UPS guarda al futuro della stampa 3D

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Una indagine UPS-TCA valuta la diffusione della stampa 3D e le potenzialità del mercato, che potrebbe raggiungere già quest’anno i 7,3 miliardi di dollari

UPS e la Consumer Technology Association hanno pubblicato uno studio sull’evoluzione del mercato e delle applicazioni della stampa 3D. L’analisi è basata su una serie di interviste approfondite con le aziende USA che hanno già adottato la stampa 3D e su vari altri studi di analisti e ricercatori. La principale conclusione riportata nello studio è che il mercato del 3D printing raggiungerà già quest’anno i 7,3 miliardi di dollari, con una suddivisione tra un mercato principale (sistemi di stampa, materiali, servizi) che è già cresciuto di almeno il 30 percento l’anno fra il 2012 e il 2014 e un mercato secondario (strumenti vari e prodotti collegati agli stampi).

Il mercato è fortemente sbilanciato verso Nord America ed Europa che insieme ne fanno il 68 percento (40 percento USA e 28 percento Europa), lasciando quasi tutto il resto (27 percento) al settore Asia-Pacifico. In quanto a settori di mercato, i principali (20 percento dei ricavi ciascuno) sono l’elettronica di consumo e l’automotive, che adottano le tecnologie di stampa 3D principalmente per la prototipazione e man mano, lentamente, anche per la produzione. Segue il settore medicale (15 percento del mercato) in cui il 3D printing serve alla produzione di massa di prodotti personalizzati. Ad esempio già oggi il 98 percento delle protesi auditive di tutto il mondo è prodotto in stampa 3D.

Gli usi principali della stampa 3D secondo lo studio UPS
Gli usi principali della stampa 3D secondo lo studio UPS

Nonostante la crescita di questi anni, UPS e la CTA ritengono che il bello debba ancora venire perché la stampa 3D oggi rappresenta giusto lo 0,04 percento del mercato mondiale del manufacturing. Man mano che queste tecnologie passeranno dalla prototipazione alla produzione cresceranno sino a essere il 5 percento del mercato, pari a un giro d’affari di 640 miliardi di dollari. L’analisi indica che due terzi del campione usa già la stampa 3D in qualche modo e il 25 percento pensa di adottarla nel futuro. Il 32 percento di chi la usa ritiene però di non stare davvero sfruttando tutti i suoi vantaggi.

Dal punto di vista tecnologico l’analisi ha toccato un tema particolare chiedendo al campione verso quali direzioni dovrebbe muoversi lo sviluppo di nuovi materiali per la stampa 3D. Prevalgono i metalli (84 percento di citazioni) seguiti dalle sostanze simili alla gomma (61 percento), le plastiche per alte temperature (60 percento), la fibra di carbonio (52 percento) e i materiali conduttivi (42 percento).

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Autore: Silicon
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