Suse Linux Enterprise 15, i vantaggi di un sistema operativo multimodale

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Disponibile da metà luglio Suse Linux Enterprise 15, il primo OS multimodale con la capacità di mettere in collegamento le tecnologie di data center tradizionali con infrastrutture software defined

La sfida per le aziende che hanno già abbracciato soluzioni e architetture cloud oggi si lega alla capacità di integrare piattaforme basate su cloud all’interno dei sistemi enterprise, e di combinare lo sviluppo a contanier con quello tradizionale, ma anche le applicazioni legacy con i microservizi nativi nelle nuove architetture.

SUSE per soddisfare queste esigenze ha sviluppato la nuova versione SUSE Linux Enterprise 15 del suo sistema operativo che proprio per queste caratteristiche può essere definito “multimodale“, cioè per la capacità di mettere in collegamento le tecnologie di data center tradizionali con infrastrutture software defined. Arrivano anche SUSE Manager 3.2 e SUSE Linux Enterprise High Performance Computing 15.

Linux al centro quind. Resta una delle piattaforme preferite per il cloud e per lo sviluppo di moderne applicazioni native su cloud. Ed è la piattaforma di riferimento per lo sviluppo scelta dagli ISV. Viene largamente usato per l’hosting di applicazioni tradizionali e di nuova generazione con metodi di delivery che vanno dal bare-metal a quelli basati su virtualizzazione e container.

La distribuzione SUSE Linux Enterprise ovviamente è una preferenza quasi “naturale” dalla prima ora per le applicazioni SAP, i mainframe, l’High Performance Computing e altre importanti casistiche di utilizzo Linux enterprise-centric.

Vediamo allora cosa è cambiato: SUSE Linux Enterprise 15 utilizza ora una base di codice comune, per assicurare la mobilità delle applicazioni tra ambienti IT multimodali differenti. L’architettura Modular+ di SUSE permette quindi più flessibilità di integrazione. Inoltre SUSE Linux Enterprise Server 15 facilita la transizione da openSUSE Leap alla versione pronta per essere utilizzata in produzione e supportata.

Altri vantaggi si legano alle funzionalità dedicate all’esigenza sempre attuale di abbattere i costi, migliorando l’efficienza DevOps, facilitando la gestione dei deployment più importanti e complessi, anche su infrastrutture IoT, oltre che in cloud e ovviamente sui container dove garantisce il rispetto dei requisiti di conformità con un unico tool per gestire dai dispositivi fino agli ambienti Kubernetes.

Per quanto riguarda le esigenze dei CIO e dei CTO che hanno scelto un’infrastruttura HPC, SUSE ha presentato anche SUSE Linux Enterprise High Performance Computing 15 come prodotto a parte rivolto a questo crescente mercato con un set completo di tool, supportati e progettati per ambienti di parallel computing, comprendenti la gestione di workload e di cluster.

SUSE Linux Enterprise 15 sarà disponibile da metà luglio e le immagini di SUSE Linux Enterprise Server 15 e SUSE Manager 3.2 saranno disponibili anche su Amazon Web Services, Google Cloud Platform e Microsoft Azure. SUSE Manager 3.2 è già disponibile.

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