Vmware acquisisce Desktone e abilita i service provider a un’offerta Daas completa

Software

Vmworld 2013 Europe – Desktone entra nel portafoglio di Vmware che arricchisce così la propria proposta in ambito Desktop As A Service con una soluzione per il deployment di desktop Windows e applicazioni come servizio in cloud

Desktop As A Service, per nulla una novità, ma se in occasione di Vmworld 2013 American Edition Vmware aveva messo a lustro le nuove proposte Workstation (arrivato alla versione numero 10) e Fusion 6, ecco che con l’acquisizione di Desktone si dipana ancora meglio il criterio dell’articolata strategia Vmware: Horizon View è l’orchestratore che semplifica la gestione dei desktop, la sicurezza, e ottimizza l’esperienza delle app attraverso diversi device, per portare tutte le applicazioni a ogni utente, ovunque e per qualsiasi tipologia di computing, e Desktone è l’arma per fare il deployment di Windows Desktop ospitati in cloud: con Vmware Fusion e Workstation che restano le ‘officine’ vere e proprie di queste macchine virtuali. Desktone, la piattaforma multi-tenant di virtualizzazione del desktop, abilita i service provider alla proposta Daas per i loro clienti.

Sono in target quindi oltre 11mila partner provider che rappresentano poi il dichiarato obiettivo di Sanjay Poonen, executive VP and GM End-User Computing. Desktone entra in Vmware già certificato per Vmware vCloud, Vmware Sphere e Horizon View. E’ pronto quindi per essere inserito direttamente all’interno dei flussi di lavoro.

Non sembra ma la soluzione per qualche verso collima e forse collide con lo spostamento strategico di Microsoft da azienda venditrice di licenze a fornitore di software come servizio. La stessa Microsoft, già indirizzata verso l’idea di un sistema operativo As A Service, sulla falsariga quindi di quanto è già stato proposto per Office 365, sta sostenendo sforzi non indifferenti nella propria proposta cloud, insistendo moltissimo sulle sue qualità in relazione all’interoperabilità.

Desktone
Desktone, la piattaforma Daas acquisita di recente da Vmware

Una proposta come quella attuale di Vmware – che quindi i service provider possono mettere a portafoglio come servizio, da subito – potrebbe rientrare anche nei piani di Redmond, che a differenza di Vmware (che non propone OS propri, ma fa della sua apertura un punto di forza), detiene anche il controllo sulle singole licenze.

Ci si intende, non rivoluziona il gioco, ma certo lo cambia. Sappiamo bene che per ogni virtualizzazione di Windows comunque è necessaria una licenza, ma Vmware con questo nuovo tassello può dare un’accelerazione nell’implementazione di Daas, proprio considerata la posizione che IDC le assegna come leader (e quindi la possibilità di fare massa critica) – nell’ambito delle soluzioni di virtualizzazion – e anche  considerato che Vmware vanta che sulla piattaforma Desktone la tecnologia di base è open source, e che non è necessario l’acquisto di altro software di gestione di terze parti.

Quella del Daas (Desktop As A Service) è un’accelerazione che contribuisce non poco alla chiusura del cerchio, e di suo prospetta ulteriori risparmi alle aziende. Se cresce la fiducia per il cloud ibrido a livello di data center, non è certo questo ultimo step sul desktop dell’end-user problematico da un punto di vista tecnologico, piuttosto sarà interessante analizzarne la crescita di adozione, la fiducia di cui andrà godendo nel breve termine. I suoi punti di forza sono un’architettura multi-tenancy, quindi con ambienti virtuali perfettamente separati e la possibilità su un’unica piattaforma di gestire clienti diversi; la possibilità di erogare servizi tipo i desktop ‘self service’, con tutta la flessibilità che questo comporta (quindi anche i tool di controllo remoto e VDI); una scalabilità potenzialmente illimitata sia a livello geografico che in relazione alla struttura dei data center, e un basso costo di delivering.

Per saperne di più leggi anche: L’onda lunga dell’IT as A Service arriva in Europa

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