Microsoft prova a rimettere la testa nel supercalcolo

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Prevista entro fine anno la versione finale di Hpc Server 2008

Hpc Server 2008, versione di Windows Server 2008 destinata al calcolo ad alte prestazioni, potrebbe consentire a Microsoft di rientrare nell’arena dei supercomputer. Per il momento, tuttavia, si tratta di una specie di perlustrazione. La prima Release Candidate riduce a 2 millisecondi il tempo di latenza fra nodi che comunicano a 2 Gbit/s in InfiniBand. Una prestazione-chiave per questo tipo di sistemi distribuiti. Microsoft la può raggiungere grazie alla tecnologia NetworkDirect Remote Data Memory Access (Rdma), sviluppata insieme a Mellanox Technologies. Essa potenzia il numero di nodi gestiti (diverse migliaia), il dispositivo di ripartizione dei carichi e i tool di manutenzione.

La versione finale di Hpc Server 2008 è attesa per la fine dell’anno. Ma è dall’agosto 2006 che Microsoft è entrata nell’universo dell’Hpc (High Performance Computing), con Windows Compute Cluster Server. Finora, però, il tentativo di sfondare può definirsi fallito, tant’è vero che già dalla fine del 2006 tutti i sistemi Windows erano spariti dalla classifica dei 500 più grandi sistemi informatici del Pianeta.

Ora, il big di Redmond pare pronto a ritornare su un mercato tanto prestigioso quanto lucrativo. Nella trentunesima edizione della classifica semestrale delle top 500, appena pubblicata, si trovano cinque sistemi sotto Windows, cioè l’1% del totale, contro l’85,4% animato da Linux. Ma di queste cinque macchine, tre utilizzano già Hpc Server 2008 e quella dell’istituto americano Ncsa si trova al ventitreesimo posto, con un sistema Dell dotato di un totale di 9.600 processori.

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Autore: Silicon
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