Intel cambia ancora idea sulla piattaforma Itanium di prossima generazione

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Intel ha annunciato che la prossima versione di Itanium – che porta il nome in codice Kittson ed è ancora ad almeno due anni dal rilascio- non sarà compatibile a livello di socket con i chip Xeon

Intel torna a rivedere la roadmap per la classe di processori Itanium di prossima generazione e prende atto ufficialmente del declino della domanda di mercato peri server Unix e del cambiamento delle esigenze dei vendor che ancora utilizzano questa piattaforma ,essenzialmente HP.

Intel ha annunciato che la prossima versione di Itanium – che porta il nome in codice Kittson ed è ancora ad almeno due anni dal rilascio – sarà costruita utilizzando il processo litografico a 32 nanometri invece che quello a 22 nanometri come era stato indicato nel piano precedente. Nel medesimo tempo Kittson non sarà compatibile a livello di socket con i chip Xeon per server in architettura X86. La compatibilità a livello di socket verrà invece mantenuta con l’attuale linea di processori Itanium della classe 9300 Tukvila e 9500 Poulson. La serie 9500 è stata introdotta nel novembre dello scorso anno e in contemporanea HP ha proceduto al rinnovo dei suoi server su piattaforma Itanium. Solo più tardi saranno formulate ipotesi di convergenza con future implementazioni di un socket comune Xeon/Intel.

Il controverso futuro della piattaforma Itanium è sede di dibattito da tempo – il fatto più recente è stata la disputa legale tra HP e Oracle. Questi ulteriori cambiamenti innescheranno nuove discussioni sulla vitalità della piattaforma Itanium. Storicamente Intel e HP hanno iniziato lo sviluppo di Itanium negli anni 90 del secolo scorso sulla prospettiva che il chip diventasse la base dei futuri sviluppi dei computer a 64 bit. Ma nel 2003 con l’arrivo dei chip Opteron a 64 bit di Amd per l’architettura X86 Intel ha puntato sulla piattaforma Xeon spingendo Itanium in un ruolo di nicchia per i sistemi di fascia alta in competizione con i sistemi Power di IBM.

Poi nel 2001 la lunga disputa legale tra Oracle e HP con Oracle a negare ulteriore supporto del suo software alla piattaforma . Alla fine a livello legale HP – che produce i server Integrity e NonStop – ha vinto la causa . Oracle è stata obbligata a continuare il porting del software sulla piattaforma, ma il mercato ha punito le vendite dei server basati su Itanium. Altri vendor di software come Microsoft e Red Hat hanno già tolto qualsiasi supporto alla piattaforma. Il mercato sembra orientato ormai stabilmente a una migrazione delle applicazioni da HP-UX , lo Unix di HP, a Linux su server X86.

Secondo gli analisti di Gartner il fatturato del terzo trimestre 2012 per il mercato Risc/Itanium è caduto del 18,5 per cento rispetto al medesimo è periodo dello scorso anno. E HP ha perso quote di mercato rispetto alla rivale IBM. La risposta di HP è il lancio del Project Odissey per permettere di far girare le applicazioni mission critical sia su Itanium che su Xeon all’interno di un’unica piattaforma. Ma secondo alcuni analisti si tratta solo di una manovra difensiva di protezione degli investimenti già fatti dalla clientela acquisita.

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Autore: Silicon
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