Debutto per le CPU Intel di settima generazione: Kaby Lake

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In arrivo a breve i primi prodotti basati sui processori mobile Kaby Lake di Intel: ecco le loro caratteristiche più importanti per gli utenti

La settima generazione dei processori Intel x86, soprannominata Kaby Lake, è stata ufficialmente presentata. Non tutta prevedibilmente, perché Intel si è concentrata inizialmente sul segmento di mercato più redditizio per un primo lancio – quindi il segmento mobile – rimandando a gennaio la presentazione dei processori per server, workstation e i PC dekstop e notebook che definisce “da appassionati”.

Il lancio in sostanza riguarda sei CPU distribuite due due linee di processori (Y a basso voltaggio e U) e sui quattro brand Core m3, Core i3, Core i5 e Core i7. Già queste sei CPU secondo Intel basteranno a vedere l’arrivo sul mercato di un centinaio di nuovi design di PC, tra notebook ultrasottili e 2-in-1 destinati agli utenti tanto consumer quanto business.

Dal punto di vista progettuale i processori Kaby Lake di settima generazione sono basati su un processo di produzione a 14 nanometri che rappresenta un miglioramento di quello adottato per Skylake ma non un suo stravolgimento. Però Intel ritiene che i passi avanti siano tali da poter definire il nuovo processo come “14nm+“. La conseguenza è che le nuove CPU andranno mediamente a una frequenza operativa superiore delle precedenti e, pur non essendoci elementi rivoluzionari nella progettazione, Intel indica un miglioramento prestazionale medio del 12 percento tra Kaby Lake e Skylake.

kbl-intel-1La caratterizzazione delle CPU Kaby Lake non sta però tanto nei dettagli della microlitografia quanto nell’approccio generale che Intel ha seguito e che è legato a due considerazioni. La prima è che il concetto di computer oggi si declina in prodotti anche molto diversi fra loro, dal Chromebook al PC da gamer. La seconda è che qualsiasi computer dovrà supportare applicazioni sempre più immersive, in particolare il video 4K, la realtà virtuale e aumentata, il gaming in rete ad alte prestazioni.

Una nuova generazione di processori deve tenere conto di queste due evoluzioni e nel caso di Kaby Lake questo ha significato potenziare molto la parte dedicata alla gestione della multimedialità e del video in particolare. Un nuovo media engine per l’elaborazione del video con varie funzioni accelerate in hardware permette di arrivare a gestire video 4K a 60 fps con un bitrate di 120 Mbps. Numeri a parte, significa che le nuove CPU di settima generazione supporteranno applicazioni video molto esigenti con un consumo pari a una frazione minima di quello dei processori Skylake.

Attenzione: parliamo delle prestazioni grafiche della CPU in sé, chi ha una scheda grafica dedicata esterna ovviamente avrà comunque performance migliori. E Intel ha rimandato a gennaio anche le evoluzioni del suo chipset grafico Iris Pro.

kbl-intel-2Questo aumento delle prestazioni ha spinto Intel a modificare la denominazione di alcuni processori della famiglia Y a basso voltaggio (4,5 W) eliminando le diciture m5 e m7. I tre processori Y presentati prevedono una versione m3 d’ingresso e poi direttamente i “brand” i5 e i7. La motivazione secondo Intel è che le CPU che normalmente sarebbero state denominate m5 e m7 hanno prestazioni percepite allineate ai processori i5 e i7 e il nuovo schema di branding lo esplicita più chiaramente. C’è anche un po’ di marketing, ovviamente, perché la linea Core m è ormai associata a prodotti con prestazioni limitate.

Le tre CPU Y al debutto sono tutte con due core e hanno frequenza di base tra 1 e 1,3 GHz. Le vedremo in modelli 2-in-1, ultrabook, stick computer e microPC a basso consumo. Al debutto anche tre processori della linea U a 15 Watt, per i notebook più tradizionali. Sono sempre processori a doppio core, con frequenze base da 2,4 a 2,7 GHz, e portano le denominazioni prevedibili di Core i3, i5 e i7.

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