Amd e la strategia ambidestra

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Amd Opteron Arm 1100 Series

SLIDESHOW – Amd presenta la roadmap a medio termine per gli ecosistemi x86 e Arm, passi avanti nella cosiddetta ‘strategia ambidestra’

In casa Amd si parla di percorsi paralleli sia per la piattaforma x86 sia per le architetture Arm. L’annuncio di Rory Read, presidente e Ceo di Amd va proprio in questa direzione: “Siamo l’unico produttore a offrire Cpu Arm e x86 a 64 bit unite a una grafica di primo livello“. Amd, con la cosiddetta “strategia ambidestra” vuole offrire percorsi strategicamente omogenei sia per la piattaforma x86 sia per la piattaforma Arm.

Si tratta di un mercato che secondo stime Amd vale complessivamente 85 miliardi di dollari (entro il 2017), e con l’annuncio della licenza per l’architettura Arm a 64 bit Amd potenzialmente è in grado di fornire chip per tutti i device di ogni segmento di mercato, compresi quelli ad elevate prestazioni, i sistemi integrati, le architetture server/client.

Amd Strategia ambidestra
Amd  e la Strategia ambidestra

La strategia ambidestra di AMD

La strategia ambidestra di Amd è costituita da due pilastri

Al centro c’è il progetto SkyBridge, si sostanzia in una nuova famiglia di Apu e Soc a 20 nanometri e prevede processori Arm e x86 pin-compatible. SkyBridge per Arm a 64bit si basa su Arm Cortex A57, sarà la prima piattaforma Amd per Android su architettura HSA; SkyBridge per x86 invece si identificherà inizialmente dai core Puma+ di nuova generazione.

Tutta la famiglia di processori sotto il cappello SkyBridge offrirà una completa integrazione SoC, la tecnologia AMD Graphics Core Next, HSA e AMD Secure Technology con un processore Platform Security Processor (PSP) processore dedicato.

Il secondo pilastro è rappresentato dal nuovo core Arm K12, i primi prodotti arriveranno tra circa due anni, nel 2016, e il team che li svilupperà sarà guidato da Jim Keller. Con K12 sarà messa alla prova l’esperienza di AMD nei 64 bit, che risale – per la piattaforma x86 – a oltre 11 anni fa quando con Athlon 64 fu presentato il primo processore desktop con supporto 64 bit della famiglia x86.

Soprattutto per questo secondo task, la collaborazione con Arm sarà fondamentale, anche sui 64 bit infatti sarà necessario confermare la capacità di offrire soluzioni a consumo energetico ridotto che hanno fatto la fortuna sui dispositivi mobile di Arm a 32 bit. Ed è questo anche l’obiettivo che si pone Simon Segars, CEO di ARM, quando afferma: “Grazie alla conoscenza del mercato di AMD e alla sua comprovata esperienza nella transizione verso soluzioni a 64 bit in ambienti client e server, combinate all’esperienza di ARM nello sviluppo di soluzioni a ridotto consumo energetico e nella realizzazione dell’architettura standard server base system (SBSA), saremo in grado di offrire nuove funzionalità e guideremo l’innovazione nei mercati con maggiore crescita”.

Prima apparizione pubblica a San Francisco anche per Amd Opteron A-Series a 64 bit, conosciuto già con il nome in codice Seattle e ampiamente annunciato. L’importanza di questa proposta è legata alla piattaforma Arm di riferimento, con la possibilità quindi per le aziende di passare a soluzioni server ARM senza la necessità di dover integrare da zero nuovi tool e nuove piattaforme software all’interno dei loro ambienti IT. Strategia ambidestra anche questa, perché la proposta Arm è praticamente alternativa complementare alle soluzioni Amd Opteron su architettura x86.

Appuntamento invece al 2017 per quanto riguarda l’architettura destinata a succedere a Bulldozer e alla sua evoluzione come sistema ‘moduli’, per quanto riguarda la piattaforma x86. In questo ambito al momento si naviga ancora a vista, e spesso per pure indiscrezioni.

Amd, senza abbandonare il segmento computing tradizionale, legato a notebook e desktop, si proietta con decisione verso i mercati con più forte crescita nei prossimi anni: quelli legati al computing in mobilità, IoT e microserver. L’azienda si pone quindi in accelerazione sulla piattaforma Arm e ambisce a entrare in competizione con Intel proprio sui micro-server e in genere su tutti i dispositivi cosiddetti low-power, ma anche il cosiddetto “globo dei dense-server” sui quali Arm dovrebbe raggiungere una quota di mercato di circa il 25 percento da qui al 2019.

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QUIZ – la storia di Amd, mettetevi alla prova

 

 

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