La battaglia del server

Software

Il 70 per cento delle vendite mondiali concentrato nelle mani di 5 vendor

Nel primo trimestre del 2006 si sono venduti quasi 250 mila server in più di quelli che sono stati venduti nello stesso periodo del precedente anno. Si è passati dal milione e 747mila del primo quarter 2005 a un milione 986mila nel primo quarter 2006. Che dire? Meglio di così. Una crescita a due cifre, +13,7%. Un mercato sano. E invece no. Il valore corrispondente non riflette alcuna crescita. Erano 12,34 miliardi di dollari nel primo periodo del 2005 sono 12,35 miliardi nel 2006. Più volume, meno valore, quindi, una tendenza che è diventata una costante nel mondo dell’hardware. Meglio di così, per una manciata di dollari gli utenti portano a casa una potenza elaborativi che una volta si pagava a caro prezzo.

A livello mondiale il 70% delle vendite è concentrato nelle mani di soli cinque vendor: Hp, Dell, Ibm, Sun e Fujitsu-Siemens. Percentuale che nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) arriva all’83%. Impressionante il fatto che i primi due vendor (Hp e Dell) vendano da soli quasi il 50% dei pezzi a livello mondiale, percentuale che raggiunge il 54% in area Emea.

La classifica mondiale in termini di fatturato vede prima Ibm, con un market share superiore di 0,6 punti percentuali ad Hp, mentre Dell è terza davanti a Sun. In area Emea è Hp in prima posizione (market share del 33%) davanti a Ibm (28%) e Sun (10,7%).

E’ un mercato, quello dei server, sempre più omologato attorno alla piattaforma x86, che vede Amd contrastare in modo efficace il numero uno Intel, la componente Unix stabile e il consolidamento della componente Windows contrastato da una progressione costante di Linux. Ed è un mercato dove la concentrazione degli operatori ha raggiunto livelli che non trovano analoghi in altri mercati industriali. Ciò nonostante la competizione è altissima, e la riduzione costante dei prezzi ne è l’esempio più significativo. Si riescono a raggiungere impressionati economie di scala, grazie alla standardizzazione sempre più spinta delle piattaforme, ma allo stesso tempo gli investimenti necessari sono tali che precludono a un qualsiasi outsider una presenza tra i big five.

C’è da chiedersi se e quanto il mercato del server possa subire nel tempo le stesse dinamiche che si sono espresse nell’ambito del personal computer, dove nel momento in cui l’elemento di differenziazione ingegneristico è venuto meno, aziende come Ibm hanno ritenuto fosse giunto il momento di affidare ad altri (Lenovo) il settore dei pc. La logica per certi versi sembra la stessa, quanto meno i fondamentali sembrano aprire a un’evoluzione trasformistica: la incontrovertibile ascesa del mercato dei pc server e la variabile Linux, che tende a polverizzare ulteriormente il patrimonio proprietario di quello che resta dei sistemi Unix. Non avverrà negli stessi termini, ma le premesse vi sono tutte.

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Autore: Silicon
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