Acronis testa blockchain per la protezione dei file

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Acronis ritiene che il modello distribuito di blockchain sia adatto a proteggere la confidenzialità dei documenti in diverse applicazioni

Acronis ha iniziato a testare l’utilizzo della tecnologia blockchain per la protezione dei dati nelle applicazioni di conservazione, sincronizzazione e condivisione delle informazioni. Il suo punto di vista è che la tecnologia permetta di garantire l’originalità e la proprietà dei dati – ossia che non siano stati modificati e che siano effettivamente di chi intende usarli – senza imporre i costi e le complessità dei tradizionali sistemi centralizzati.

L’iniziativa di Acronis non prevede per ora un prodotto specifico ma punta genericamente allo sviluppo di applicazioni per la protezione dei dati basate appunto su blockchain. Inoltre la società intende ampliare le proprie soluzioni che già ha in essere con funzioni che adottano il modello blockchain.

L'interfaccia della versione Windows di True Image
L’interfaccia della versione Windows di Acronis True Image

L’utilizzo del concetto di ledger condiviso, applicato alla gestione dei dati, permette secondo Acronis di avere “transazioni” legate ai dati – cioè ad esempio l’aggiunta di un nuovo file a un sistema di storage in cloud – che non possono essere revocate. Quando un nuovo blocco di dati entra nel sistema non può mai esserne cancellato. Il dato è attribuito a una fonte identificata, è “confermato” dalle varie copie del ledger condiviso, è sempre disponibile e non può essere modificato.

Secondo Acronis questo modello si applica a tutti i settori in cui le informazioni devono essere non solo conservate ma anche protette da qualsiasi modifica: cartelle mediche, documenti legali, video di sicurezza, documenti legati a proprietà intellettuali.

Al momento non esiste ancora un’applicazione Acronis mirata ma la società ha messo a disposizione un ambiente dimostrativo di come blockchain possa essere usato per verificare e proteggere i dati attraverso timestamp e certificati digitali. In questo prototipo i file caricati in uno storage online sono identificati dal loro hash in un ambiente blockchain Ethereum e la loro autenticità è garantita da un certificato digitale che riporta l’identificativo del file, la denominazione e la sua origine.

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