Microsoft Teams, ancora uno strumento di collaboration

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Nadella lancia Microsoft Teams, ennesimo tool di collaboration. Aperta la sfida a Slack

Arriva in versione definitiva nel primo trimestre del prossimo anno, ma è già disponibile in preview in 181 Paesi e in 18 lingue per alcuni clienti di Office 365 Enterprise e Business, parliamo ovviamente di Microsoft Teams definito da Microsoft uno spazio Web di condivisione basato su chat creato per portare le persone del team, così come contenuti e conversazioni più vicine agli strumenti naturali di cui i team hanno bisogno in modo da collaborare più facilmente.

Teams è integrato con le applicazioni Office e vuole rappresentare uno spazio ancora più aperto, nell’ambiente digitale per rendere il lavoro più visibile, integrato, accessibile, in modo che tutto il team resti allineato al flusso di produzione. Le conversazioni del team sono di default visibili all’intero team, anche se allo stesso tempo è possibile generare discussioni di carattere privato. Alla base c’è ovviamente la tecnologia di Skype per ampliare i canali di comunicazione alla voce e al video.

Non manca tutta quella che è  la gadgettistica tipica per questi tool: emoticon, sticker, Gif più o meno animate. Qual è l’elemento differenziante quindi di Teams rispetto alla pletora di strumenti di collaboration che Microsoft ha già spinto nel tempo? Dovrebbe essere la profonda integrazione del sistema di chat con le applicazioni classiche di Office 365 for Business e quindi Word, Excel, PowerPoint, SharePoint, OneNote, Planner, Power BI e Delve.

Microsoft Teams
Microsoft Teams

Andiamo avanti nella spiegazione seguendo la guida che Microsoft fornisce: Teams dovrebbe fornire buone possibilità di personalizzare il proprio spazio di lavoro (grazie anche alle relative API). Con TAB  è possibile accedere rapidamente ai documenti e ai servizi cloud più utilizzati, è possibile inoltre ricevere notifiche e aggiornamenti da servizi di terze parti come Twitter o GitHub, arriverà più avanti il supporto completo per il framework Microsoft Bot, quello per Asana, Hootsuite e Intercom.  E per quanto riguarda la sicurezza Microsoft sottolinea la crittografia di tutte le informazioni in transito e nelle postazioni. Teams è disponibile per le sottoscrizioni Business Essentials, Business Premium, and Enterprise E1, E3 and E5 – come riporta Microsoft nel comunicato ufficiale.

Microsoft Teams, va bene. A patto di semplificare

La proposta di Microsoft Teams porta ad alcune considerazioni. La prima è che di tutti gli strumenti di collaboration già a portafoglio, e non sono pochi, nessuno è stato in grado di contrastare un tool indipendente come Slack; anche senza essere grandi esperti è pure evidente che Slack sia rimasta colpita dall’annuncio di Nadella (se non avesse colpito nel segno Slack non sarebbe corsa sul New York Times a replicare) . La seconda è che di tool di collaboration in cloud non è che ce ne siano pochi, ed è questa una tipologia di servizio indispensabile nell’era DevOps, interessante in tutti gli ambiti, priorità anche per chi si occupa di CRM nell’interazione con i clienti. Fino a quando l’azienda dentro potrà tenere separata la ‘collaboration’ con le relazioni fuori? Non crediamo per molto.  Non vorrà dire mischiare le informazioni, vorrà dire però rimanere in un unico ambiente per raccogliere le informazioni da fuori e declinare sulla base di esse il lavoro dentro.

Ultima considerazione: davvero invochiamo una razionalizzazione, o almeno una concentrazione della proposta software di collaboration. Fatto salvo che le ultime app in Office 365 hanno mantenuta sempre alta la componente di interattività, non si può dimenticare che SharePoint è nato per la condivisione, Planner pure, per la messaggistica istantanea ci sono Skype e poi ancora Skype for Business e poi Yammer per il social networking enterprise, ora arriva Teams. E’ davvero necessario utilizzarli tutti nell’era della semplificazione ? Davvero saremo più produttivi?  

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