All-in-one con Chrome OS, attacco diretto a Microsoft

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Chrome OS sull’all-in-one di LG aprirà la corsa alle nuove proposte dal Ces 2014 di Las Vegas. Cambiano gli scenari non solo nel mobile, ma anche nel computing da postazione fissa e chi ha da perderci più di tutti è Microsoft

Che il momento per Microsoft sia di quelli critici e nodali è fuori di dubbio, che la sfida anche sui computer da scrivania potesse arrivare così presto, forse non ce lo si aspettava in tempi così rapidi. Bando agli allarmismi. La proposta di LG di un sistema all-in-one con Chrome OS, che sarà presentata a Ces 2014 in gennaio,  si allinea a quelle che abbiamo già visto con Android anche di altri vendor, e ad essa ne seguiranno altre. Probabilmente, ancora per almeno un anno, nessuna di queste proposte sarà in grado di ingolosire i CIO aziendali al punto da spingerli anche solo minimamente a un’ipotesi di migrazione. Troppo forte è in azienda il legame Windows/Office da poter essere messo in discussione proprio in questo momento, tantopiù da noi in Italia, portati come siamo nel nostro Paese a cercare la soluzione più facile e comoda piuttosto che a innovare in una visione di lungo respiro. E allo stesso tempo ben attenti come siamo al conto economico nel brevissimo termine.

chrome os
Google Chrome Os – Serve Windows nell’era dei servizi in cloud?

Al momento il presidio del computing in azienda è saldo nelle mani di Microsoft (se non si parla di mobile). Manca nella Pmi, come in quelle grandi, anche solo lontanamente l’idea di allontanarsi dall’ambiente applicativo conosciuto, tanto più se parliamo di applicazioni critiche, quando queste sono ancora in qualche modo legate alle risorse on premise, magari addirittura alle vecchie versioni di Windows Xp ( è un dato di fatto che oltre il 30 percento di pc usano ancora Xp proprio per queste criticità).

In uno scenario futuro però, in cui basata sul cloud, sempre più, non sarà solo l’infrastruttura hardware, ma anche la piattaforma software, quando addirittura non anche l’ambiente desktop, l’idea di all-in-one sostanzialmente vuoti, in grado di far girare applicativi di qualsiasi ambiente, potrebbe prendere piede prima in alcuni contesti – per esempio quello dei servizi web – poi in modo sempre più pervasivo, anche negli ambienti produttivi. Idea suggestiva: che succede in un’azienda il giorno in cui si decide davvero di utilizzare Office 365 in un’istanza Web, quando tutta l’infrastruttura gira attorno a un browser e ad Html 5?

Windows vs Chrome OS, convivenza o sopravvivenza?

Davvero una licenza Windows avrebbe ancora tutto il suo appeal? In Microsoft lo sanno benissimo di avere dei problemi urgenti da risolvere. L’idea di approntare al più presto un ambiente coerente multipiattaforma con il software erogato completamente ‘as a service’, è tra le priorità di qualsiasi AD arriverà a sostituire Ballmer. Di qui non si scappa. Con un’offerta commerciale opportuna, Redmond, potrebbe disinnescare qualsiasi volontà di migrazione, verso chi semplicemente vede in Chrome Os la possibilità di non pagare una licenza. Non è questo il problema, il problema non è più solo quello di pagare una licenza, né tantomeno di una soluzione open source perché si risparmia, ma di avere subito una soluzione snella ed efficiente e a basso costo per sfruttare perfettamente tutti i servizi web e cloud su ogni device, che sia però anche del tutto in grado di operare in qualsiasi ambiente e che non vincoli chi la usa a cavilli, clausole, limitazioni. Chi primo arriva a proporre qualcosa di sensato, ruba mercato agli altri. In questo senso va la proposta di Chrome OS su un all-in-one.

Ballmer Natale
Ballmer, per lui certamente l’ultimo Natale prima dell’arrivo del nuovo Ceo

Reception, punti di vendita al dettaglio di servizi e ricariche via Web, totem per l’erogazione di prestazioni rapide da parte della pubblica amministrazione – sì, lo diciamo senza crederci, ma sarà pur lecito ancora sperare in una PA che non si affida solo a chi si presenta con il pacchetto pronto e cucinato ‘perché è più facile’, ma fa ancora qualche valutazione critica su quanto viene proposto – ecco, questi sono tutti ambiti da cui potrebbe partire l’erosione delle ‘quote Windows’. Se il gigante sta immobile o non accelera il passo, gli uomini di questa “IT di mezzo” potrebbero arrivare prima. C’è chi già ci scommette. C’è chi scommette che un’era sia finita e nella prossima si entrerà con Microsoft decisamente ridimensionata.

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