LinkedIn: uno studio sui professionisti italiani

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Il Talent Trends 2015 di LinkedIn descrive i tratti principali dei potenziali candidati italiani, per aiutare le aziende a cercarli meglio

Il social network LinkedIn ha coinvolto 20 mila professionisti da tutto il mondo, di cui 700 dall’Italia, in uno studio sulle esperienze e le impressioni dei professionisti che stanno cercando un lavoro. Il risultato è Talent Trends 2015, un report che offre indicazioni utili alle aziende che vogliono rendere più efficace e mirata la ricerca dei talenti professionali anche in Italia, come ha evidenziato Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn.

Uno dei risultati dello studio è, prevedibilmente, che oggi la ricerca dell’impiego avviene sempre più online, anche in Italia. Il 63 percento degli intervistati utilizza i siti di professional networking e la larga maggioranza degli intervistati anche per l’Italia (78 percento) si dichiara interessata a essere contattata e ricevere proposte. Inoltre, l’81 percento degli intervistati è più disponibile alla comunicazione diretta con le aziende che già segue nei siti di professional networking.

La sede milanese di LinkedIn
La sede milanese di LinkedIn

Nella selezione delle opzioni per i professionisti italiani conta molto il fattore economico: per il 54 percento degli intervistati l’offerta retributiva pesa più della possibilità di carriera professionale (38 percento) e dell’opportunità di un lavoro più stimolante (37 percento). E non sembra che i candidati italiani siano molto propensi al lavoro “always on”: dallo studio risulta che non amano essere contattati al di fuori dell’orario di lavoro (in genere dopo le 18) e durante il weekend.

Da migliorare, o comunque da tenere in maggiore considerazione, la gestione dei colloqui. Quando il colloquio non è stato vissuto come un’esperienza soddisfacente la gran parte dei professionisti (83 percento) scarterebbe l’offerta del potenziale datore di lavoro anche se fosse un’azienda interessante. All’opposto, un’esperienza positiva in fase di colloquio potrebbe far cambiare idea all’87 percento dei professionisti, che potrebbe anche accettare l’offerta di un’azienda inizialmente ritenuta poco valida.

Uno dei punti più deboli del processo di selezione è il follow-up. Essere ricontattati al termine della selezione è prioritario per quasi tutti (94 percento) gli intervistati, ma solo il 41 per cento lo è stato. Curiosità: la maggioranza dei professionisti preferisce essere contattata per telefono se l’esito della selezione è positivo, ma è meglio l’email se l’esito è negativo.

 

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Autore: Silicon
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