WebLogic diventa l’application server di Oracle

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La roadmap che segue l’acquisizione di Bea prevede che molti prodotti siano fusi, ma qualcuno continui a vivere esattamente come prima

Già dal tempo in cui Oracle lanciò la prima offerta d’acquisto su Bea, nell’ottobre 2007, tutti iniziarono a chiedersi quali drastiche scelte sarebbero state compiute in caso di fusione delle due gamme di prodotti. La risposta è arrivata ora, in Web conference mondiale, dalle parole di Thomas Kurian, senior vicepresident di Oracle e responsabile della strategia middleware.

La star dell’offerta Bea, ovvero l’application server Java WebLogic, sarà adottato pari pari da Oracle, confermando tutte le ipotesi fatte fin qui. Questo pezzo di middleware porta con sé i commenti encomiastici degli analisti e una conseguente base installata, ma qualche dubbio era stato sollevato poiché l’application server di Oracle faceva anche da contenitore J2ee per gli applicativi del costruttore. Il dilemma è stato risolto spiegando che le funzionalità del software non disponibili in quello di Bea (come il tool di corrispondenza relazionale-object) vi saranno integrate, anche se gli utenti della e-Business Suite non saranno forzati alla migrazione.

Altri prodotti Bea fanno il loro ingresso nel catalogo Oracle, tutt’al più con qualche aggiustamento di nome. Sempre sul lato WebLogic, nell’edizione dedicata ai carrier Tlc, Sip Server prende il posto di Oracle Sip Server. Ma soprattutto, il monitor transazionale Tuxedo, che ha decretato il primo successo di Bea, non verrà toccato. AquaLogic Repository, invece, diviene il motore referenziale dell’offerta di governance delle architetture Soa di Oracle.

Altri prodotti molto specifici, come la virtual machine Java JRockit o il tool di gestione dei server virtuali LiquidVm, andranno a completare con effetto immediato l’offerta di Oracle. Si può ancora citare AquaLogic Enterprise Security, componente creata per associare in modo centralizzato determinati diritti a utenti o ruoli, che ora diventerà Oracle Entitlements Manager.

Per la maggior parte dei prodotti, tuttavia, la strategia che ha prevalso è quella dell’integrazione. Sul fronte dello sviluppo, gli elementi di Bea Workshop diventano, per esempio, componenti all’interno di nuovo “Eclipse Pack” rilasciato gratuitamente con JDeveloper. Per la creazione di processi, lo strumento Bea AquaLogic Bpm Designer va a completare l’offerta Oracle, più focalizzata sulla modellizzazione. Un motore unificato sarà proposto per l’implementazione.

Anche i rispettivi enterprise service bus (Esb) saranno integrati e lo stesso si può dire dei tool per la creazione di portali, riuniti sotto il marchio WebCenter. Secondo Kurian, si integrano perfettamente anche i software per la gestione di eventi complessi, visto che “l’offerta di Bea si sostanzia in un motore per la collezione di eventi, mentre la nostra propone un gran numero di algoritmi per effettuare i calcoli”.

Il manager americano ha comunque insistito sul fatto che non sarà imposta alcuna migrazione forzata, che si tratti di clienti Oracle o Bea oppure che i parli di prodotti o contratti. Pur assicurando che i vecchi listini continueranno a valere per i clienti acquisiti, va notato tuttavia come i prezzi siano aumentati mediamente del 15% e proprio gli utenti Bea siano quelli destinati a un cospicuo alleggerimento del portafoglio.

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Autore: Silicon
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