Fedora Project vive. E’ disponibile Fedora 23

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A due anni dal lancio di Fedora.Next, e a un anno dalla separazione delle release Fedora Workstation, Server e Cloud, arriva Fedora 23 con la preview di Gnome 3.18. Più flessibilità nelle release Atomic Host, basate su Fedora Cloud ora con aggiornamenti quindicinali

E’ disponibile Fedora 23, frutto del primo anno di attività seguendo l’iniziativa Fedora.next. Fedora.Next è il modello che definisce la fase di pianificazione complessiva di Fedora Project per i prossimi dieci anni, il cui progetto portante è il sistema operativo Linux omonimo, disponibile gratuitamente per la community, OS che prevede tre edizioni e cioè Fedora Workstation, Server e Cloud, da circa un anno.

Il cappello Fedora.Next si è reso necessario proprio per le esigenze di un’utenza sempre più articolata che gestisce e sviluppa con le workstation, ma amministra anche soluzioni cloud e datacenter. Allo stesso tempo questo ha dato nuovo impulso vitale a Fedora con diversi cicli di release nell’ambito del sistema operativo Fedora, senza necessità di creare un downstream fork, come evidenziato dalla cadenza quindicinale delle release di Fedora Atomic Host; le edizioni distinte hanno accelerato inoltre la disponibilità di aggiornamenti, perché i team di sviluppo hanno potuto mettere a fuoco le priorità nel rilascio delle build a seconda della destinazione d’utilizzo.

Matthew Miller Red Hat
Matthew Miller, Fedora Project Leader da circa un anno e mezzo, dopo le dimissioni di Robyn Bergeron

Spiega Matthew Miller, Fedora Project Leader: “Due anni fa, il Fedora Project ha lanciato l’iniziativa Fedora.next, che ha aiutato a comprendere meglio cosa sarebbe servito per riuscire per i prossimi dieci anni a mantenersi al passo con un panorama tecnologico in continua evoluzione”. 

Così, l’ultima versione Fedora 23, allinea le versioni aggiornate di tutte le edizioni costruite su un set di pacchetti di base: kernel linux allineato, RPM, systemd, DNF e Anaconda. Red Hat sottolinea, come vera novità di Fedora 23, la ‘hardenizzazione‘ di questi pacchetti grazie all’utilizzo di compiler flag, per contribuire ad evitare corruzione e vulnerabilità. Ricordiamo che, con hardening si intende sempre l’insieme dei processi di verifica e messa in sicurezza di un host, mediante diverse tecniche tra cui per esempio l’isolamento di alcuni servizi o di alcuni software che non servono ma che aumentano la superficie di attacco.

In Fedora 23 si indica con questo termine il lavoro di pulizia complessivo sui servizi e sui software indicati. Più nel dettaglio, la versione Workstation arriva con Gnome 3.18 in preview e i miglioramenti a Wayland candidato come server grafico di riferimento per le prossime release.

Fedora 23 KDE Plasma Desktop Spin
Fedora 23 KDE Plasma Desktop Spin. Non solo Gnome

La versione Server porta in dote un nuovo ruolo nel servizio di rolekit, sotto forma di un cache server per applicazioni web, via memcached, che porta il numero totale di ruoli a tre, assieme a domain controller e database server, oltre alla possibilità di utilizzare il rolekit dal kickstart di Anaconda, un cluster dashboard per Kubernetes e il supporto all’autenticazione di chiavi SSH.

Fedora 23 Cloud costituisce ora la base del prossimo Fedora 23 Atomic Host, ma non porta miglioramenti radicali se non per una maggiore flessibilità dell’immagine, in modo da renderlo ancora più modellabile a seconda degli utilizzi cloud-based. Le immagini Atomic Host, alla base delle quali ci sarà proprio la release madre Fedora 23 Cloud, sono le più adeguate per un utilizzo con i container, esse avranno un aggiornamento con cadenza quindicinale proprio a partire dall’arrivo di questa ultima release.

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