I Google Glass sono ancora in beta, ma Google deve difenderli dal mercato

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Un elenco di miti da sfatare sui Google Glass. Ma poco convincenti

I Google Glass si avvicinano alla disponibilità e con loro avanza il marketing di Google alle prese con critiche molto serie all’uso in pubblico dei quasi mitici occhiali hi-tech. I dispositivi sono indossati dagli utenti per test già da quasi un anno, ma gli occhiali stanno sempre più incontrando una reazione mista di entusiasmo e di critiche da parte del pubblico . Storia diversa per le aziende che ne stanno valutando potenzialità e future promesse.

Le critiche più serie sono attirate dai terminali per il loro uso in pubblico : alcuni locali pubblici Usa li hanno già messi al bando mentre il problema della privacy riguarda tutti coloro che non gradiscono che chi indossa gli occhiali possa registrarli e semplicemente osservarli attraverso i Google Glass. E’ dunque partita la controffensiva mediatica di Google che elenca alcuni “miti”, ovverossia affermazioni e preoccupazioni da smentire.

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I Google Glass non distraggono dal mondo reale , anzi ne migliorano la percezione meglio di tablet e smartphone. I Glass son spenti di default. Essendo spenti di default , come i cellulari , non consentono di registrare in modo indiscriminato. La registrazione video standard è di 10 secondi. La batteria dura 45 minuti prima di dover essere ricaricata. In questo momento gli utenti che testano il prodotto di Google non sono solo geek pazzi per le tecnologie , ma persone comuni di ogni livello sociale e di occupazioni differenti. Uno strumento in qualche modo democratico e versatile che tuttavia non è ancora pronto per una disponibilità ufficiale. I Google Glass sono un prototipo e chi li usa ha un ruolo critico su di essi tanto che negli ultimi 11 mesi ci sono statti nove aggiornamenti software e tre aggiornamenti hardware. Google nega che i suoi Glass dispongano di riconoscimento del volto e si impegna a non aggiungere questa caratteristica agli occhiali. Ma il Glassware per il riconoscimento esiste, anche se non sarà distribuito attraverso lo store MyGlass. Lo schermo degli occhiali è laterale proprio perché gli utenti non devono evitare il contato visivo con le altre persone. Inoltre non è nato come sistema di sorveglianza Google ammette che il prezzo attuale di 1500 dollari mette il dispositivo fuori della portata di molti. E poi i Google Glass non sono la fine della privacy, possono essere gestiti come le normali telecamere. E i locali pubblici possono gestirli come stanno facendo con i normali cellulari.

E per finire il commento di un analista, Rob Enderle, di Enderle Group: “ la prima lezione da imparare è su come non si debba rilasciare a un pubblico troppo vasto un prodotto ancora in alpha release, perdendo subito il controllo dell’immagine del prodotto. I Google Glass hanno perso il loro alone di magia e Google tenta di uscire dalla buca che si è scavata da sola”. Google ha fatto esattamente l’opposto della lezione insegnata al mondo hi tech da Steve Jobs.

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Autore: Silicon
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