IT Life: La passione per il cambiamento dietro a LinkedIn

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

La forza del brand di un’azienda ha un impatto significativo sulla sua abilità ad assumere un talento. Lo spiega a IT Life Marcello Albergoni, Country Manager Italia e Spagna di LinkedIn, con l’intento di aiutare i professionisti a sviluppare appieno il proprio potenziale, non tralasciando la possibilità di crescere continuamente

Ora che è a capo di LinkedIn Italia e Spagna, Marcello Albergoni, ha la percezione di stare in una azienda che “ha un progetto più grande, aiutare i professionisti a sviluppare appieno il proprio potenziale, non tralasciando la possibilità di imparare e di crescere continuamente”.  Un percorso che lui stesso ha vissuto prima lavorando nel mondo della consulenza in  PricewaterhouseCoopers, dove ha sviluppato la divisione Business Intelligence Solutions e succesivamente in Business Object Italia, prima che venisse acquisita da Oracle, focalizzando le sue competenze sull’ambito del mid-market. Se nel tempo libero ama stare con la figlia e correre, quando era bambino aspirava ad essere un pompiere o un supereroe… senza precludersi nuovi ambiti per il futuro…

1 – Qual è stato il progetto migliore della sua carriera? Quello che più lo ha appassionato, per le novità che portava, per la sfida tecnologica?
Le sfide mi hanno sempre appassionato, anche nei miei lavori precedenti in PricewaterhouseCoopers e in Business Objects Italia, ma lavorare per LinkedIn, dirigere sia l’ufficio italiano che quello spagnolo credo sia l’esperienza più completa ma perchè è una grande opportunità: si entra a far parte di una società in costante crescita e di un team brillante, giovane e dinamico. Contribuire alla crescita di LinkedIn significa contribuire a un progetto più grande, aiutare i professionisti a sviluppare appieno il proprio potenziale, non tralasciando la possibilità di imparare e di crescere continuamente.

Marcello Albergoni, Country Manager Italia e Spagna di LinkedIn
Marcello Albergoni, Country Manager Italia e Spagna di LinkedIn

2- Quale progetto sta seguendo oggi di particolare innovazione?
La strategia di LinkedIn è sempre stata quella di soddisfare le esigenze degli utenti e, a tal fine, puntiamo sull’innovazione continua. Ed è quello che stiamo già facendo anche in Italia, dove ci sono già più di 5 milioni di utenti. Oggi molti professionisti sentono la necessità di avere un’identità professionale online ben delineata, ma questa è solo una parte del valore che le persone possono ricavare dalla propria rete professionale. Quando si tratta della nostra vita, ci sentiamo tutti più a nostro agio nel condividere, commentare e interagire. Questo tipo di attività sta diventando anzi sempre più naturale. Ed è anche il modo in cui il social networking professionale, e quindi anche LinkedIn, si stanno evolvendo.

3 – Quale tecnologia utilizzava dieci anni fa?
Sono sempre stato un appassionato di tecnologia, più per passione personale che per lavoro. Trovo interessanti tutte quelle tecnologie che ci permettono di fare le stesse cose che facevamo prima, senza costi aggiuntivi elevati e risparmiando tempo, che mai come adesso è diventato una delle variabili più importanti.

4 – Quale tecnologia secondo lei si userà nei prossimi dieci anni?
Il futuro, e in parte anche il presente, è mobile. I dispositivi mobili ci permettono di accedere a qualsiasi tipo di contenuto, di acquistare o vendere, di scambiare opinioni con colleghi e amici, di partecipare a meeting internazionali, stando comodamente seduti sulla poltrona di casa propria. L’app per mobile di LinkedIn, ad esempio, ha già raggiunto il 33% delle visite totali al social network rispetto al 21% di un anno fa. E il trend è in continua crescita.

5 – Qual è il suo eroe tecnologico?
Non posso dire di avere un eroe. Ci sono però alcune persone, più o meno famose, alle quali mi ispiro. Apprezzo ad esempio l’energia di Richard Branson, che potrebbe godersi i proventi generati dell’impero che è riuscito a costruire e che invece continua a “buttarsi” con la stessa passione degli inizi.

6 – Qual è stata la sua tecnologia preferita? Quella che più ha amato?
Nel tempo libero mi piace molto correre all’aria aperta. E il braccialetto contapassi è uno strumento fondamentale per monitorare la propria performance in maniera semplice e immediata, per controllare quanti chilometri percorriamo e per condividere i nostri successi, in tempo reale, con parenti e amici.

7 – A parte l’azienda attuale in cui lavora, quale azienda lei ammira per il lavoro che sta facendo nell’IT?
C’è sempre da imparare dalle grandi aziende di successo e dalle persone che le hanno create e che oggi le dirigono. Google, Apple, Microsoft, Amazon (solo per citarne alcune), non sono più solo aziende, sono veri e propri modelli di riferimento, brand che, grazie a un’identità di marca forte e riconoscibile, suscitano un forte impatto emozionale da parte di utenti e clienti. E un brand forte è di vitale importanza, crea vantaggio competitivo, a prescindere dalla dimensione dell’azienda. E i social network hanno amplificato questo processo. Aziende con un forte employer brand  hanno una percentuale di costo per assunzione fino al 50% più bassa delle altre aziende, oltre a una percentuale più bassa di turn-over aziendale. Da un recente sondaggio realizzato da LinkedIn, intervistando HR Manager delle più grandi aziende al mondo, è emerso che l’83% degli intervistati ha dichiarato che la forza del brand ha un impatto significativo sulla loro abilità di assumere un talento.

8- Qual è la sfida più grande per un dipartimento IT oggi?
Come in molti altri settori il tempismo gioca un ruolo chiave per l’IT. Anticipare i bisogni degli utenti singoli, così come delle aziende, è fondamentale. Dobbiamo essere in grado di supportare il bisogno dell’utente con tecnologie sempre più innovative, e facili da accedere e utilizzare.

9 – Favorevole al Cloud o contrario al Cloud?
Favorevole, con la dovuta attenzione alla sicurezza e alla privacy.

10 – Cosa voleva fare da bambino?
Speravo di trovare un lavoro che mi desse la possibilità di confrontarmi continuamente con nuove sfide, mai banale e che mi avrebbe permesso di incontrare professionisti affermati e competenti. Oltre ovviamente a pompiere e supereroe, come tutti i bambini. Anche se, in realtà, da una ricerca recente realizzata da LinkedIn era emerso che il lavoro più ambito dai professionisti italiani di oggi, quand’erano bambini, era l’ingegnere! A parte gli scherzi, posso dire di essere soddisfatto da quanto fatto finora. Ma ci sono sicuramente sempre margini per migliorare e migliorarsi.

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