SUSE Linux Enterprise 12, il downtime non è contemplato

Open sourceSoftware

SUSE focalizza la propria strategia in ambito HPC e mission critical computing, a partire da SUSELinux Enterprise 12. La sfida è zero downtime. La prospettiva sul mercato in un confronto con Gianni Sambiasi, Territory Manager SUSE per l’Italia

Il rilascio di SUSE Linux Enterprise 12 è l’occasione per irpercorrere e comprendere i trend del mercato in ambito OS e data center con Gianni Sambiasi, Territory Manager SUSE per l’Italia, soprattutto per quanto riguarda l’evoluzione nell’offerta dei sistemi operativi e la loro capacità di supportare i sistemi di virtualizzazione, che è poi il core business dell’azienda tedesca in relazione alla distribuzione e alla gestione dei servizi IT. La distribuzione Linux proposta da circa venti anni (la prima distribuzione da SUSE è del 1996) ha marcato alcune tappe importanti nella storia evolutiva di server e data center.

Gianni Sambiasi
Gianni Sambiasi, Territory Manager Suse italia

E’ SUSE il primo Linux approdato su un mainframe IBM (nel 2000), è addirittura del 2006 la partnership di Suse con Microsoft, che sollevò non poche polemiche, ma che aprendo la via ai sistemi interoperabili ha precorso i trend attuali, e risale al 2010 la partnership di SUSE con Vmware e Amazon Web Services. Il 2006 è un anno importante perché si inizia a intravvedere chiaramente che sempre più nei datacenter sarebbero stati presenti Linux e Windows, che hanno iniziato a crescere, poi sono cresciuti più di Unix, e oggi con l’affermarsi della piattaforma x86 sono punto di riferimento sicuro dell’evoluzione.

SUSE oggi è presente con le sue righe di codice nel 70 percento dei registratori di cassa, lavora in ambito HPC (nella raccolta dei dati in galleria del vento) con alcuni vendor di automobili, primo fra tutti BMW, e sono Suse i sistemi in ambito aerospaziale dell’Esa. SAP Hana ha esordito esclusivamente con SUSE ( la partnership con SAP risale addirittura al ’99, ma proprio in questi giorni Suse ha annunciato che introdurrà nelle installazioni Sap hana le funzionalità ad alta disponibilità con la sua distribuzione per SAP Applications, il sistema operativo consigliato e supportato per Hana).

Il core del business di SUSE oggi sono soluzioni per il mondo enterprise nell’ambito mission critical, e ci tengono molto in Suse a sottolineare questo aspetto, insieme alla vicinanza di Suse con gli ambienti della ricerca universitaria in ambito HPC.

Suse Leads
Gli ambiti di azione di Suse

SUSE Linux Enterprise oggi risponde ai requisiti di prestazioni dei data center in ambienti IT misti, riducendo al contempo il rischio di obsolescenza della tecnologia e di dipendenza da un singolo produttore.

Gianni Sambiasi, Territory Manager SUSE per l’Italia entra nel tema: Due sono le tendenze attuali del mercato, la riduzione dei costi e l’efficienza. Al completamento del primo task contribuisce l’innovazione che è sì un rischio, ma allo stesso tempo aiuta anche a cambiare prospettiva nell’approccio al problema, soprattutto quando l’innovazione è immediatamente fruibile. La seconda tendenza è indirizzata dalla nostra proposta con SUSE Enterprise che permette, unica al momento, l’aggiornamento del kernel e le operazioni di patch senza riavvio in tempo reale: tendere allo zero downtime è fondamentale nelle tipologie di business per cui sono pensate le nostre soluzioni strettamente enterprise”.

I numeri di Suse
Tutti i numeri di Suse

Prosegue Sambiasi: “Lo spostamento dei workload di importanza critica su Linux (da Unix) è inarrestabile. Le soluzioni di Suse si assestano sugli strati OS e virtualizzazione, quindi in pieno ambito Iaas, dove verso il basso dell’infrastruttura è contemplata la proposta di un’offerta Server, Storage e Network con cui Suse non entra in competizione, anzi, per cui addirittura gli stessi hardware vendor possono essere rivenditori delle nostre soluzioni, così come i partner che erogano progetti. Verso l’alto invece in ambito Paas e Saas le partnership sono naturali perché l’offerta SUSE si innesta su quella di altri vendor che non ci vedono come competitor (Microsoft, Vmware, Sap non sono certo competitor)”.

La strategia SUSE poggia quindi su tre pilastri: avere una piattaforma SUSE Linux Enterprise robusta per applicazioni mission critical e HPC, da cui discendono gli altri prodotti; secondo pillar in ambito cloud è proporre SUSE  Cloud basata su Openstack per generare infrastrutture cloud private; la terza è tutto ciò che riguarda lo sviluppo intorno a Big Data e storage distribuito. Uscirà un nuovo prodotto a metà 2015 basato sul progetto open source CEPH.

In questo ambito anche per SUSE è strategico indirizzare l’esigenza di software defined storage, per sfruttare dischi poco utilizzati con intelligenza software e distinzione tra dati critici e meno critici. Non è nei piani strategici di SUSE la proposta di un’offerta specifica in ambiti general purpose e quindi per esempio aggredire con progetti ad hoc il mercato dei Web server, dove già tendenzialmente ci si indirizza verso Linux, ma non con distribuzioni commerciali. Allo stesso tempo è invece strategico rendere disponibile tutto quello che serve per la perfetta gestione dei propri sistemi, per questo Suse prevede una consolle dedicata di gestione (anche per server virtualizzati), aperta all’interoperabilità con Microsoft System Center tramite plugin e con Tivoli di IBM tramite specifiche API, con l’idea indubbia che solo un sistema di management Linux lavora perfettamente bene con Linux.

SUSE nel mettere in campo la sua strategia ha come mantra quello di essere snella: nove risorse umane in Italia (con due risorse di supporto diretto e immediato per grandi clienti), ma con risorse anche di sviluppo condivise (circa 850 persone in 43 Paesi), quindi individuazione dei bisogni, sviluppo, e proposta sul mercato con il modello a subscription attraverso i partner. Sono più di 5000 tra fornitori di soluzioni e integratori di sistema (3200), 1300 partner tecnologici e 600 centri di formazione. In Italia SUSE dal 2011 è cresciuta sempre a doppia cifra, con percentuali superiori a quelle della media a livello mondiale (circa 16-17 percento in termini di fatturato). Inevitabile il paragone con l’unico competitor commerciale Red Hat.

Sambiasi non ha problemi ad ammettere la competizione con il cappello rosso che è più grosso del camaleonte,  riconosce la storia più breve della propria azienda, ma sostiene anche l’ampia presenza di SUSE in ambito mainframe, negli ambiti mission critical e soprattutto sottolinea come “Linux comunque sta crescendo favorendo entrambi, è vero che crescono anche le distribuzioni non supportate, perché per alcuni task si può risparmiare anche di più, ma questo non va a discapito delle due distribuzioni commerciali leader, tanto che un gran numero di relatà hanno persino un doppio installato con la nostra distribuzione per alcuni ambiti e  anche CentOS, perché per un Web Server va benissimo affiancare due soluzioni CentOS piuttosto che pagarne anche solo una”.

Due punti di forza allora della nuova release: SUSE Linux Enterprise 12 arriva ottimizzata in hardware per i processori IBM Power 8 e migliora le prestazioni dei workload grazie all’utilizzo di set di istruzioni per le due ultime generazioni di processori IBM System z, la distribuzione include Maria DB quindi perfettamente ottimizzato, e appunto SUSE Storage, comprende Linux Enterprise Virtual Machine Dirver Pack e Geo Clustering for Suse Linux Enterprise High Availability Extension, ma soprattutto è possibile seguire le procedure di patching senza riavviare.

 

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore