Red Hat e Ibm, l’ok europeo è imminente per suggellare un accordo storico

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Il 27 giugno prossimo è previsto il via libera da parte delle autorità competenti europee sull’acquisizione di Red Hat da parte di Ibm per dare il via al grande catalizzatore in ambito open source. Ecco le novità dal Summit di Boston

E’ previsto per il 27 giugno 2019 il riscontro di fattibilità da parte delle autorità competenti europee in merito all’acquisizione di Red Hat da parte di Ibm, dopo che il ministero della giustizia americano ha già dato il via libera. Un’acquisizione che costò 34 miliardi di dollari a Ibm e, quando riceverà l’ok dalle autorità competenti, genererebbe una realtà che, facendo leva su due organizzazioni distinte, fungerebbe da catalizzatore sulla comunità open source per veicolare soluzioni tecnologiche.

Gianni Anguilletti, Regional Manager di Red Hat ha sottolineato i buoni risultati dell’esercizio fiscale chiuso da poco con ricavi in crescita del 15% per 3 miliardi di dollari e derivanti per almeno il 90% da sottoscrizioni, quindi da prodotti ad alto margine e, secondo Anguilletti, tutto questo alimenta una macchina che porta a oltre due miliardi di liquidi in banca, buoni per nuovi investimenti o acquisizioni. La trasformazione digitale in atto in ogni azienda porta la stessa realtà a vedersi sempre più come un’impresa di software: è questo il messaggio delle società che ci hanno spiegato e di queste fanno parte colossi come BMW, Ups, solo per citarne alcuni. Il comun denominatore è la necessità di trasformarsi in aziende di software perchè attraverso il software, qualsiasi organizzazione riesce a essere competitiva e per conseguenza aumenta la domanda di tecnologie e servizi it, alla quale Red Hat risponde. Tutto questo – continua – ci mette nella condizione di partecipare a ogni discussione in ambito tecnologico sia per progettualità in ambito più professionale per sviluppo di applicazioni di tipo tradizionale oppure per progettualità di frontiera caratterizzata da contenuti innovativi, come intelligenza artificiale, machine learning, ecc.”.

Red Hat summit 2019

Anguilletti accenna al fatto che durante il Summit 2019 di Boston sono stati rilasciati sue aggiornamenti centrali dell’offerta societaria e, dopo l’operazione con Ibm, analisti, partner, clienti, sviluppatori comprendono la portata di questa operazione. “Si tratta di un’operazione di open innovation su scala che non ha visto precedenti nei passati anni. Grazie a questa nuova sinergia si può sviluppare distribuire tecnologia open source su scala più vasta rispetto al passato”, sottolinea. Dal Summit sono emersi annunci di prodotto: la versione 8 di Red Hat Enterprise Linux e la versione 4 del Red Hat OpenShift e la partnership con Microsoft che, anche con l’acquisizione da parte di Ibm non cambierà le modalità di lavoro di Red Hat. Il manager è fiero nel ricordare come il capo di Microsoft, Satya Nadella sia salito sul palco di Red Hat quasi a deporre l’ascia di guerra di un passato in cui volavano parole grosse tra la comunità proprietaria di Microsoft contro l’open source di Red Hat.

Edoardo Schepis

Grazie a questa partnership Red Hat porta OpenShift su Azure dando vita alla prima offerta OpenShift in public cloud e gestito congiuntamente. “Nella versione 8 nel sistema operativo permette di aver analisi in tempo reale del comportamento: un advisor suggerisce problemi di configurazioni, rischi e migliorie al sistema operativo, tool e framework aiuteranno i sistemisti. In Openshift 4 è una piattaforma completa multi cloud che consente ai clienti di innovare il proprio business grazie a una nuova generazione di applicazioni in ambiente hybrid cloud”, chiude Edoardo Schepis, pre sales senior manager.

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