C’è una lingua comune per l’IoT industriale

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L’Industrial Internet Consortium ha definito le linee guida per le applicazioni IoT in ambito industriale: semplificheranno lo sviluppo di nuove soluzioni

Tutti parlano di Internet of Things e l’ambito industriale è uno dei settori applicativi più citati, ma si parla meno dei possibili problemi di interoperabilità fra i componenti di una IoT industriale e di come lo sviluppo di sistemi IoT abbia bisogno di una sorta di “lingua comune” per facilitare la collaborazione fra sviluppatori e tecnici che spesso vengono da ambiti molto diversi.

In campo industriale questa lingua comune dovrebbe essere la Industrial Internet Reference Architecture che è stata da poco ufficializzata dall’Industrial Internet Consortium (IIC), un’organizzazione che conta oltre 160 aziende membri e si focalizza appunto su tutto ciò che serve a favorire lo sviluppo e l’adozione di tecnologie legate al M2M, all’IoT e alle soluzioni analitiche collegate alla gestione dei dati provenienti “dal campo”. L’Industrial Internet Consortium è stato fondato circa un anno fa da AT&T, Cisco, General Electric, IBM e Intel.

Una vista a più livelli di un sistema IoT secondo l'architettura dell'IIC
Una vista a più livelli di un sistema IoT secondo l’architettura dell’IIC

La Industrial Internet Reference Architecture non è un documento che va in profondità nelle questioni strettamente tecnologiche ma descrive quali componenti deve avere un sistema di “Internet industriale” e che relazioni devono esserci fra loro. Avere una base comune da questo punto di vista dovrebbe, secondo l’IIC, “aiutare gli sviluppatori a stabilire di quali elementi hanno bisogno per i loro sistemi, permettendo implementazioni più veloci”.

All’interno della Reference Architecture sono descritti e “posizionati” i principali standard legati al mondo IoT e delle applicazioni industriali, per capire quali adottare o integrare per garantire l’interoperabilità di un architettura IoT in ambito industriale. L’Industrial Internet Consortium non è un ente normativo e non definisce standard, quindi il suo punto di vista dovrebbe essere onnicomprensivo e indipendente. Altri aspetti trattati nel documento sono ovviamente quelli legati alla sicurezza e alla privacy.

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