La Difesa sceglie LibreOffice per la produttività

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Circa 150 mila PC delle Forze Armate migreranno a LibreOffice: è la prima volta che una PA centrale italiana punta così decisamente verso l’open source

È stato siglato dall’Associazione LibreItalia Onlus e dal Ministero della Difesa – nella persona di Ruggiero Di Biase, Ammiraglio di Divisione e Dirigente Generale Responsabile dei Sistemi Informativi Automatizzati – un accordo di collaborazione secondo cui la Difesa adotterà LibreOffice come software di produttività. L’accordo è in linea con il Decreto legge 83/2012 che impone alle amministrazioni pubbliche di favorire le applicazioni di tipo open source rispetto a quelle proprietarie.

La migrazione ovviamente non sarà immediata e prevede innanzitutto una buona dose di formazione. In questo senso la Difesa svilupperà i contenuti didattici per alcuni corsi di formazione online su LibreOffice, che poi saranno disponibili con licenza Creative Commons, mentre i soci LibreItalia cureranno a titolo volontario alcune attività di comunicazione e formazione nei confronti dei formatori interni all’organizzazione.

Questa timeline di LibreOffice si ferma alla versione 4, ma suggestiva e aiuta a ricordare le origini del progetto
Questa timeline di LibreOffice si ferma alla versione 4, ma suggestiva e aiuta a ricordare le origini del progetto

Il progetto di migrazione inizierà ad ottobre 2015 con il primo corso di formazione e si concluderà entro la fine del 2016. L’implementazione tecnica vera e propria seguirà il protocollo di riferimento definito da The Document Foundation e comunque può sfruttare l’esperienza fatta in progetti analoghi portati avanti dalle PA di altri Paesi europei quali Francia, Olanda, Spagna, Germania e Regno Unito

In Italia la Difesa è la prima Pubblica Amministrazione a livello centrale che inzia un passaggio verso il software open source per la produttività. Tra le PA locali ci sono invece varie esperienze consolidate che hanno visto coinvolte, ad esempio, Regione Emilia Romagna, le Province di Perugia, Cremona, Macerata, Bolzano e Trento e i Comuni di Bologna, Piacenza e Reggio Emilia.

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Autore: Silicon
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