Windows 10, aggiornare è un obbligo… Ma anche no!

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“Il vostro PC è pronto per Windows 10…” Sembrava una buona notizia, una possibilità in più. Oggi Windows 10 è quasi un obbligo e non pochi utenti, noi compresi, si sono trovati l’aggiornamento pianificato senza volerlo, ma è ancora possibile dire no

In un momento in cui si inseguono le notizie per cui Windows Phone sembra avviato al tramonto –  con i relativi riflessi sui tagli di risorse umane – arrivano anche non buone notizie sulle modalità di aggiornamento di Windows 10. Non sarebbe questo un buon momento per minare ulteriormente la fiducia dei propri utenti, eppure Microsoft va oltre.

Microsoft forza la mano, pianifica per voi l’upgrade del sistema operativo, a una data prefissata – per noi è il  29 di maggio – e soprattutto sembra non lasciare alcuna chance all’utente per evitare l’upgrade. L’icona in basso a destra che per centinaia di giorni ci ha invitato in modo sempre più insistente a fare l’upgrade ha scaricato gli aggiornamenti – che noi abbiamo assecondato, perché aggiornare in modo tempestivo è importante (per la sicurezza) – ed ha pianificato per noi il giorno in cui questo sarebbe avvenuto, occupando comunque nel frattempo il nostro spazio disco con i file necessari per farlo (oltre 3 Gbyte con con relativo consumo di banda).

Noi abbiamo provato a modificare il giorno in cui avremmo voluto (NON avremmo voluto) effettuare l’upgrade, ma non ci siamo riusciti, la finestra si chiude prima che riusciamo a intervenire e ne compare un’altra che, almeno nel nostro caso, annuncia un errore che impedisce proseguire in qualsiasi verso. E quindi resta per noi prefissata la data fatidica del 29 maggio. Avevamo già descritto tutte le possibilità per rimuovere definitivamente l’icona di aggiornamento a Windows 10 e Microsoft, nel tempo, ha aggiunto al suo elenco di FAQ la modalità per farlo. Ma siamo sinceri, l’effetto è abbastanza aleatorio, praticamente inutile, update su update l’aggiornamento a Windows 10 alla fine è arrivato. E non ci consola la possibilità di ritornare a Windows 7 (avete una mezza idea delle ore perse?), mentre ci deprime che – come in alcuni siti che proprio vogliono accalappiare a tutti i costi i clienti – anche in questo caso chiudere la finestra facendo clic sulla X voglia semplicemente dire confermare quanto è stato fatto accadere da Microsoft e non invece: “non ne voglio sapere nulla”.

In rete non mancano i tool semplici da usare per tornare a dormire sonni tranquilli, il migliore a nostro avviso resta GWX (l’avevamo già testato a fine dicembre 2015 e abbiamo registrato che le nostre buone impressioni sono state confermate anche dai colleghi di Computer World); ci siamo trovati benissimo nel suo utilizzo, non escludiamo che, nel tempo, anche questo semplice sistema possa non rivelarsi sufficiente. La delusione resta ed è profonda, la fiducia in Microsoft per cui abbiamo sempre accettato il download degli aggiornamenti con la possibilità di decidere quando e cosa scaricare e installare in questo caso è indubbio che sia in parte tradita.

GWX Control Panel - Il modo più semplice per sfuggire all'aggiornamento involontario a Windows 10
GWX Control Panel – Il modo più semplice per sfuggire all’aggiornamento involontario a Windows 10

Windows 10, perché Microsoft vuole che si aggiorni

E’ lecito porsi la domanda: perché Microsoft arriva ad adottare queste politiche? Il bisogno di allineare la modalità di erogazione dei servizi potrebbe essere la più importante. Ma quanto avremmo desiderato lo stesso sforzo e la stessa insistenza e lo stesso impegno nello sviluppo della terza scelta sugli smartphone? In fondo, a pensarci, anche per Office 365 è accaduto così. Microsoft ha praticamente defilato talmente bene la possibilità di acquistare il pacchetto, ha talmente vincolato quella modalità, e reso vantaggiosa quella Saas, da aver spinto, gentilmente, ma con insistenza, gran parte del pubblico verso il software come servizio. Però altre domande meriterebbero delle risposte che non sembrano arrivare. Qual è il ritorno di immagine dell’insistenza nella proposta obbligata dell’upgrade?

Sarà ben lecito poter continuare a scegliere cosa è installato sul proprio pc e cosa no? Tanto più che la licenza di Windows 7 – per esempio – OEM o no che sia, è una licenza di utilizzo as is, non vincola assolutamente l’utente a cambiare prodotto. Non solo, Microsoft deve ammettere di non essere stata per nulla impeccabile nei rilasci. Chi ha aggiornato per primo a Windows 10, anche da Windows 8 e 8.1 ha denunciato, non come casi isolati, problemi e piccole inefficienze. Perché chi utilizza Windows 7 deve vedere sfuggire al proprio libero arbitrio questo aggiornamento? Abbiamo passato in rassegna il computer dei colleghi, sembra del tutto incontrollabile anche il timing degli aggiornamenti. Perché il mio appuntamento con Windows 10 sarebbe dovuto essere proprio il 29 di maggio, e a loro non è ancora stato assegnato? Dovranno vegliare e controllare ogni giorno per non cadere in tentazione?

Windows 10 update - Se fate clic sull'icona di Windows 10 e questa è la schermata che compare, e non volete aggiornare, potete dormire ancora sonni tranquilli
Windows 10 update – Se fate clic sull’icona di Windows 10 e questa è la schermata che compare, e non volete aggiornare, potete dormire ancora sonni tranquilli

Microsoft sembra determinata – al momento – anche nel non concedere proroghe all’aggiornamento gratuito dopo il 29 di luglio 2016. E’ una data da temere? Crediamo di no. Se la volontà di Redmond, come spesso viene ripetuto, è quella di soddisfare i clienti, che senso avrebbe far pagare dopo il 29 di luglio 2016 quello che si è regalato per un anno? Come clienti pensiamo che non sia la gratuità di una soluzione a invogliare all’update, ma la sua effettiva bontà, la soddisfazione nel constatarne i benefici. Su un pc senza touchscreen, di qualche anno, facciamo ancora fatica a pensare a come potrebbe aumentare la nostra produttività, e lo diciamo, dopo aver saggiato i vantaggi che invece ci possono essere sui nuovi sistemi. Non troviamo abbia nemmeno senso forzare la mano in azienda, ad appena un anno dal rilascio di una versione definitiva che è ancora in continuo sviluppo, mentre è invece evidente come un parco installato omogeneo torni a beneficio prima di tutto di Microsoft e degli sforzi per arrivare a un OS, ancora in modo preponderante on premise, ma del tutto pronto per il cloud.

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