Speciale cloud

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Il cloud computing per le grandi aziende

cloud computingIl cloud computing da almeno tre anni rappresenta per le grandi aziende la possibilità di spostare l’attenzione dall’infrastruttura al valore delle informazioni. E non è una frase fatta, perché questo spostamento di attenzione significa anche una necessaria semplificazione delle risorse hardware on premise, maggiore attenzione alla semplificazione dei processi, riduzione dei consumi, e soprattutto delle spese per capitale, spostando le voci di costo sulle spese operative (il passaggio tipico dai costi Capex ai costi Opex). Cloud privata, pubblica e ibrida che sia, per le grandi aziende le possibilità di scelta sono oggettivamente maggiori che per le pmi, e tante delle offerte dei più grandi vendor, declinate spesso (e prutroppo) sui modelli delle aziende americane, sposano adeguatamente le necessità dei nostri istituti finanziari, delle telco e delle maggiori realtà del paese, in primis dei service provider, che devono poi declinare su misura per il cliente la propria proposta. Così tra i segnali positivi dell’ultima anticipazione del rapporto Assinform c’è la crescita a doppia cifra in Italia della voce cloud computing e data center (circa il 10 percento). Anche la nostra pubblica amministrazione ha compiuto passi in avanti significativi, anche se ancora incommensurabili, rispetto a quanto si sarebbe potuto fare con una puntuale realizzazione dell’Agenda. Sull’argomento si è mossa con maggiore decisione persino la Commissione Europea che ha presentato a fine anno scorso le sue proposte “ per liberare il potenziale del cloud computing in Europa”. Entro il 2013, secondo il rapporto “Unleashing the Potential of Cloud Computing in Europe” bisognerà:

  • Definire entro il 2013 le normative tecniche necessarie all’interoperabilità , la portabilità dei dati e le reversibilità per gli utenti del cloud
  • Sostenere sistemi di certificazione a livello UE per la fornitura di servizi cloud affidabili
  • Mettere a punto un modello tipo di condizioni contrattuali sicure ed eque sui livelli di servizio
  • Creare una partnership europea del cloud che associ Stati membri e aziende che beneficerà del potere d’acquisto del settore pubblico che vale il 20 per cento di tutte le spese informatiche

La sfida resta comunque dura. Secondo IDC anche se dal 2011 al 2013 la contrazione della spesa IT delle aziende italiane è scesa dal 53 percento del campione di aziende (i dati fanno riferimento a IDC Cloud Symposium 2013) al 32 percento di esse, essa è ancora evidente, ed il Paese esce da un triennio pesante. I progetti più importanti rientrano tutti comunque in ambiti cloud: a partire dall’ottimizzazione dei data center (per il 44 percento delle grandi aziende, fino alla realizzazione di progetti cloud (oltre un’azienda su quattro). Oggi non si parla più di ‘viaggiare verso il cloud’ ma di ‘esperienze in cloud’. Secondo l’Osservatorio Cloud & Ict As A Service (in una ricerca su un campione di 131 realtà) si contano progetti di cloud computing già in essere nel 56 percento dei casi, solo il 10 percento delle realtà private non ne prevede nemmeno l’introduzione (mentre nel pubblico la percentuale è di una realtà su tre). Sempre tra i principali vantaggi di una infrastruttura basata su cloud computing ci sono la maggiore scalabilità dei servizi e la riduzione della complessità gestionale. Il cloud inoltre è fattore abilitante per il mobile computing. Restano aperte le problematiche relative all’integrazione con l’infrastruttura già esistente, alla compliance normativa e, in un caso su quattro – ancora – rispetto alla quantificazione del reale bilancio costi/benefici, considerato che nel contesto attuale si procede solo con gli investimenti che assicurano Roi certi. I primi passi delle aziende seguono un percorso che prevede nel 63 percento dei casi l’approccio a un sistema di virtualizzazione, a seguire nel 29 percento dei casi la sperimentazione di servizi Saas pubblici e per l’8 percento delle realtà la sperimentazione prevede anche servizi Iaas pubblici.

Di seguito proponiamo il punto di vista dei più importanti vendor.