IBM: i big data per direttori finanziari più efficienti al centro dell’azienda

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Un nuovo studio di IBM rivolto ai direttori finanziari (CFO) sponsorizza una loro maggiore efficienza se facessero uso delle tecniche dei big data e degli analytics

Per molti direttori finanziari (CFO, con termine anglosassone) interpellati da IBM nel corso di una ricerca di mercato con l ‘aumentare della criticità delle attività e dei processi della funzione finanziaria in azienda diventa di fondamentale importanza la capacità di aggregare e analizzare le informazioni aziendali , ma solo una loro minoranza ritiene che il proprio team sia in grado di gestirla efficacemente.

Dallo studio, dal titolo “Pushing the Frontiers” (“Spingere le frontiere”) , è emerso che le attese dei CFO per quanto riguarda i loro team finanziari si sono evolute in questi ultimi tre anni, al pari delle loro opinioni sul potenziale di cambiamento dovuto alla tecnologia. A confronto con quanto è emerso in un analogo studio del 2010, i fattori macro-economici e di marketing guidano ancora l’elenco delle forze esterne, che avranno maggior impatto sulle loro aziende nel prossimo futuro, ma la tecnologia sale dal quinto al terzo posto nell’elenco.

Secondo lgi estensori della ricerca, “i dati sono sempre stati al centro delle responsabilità del lavoro dei CFO, che ora riconoscono in quale misura le informazioni dei big data aiutino la loro azienda a raggiungere una maggiore competitività”. Ai CFO si è cominciato a chiedere di anticipare il futuro e scoprire nuove aree di crescita dei ricavi, a partecipare in modo più attivo alla definizione delle strategia aziendale, quindi sempre più in futuro la collaborazione tra il CFO e il CMO sarà stretta e importante.La ricerca IBM ha individuato un sottoinsieme di dirigenti aziendali definiti Value Integrator: persone che sono più efficaci nell’efficienza finanziaria e nella conoscenza analitica rispetto ai loro colleghi. Quest’anno lo studio ha anche identificato un insieme più piccolo di “high perfomer” chiamati Performance Accelerator, CFO che hanno una padronanza delle loro mansioni così approfondita da essere molto più avanti rispetto ai loro colleghi. La percentuale di Performance Accelerator efficaci nell’integrazione delle informazioni aziendali nel loro complesso è il doppio rispetto a quella dei Value Integrator. In modo analogo, la percentuale di quelli che sono efficaci nel miglioramento continuo dei processi è del 43% superiore, mentre la percentuale di coloro che sono efficaci nel sviluppare un talento finanziario è superiore del 48%.

Un elemento di differenziazione critico per questi CFO di maggior successo è il modo in cui vengono utilizzati e analizzati i dati. Mentre la media dei CFO si avvale dei fogli di calcolo e dell’intuizione per la maggior parte del suo lavoro (66%), più di due quinti (44%) dei Performance Accelerator abbina dati interni ed esterni per produrre informazioni. In quanto tali, i Performance Accelerator sono più efficaci nel condurre varie forme di analisi che comprendono il monitoraggio e la previsione di dati finanziari relativi alla supply chain, alla pianificazione e alla previsione della capacità delle risorse, oltre a guidare l’analisi di settore e della concorrenza.

In modo ancora più significativo, i Performance Accelerator sfruttano le conoscenze approfondite che hanno portato alla luce per creare una crescita proficua, dedicando più tempo a una vasta gamma di attività, in particolare creando un’infrastruttura per trarre vantaggio dai big data, gestendo le acquisizioni e le dismissioni e sviluppando nuovi modelli di business. I Performance Accelerator hanno anche una maggiore padronanza del dominio digitale dato che circa la metà di loro lavora presso aziende con una strategia fisico-digitale integrata in modo continuo. Inoltre, la maggior parte (70%) comprende i clienti e collabora con loro in modo più ampio rispetto agli altri CFO.

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