IBM stanzia un miliardo di dollari per promuovere Linux sulla piattaforma Power

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IBM investirà un miliardo di dollari per spingere Linux e l’open source sulla piattaforma Power. Obiettivo : creare un’alternativa all’accoppiata Linux più X86

Ibm ha deciso di fare le cose in grande e si impegna a un investimento massiccio di un miliardo di dollari dedicando la somma interamente alla promozione di Linux e del software open source sulla piattaforma Power. Obiettivo di mercato le nuove applicazioni da data centro, cloud computing e big data. Primo effetto della nuova strategia l’apertura di centri dedicati e interconnessi, due negli Stati Uniti, uno in Cina e uno in Europa , in Francia a Montpellier. Il centro europeo ( Power Systems Linux Center) di Montpellier fa parte di una rete di centri in espansione in tutto il mondo, che facilitano gli sviluppatori software nella realizzazione e nel rilascio di nuove applicazioni per Big Data, cloud computing, mobile computing e social business basate su piattaforma Linux e processori Power 7+. Il centro francese sarà aperto a clienti e partner.

Si rafforzerà così l’ecosistema Linux on Power anche con l’apporto di Suse e Red Hat , i due principali sistemi operativi supportati dalla piattaforma Power. L’obiettivo è facilitare l’attività e l’espansione dell’ecosistema di Ibm che supporta Linux su Power Systems, un patrimonio di migliaia di applicazioni di ISV e open source in tutto il mondo. Ibm espande anche il proprio cloud Power Systems per lo sviluppo. Il servizio cloud gratuito potenzia la sua infrastruttura per fornire a più aziende la possibilità di realizzare i prototipi, costruire, eseguire il porting e testare le applicazioni Linux sulla piattaforma Power, oltre alle applicazioni costruite per AIX e Ibm I.

L’annuncio di oggi fa seguito al recente annuncio di OpenPower, il consorzio con Google e Nvidia che rende disponibile il microprocessore Power in licenza ad altre aziende, per la collaborazione e lo sviluppo aperti. Con il consorzio è la prima volta che Ibm rende disponibile il suo hardware server chiave per stimolare l’innovazione nei sistemi aperti. L’idea sembra quella di ripercorrere quanto fatto decenni fa con i primi personal computer dando vita anche a una tecnologia che permette la clonazione di firmware e processori. Sin dal 1999 Ibm partecipa e guida un’ampia serie di progetti open source, che oggi comprendono OpenPower , OpenStack, Hadoop, OpenDaylight, KVM, Apache ed Eclipse, oltre a Linux. Va ricordato che Watson, il sistema di cognitive computing di IBM ora presente in svariate soluzioni di settore gira sui server Power Systems disponibili in commercio che lavorano con Linux – a dimostrazione di come la combinazione di Linux e Power stia alimentando una nuova era del calcolo.

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Autore: Silicon
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