Google Chrome, una gara di velocità

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Le pagine web si caricano più rapidamente con Google Chrome. In attesa delle novità legate all’evoluzione dell’engine Blink

La versione beta di Chrome 27 è disponibile per Windows, OS X e Linux. Oltre a portare diverse novità questa versione si preannuncia più veloce della precedente per la velocità di caricamento delle pagine che cresce del 5 per cento. Questo miglioramento è legato alla presenza di un nuovo tool che gestisce i task necessari per il caricamento degli elementi che compongono la pagina web in fase di rendering della pagina stessa. Il miglioramento nella velocità è più marcato per i siti più pesanti grazie a una gestione delle priorità di caricamento delle risorse.

Di più l’evoluzione in materia di prestazioni dovrebbe susseguirsi rapidamente nelle future versioni di Chrome. Infatti Google ha abbandonato l’engine WebKit a favore di un motore interno, Blink. Come ricorda ITespresso.it , l’annuncio sul blog di Chromium è storico: arriva Blink, dopo aver ripulito il codice di 4,5 milione di linee di codice inutilizzato. Il codice base di Chrome 28 dà l’ addio a WebKit per passare a Blink, un progetto di engine open source, fork dello stesso WebKit. Lo ha detto Mike West in un commento a Hacker News. Il primo aggiornamento include una nuova lista di 36 possessori di Blink in grado di approvare le modifiche.

L’attuale versione di Chrome è la 26, Blink arriverà sulla release 28. Mentre finora Google condivideva WebKint con altri browser, adesso adotta un proprio engine di rendering, anch’esso open source, ma non più in condivisione con la concorrenza. Webkit rappresentava, infatti, il cuore di numerosi browser, da Apple Safari a Google Chrome, fino a BlackBerry Browser. Ma Chrome utilizza l’engine WebKit in maniera originale, secondo un approccio multiprocess, più maturo del design WebKit2, adottato da Apple: Google ha spiegato che si affida a un motore JavaScript custom (V8 e successive evoluzioni) oppure parcellizzando i carichi di lavoro (thread) sui processori multi-core. Ma Google è stata costretta ad introdurre Blink, perché la gestione di Webkit, così personalizzata, era diventata troppo complessa, e per rendere più fluido lo sviluppo, l’approdo a Blink era una tappa necessaria. Google però porta rispetto a WebKit, anche se ora esprime entusiasmo per il passaggio a Blink. Delle 18 persone della lista che hanno l’autorità di effettuare modifiche a WebKit, adesso 16 sono affiliate a Apple, uno a Nokia e uno sia Apple che Nokia. Nonostante il fork, Chrome su Apple iOS dovrà continuare ad usare l’engine WebKit.

In sostanza Google sviluppa un suo proprio motore HTML per Chrome e per il suo derivato open Chromium e lo stesso avverrà anche per Opera Software.

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Autore: Silicon
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