Nvidia Quadro K6000, un passo avanti verso il 3D immersivo

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

L’ammiraglia della famiglia Nvidia per il visual computing, la scheda Quadro K6000, segna uno stacco netto rispetto al modello su architettura Fermi. Tra i punti di forza i 12 Gbyte di memoria e l’ampia piena compatibilità con oltre 200 software

Siamo nell’ambito delle Gpu professionali e la nuova Nvidia Quadro K6000 completa la proposta di prodotto per la grafica professionale di alto livello, in ambito workstation, su piattaforma Kepler. Sono cinque le famiglie di soluzioni grafiche professionali nVidia: le Gpu di visualizzazione Quadro (cui appartiene appunto proprio la Quadro k6000); la famiglia dedicata al calcolo – al super computing il cui nome è Tesla; la famiglia dedicata ai multidisplay (Quadro NVS); Tegra sul mobile e ovviamente GeForce in ambito gaming/consumer/mainstream.

Spetta a Marco Piattelli, Channel Sales Manager Sud Europa per nVidia, fotografare lo scenario per comprendere meglio Quadro: “nVidia vuole fornire tecnologie per avvicinare i clienti alle soluzioni. Questa azienda ha venti anni, fondata come startup di tre persone, è cresciuta nel visual, si è sviluppata nel supercomputing, sta migliorando il mobile computing e oggi punta direttamente al cloud computing. Le soluzioni Nvidia in visual computing supportano oggi, con l’ecosistema software/Cuda, le più grandi produzioni cinematografiche (Marvell, per esempio). In questo ambito si innesta: Quadro.

Quadro K6000
Nvidia Quadro K6000

La proposta Quadro è il punto più alto per il visual computing. Totalmente rinnovata, la famiglia Quadro/Keppler con K6000 completa il rinnovamento (le serie inferiori sono già state annunciate e digerite da tempo) e garantisce workflow migliorati per l’innalzamento di prestazioni e la migliore compatibilità con i vari software, senza la quale le caratteristiche di renderizzazione, non avrebbero ragione di essere, il tutto con affidabilità già testata anche in ambito di produzione, perché la serie Quadro deve garantire prestazioni con continuità perfetta nei più svariati ambiti professionali.

Con il chip Kepler, anche le stazioni di lavoro mobile hanno compiuto un significativo passo in avanti, ma il tema fondamentale, nel caso della Quadro K6000 è la workstation/desktop. I mercati in cui si inserisce la proposta sono quindi il ‘media entertainment’ per la complessità delle scene, l’ambito dell’industria per la prototipazione virtuale, e le potenzialità di rendering, l’ambito geologico per la ricerca e l’analisi grafica.

Nvidia Quadro K6000 confronto Fermi e Kepler
Confronto Fermi vs Kepler

 

Rispetto alla precedente – Quadro 6000 con Fermi – Quadro K6000 raddoppia la memoria fino a 12 Gbyte e per quanto riguarda il computing il livello prestazionale è moltiplicato di 5x, grazie anche ai 2.880 GB/s Core Cuda, con l’offerta di potenza nel parallel computing effettivamente in grado di stupire. Una sola scheda supporta fino a 4 display e, nelle demo, la capacità di tenere in memoria tutto il pacchetto informativo poligonale, fino a 12 Gbyte, rappresenta il vero punto di forza della soluzione. Questo senza innalzamento dei consumi, fermi a 225 watt: non pochi, in senso assoluto, ma certamente confortevoli tenuto conto della potenza erogata.

 

Senza tenere conto del fatto che spessissimo, anche con questa potenza, la tendenza in questo genere di elaborazioni è comunque quella di affiancare più schede. L’ultimo dato tecnologico: Mosaic, il nome che nVidia dà alla tecnologia Quadro NVS, permette di utilizzare fino a 16 display per il passo ulteriore verso il 3D immersivo, una sorta di Mosaic Premium. Si pensi alla prototipazione virtuale in cui grazie alla potenza di calcolo elaborativa si possono avere modelli 1 a 1 con la medesima perfezione di dettaglio.

In ambito di produttività significa, per l’entertainment, per esempio, poter contare su una storyboard più ricca di dettagli, con più possibilità di scelta in minor tempo, così come in ambito produttività significa poter presentare ai clienti renderizzazioni di qualità fotografica, proprio da catalogo, in minor tempo, con un numero di varianti molto maggiori, rispetto a quanto sarebbe possibile arrivare a proporre con sessioni di shooting fotografici. In ambito geologico, si pensi che il costo di una trivellazione è di circa 40 milioni di dollari, la possibilità di comprendere in visual computing ribalta ovviamente il paradigma di business.

Nvidia Quadro K6000 vantaggi con Maya
In un’immagine il vantaggio dell’architettura Kepler con Maya, rispetto a Fermi

 

Pny è l’azienda americana del New Jersey che per il primo mese di commercializzazione ha l’esclusiva nella vendita di Quadro K6000. Si tratta di un’azienda con oltre 1000 dipendenti, ben conosciuta per i prodotti grafici, meno per quelli di storage (ssd) e di accessoristica.

In verità Pny è a tutti gli effetti il vero e proprio braccio commerciale di Nvidia. Il modello di business di Nvidia non prevede il modello di vendita diretto di Nvidia a canale. I clienti di nVidia sono i grandi clienti Oem (Hp, Dell, Ibm), per questo per la vendita a canale nVidia ha scelto Pny per la parte professionale. Pny con nVidia lavora sia per la parte distributiva, sia con le relazioni software vendor, e con una forza dedicata alle soluzioni grafiche professionali e di consumo.

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