Vmware porta in Europa vCloud Hybrid Service, i nuovi tool di gestione per il cloud ibrido

Software

Vmworld 2013 – Vmware ripropone anche in Europa i tool per la gestione di risorse on-premise e off-premise. Vmware vCloud Hybrid Service arriva prima in Gran Bretagna, poi negli altri Paesi Europei. Un passo necessario per portare fiducia anche in UE non solo sulle soluzioni di private cloud

Sarà la Gran Bretagna il primo Paese europeo dove sbarcheranno i servizi per la gestione del cloud ibrido, già disponibili per il mercato Usa, i Vmware vCloud Hybrid Service. Anche se in Vmware restano abbottonati sui numeri e sui partner dell’operazione, sarà poi solo questione di tempo l’approdo  di vCloud Hybrid Service anche nel resto dei Paesi Europei. Il management di Vmware spiega la scelta Uk facendo riferimento in primis proprio all’ampio market share, ma non sono secondarie anche le problematiche relative alle diverse regolamentazioni dell’UE, cui Vmware è molto attenta.

Il primo data center in cui approderà il servizio VMware vCloud Hybrid Service è quindi quello di Slough e fa il paio con  l’annuncio anche l’arrivo del relativo market place di applicazioni (circa 3800), erogate come software as a service (SaaS), e di altre appliance virtuali, oltre alla documentazione completa. Si parla di una beta di vCloud Hybrid Service a disposizione già da questo ultimo trimestre, con rilascio ufficiale nei primi tre mesi del 2014.

Vmware vCloud Hybrid Service
Vmware vCloud Hybrid Service, dagli Usa arriverà entro fine anno in beta per UK, a seguire le versioni definitive, anche per gli altri Paesi Europei

Guida questa proposta il focus strategico centrale di Vmware e cioè la declinazione del cloud ibrido come ricetta sufficiente per alimentare le esigenze delle aziende, anzi come ricetta ottimale.

In ambito Iaas, vCloud Hybrid Service, allineato e basato su vSphere, permette di ‘spostare’ da ambienti on premise ad ambienti in cloud (off-premise, meglio dire) applicazioni, risorse di networking e management.

In verità con l’offerta di vCloud Hybrid Service locale il passo in avanti è proprio quello di offrire l’ambiente migliore e perfettamente coerente con tutte le ‘legalities’ quindi un vero e proprio ‘cloud pubblico locale’, che realizza la completezza della proposta ibrida, in sicurezza.

Il campo della sfida è proprio quello delle regolamentazioni. Infatti mentre le soluzioni di private cloud sono riuscite a penetrare con più agilità nel Vecchio Continente proprio in relazione ai minori rischi in termini di compliances, la forte crescita della proposta VMware vCloud Hybrid Service in Usa ha spinto Vmware a voler replicare l’esperienza in Europa.

Intanto arrivano alcune semplificazioni per l’utilizzo dei ‘services’ in hybrid cloud non di secondaria importanza: il primo è VMware vSphere Web Client – una sorta di plug-in che permette ai responsabili IT di gestire direttamente vCloud Hybrid Service dal browser così come il client web vSphere. Il secondo strumento è Vmware vCloud Automation Center  5.2 and 6.0 con cui vCloud Hybrid Service è completamente compatibile. Anche in questo caso l’evidenza è la strategia di voler rendere disponibili e allineare gli stessi strumenti di gestione della cloud con quelli per la gestione del data center.

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