzazione della deviazione dal modello tick-tock, che normalmente prevedeva un anno il debutto di una microarchitettura legata a un nuovo processo di microlitografia più preciso del precedente (il tick) e l’anno successivo una ottimizzazione del processo con la presentazione di una nuova microarchitettura (il tock). Il fatto che questa cadenza biennale abbia in realtà già avuto alcuni ritardi lasciava intendere che non è semplice mantenerla.

tick-tock
Dal tick-tock al tick-tock-tock

Con l’attuale processo di lavorazione a 14 nanometri si sapeva che avremmo avuto una sorta di tick-tock-tock. Il processo ha debuttato con le CPU in architettura Broadwell ufficializzate a fine 2014 e si è affinato con i processori Skylake rilasciati a partire da metà 2015. Tempo fa Intel ha annunciato che la prossima generazione di processori sarà sempre basata sul processo a 14 nanometri: si chiamerà Kaby Lake ed è attesa entro fine anno.

Ora sappiamo che il tick-tock-tock sarà portato avanti anche nelle prossime evoluzioni dei processi. “Prevediamo – ha spiegato Intel – di estendere il lasso di tempo in cui utilizzeremo le tecnologie a 14 nanometri e la prossima generazione a 10 nanometri, ottimizzando ulteriormente i nostri prodotti e allo stesso tempo mantenendo la cadenza annuale di presentazione“. La previsione è che il processo a 10 nanometri copra il periodo 2017-2019 con le famiglie Cannonlake, Ice Lake e Tiger Lake (i nomi sono provvisori).

E dopo? Intel ha già in piano processori con microlitografia a 7 nanometri, soglia oltre la quale molti ritengono non si possa andare per problemi di interferenza tra transistor “impacchettati” così densamente nei processori. Intel sottolinea comunque che ci sono anche altre strade per aumentare le prestazioni delle CPU: descrivendo l’acquisizione di Altera indica che essa “riflette la nostra strategia di seguire la Legge di Moore e alimentare la crescita nei segmenti di mercato dei datacenter e dell’Internet of Things (…) L’integrazione dei PLD [Programmable Logic Device] nelle nostre soluzioni migliorerà le prestazioni complessive“.

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