Forrester mette in guardia dal potenziale caos creato da SharePoint

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Secondo l’analista, gli sviluppi personalizzati spesso creati con lo strumento di Microsoft possono generare complessità

Un recente report pubblicato da Forrester consiglia ai clienti di considerare con estrema attenzione come intendono usare SharePoint Server di Microsoft, puntando il dito soprattutto sulle applicazioni personalizzate. L’analista ritiene che il tool sia estremamente utile per creare intranet aziendali, ma mette in guardia dalle personalizzazioni, poiché il prodotto, a suo avviso, mancherebbe di caratteristiche che le più robuste piattaforme di Alm (Application lifecycle management) ed Eai (Enterprise application integration) invece posseggono.

Secondo Forrester, SharePoint possiede dei plus nella creazione, effettivamente rapida, di intranet e applicazioni customizzate, ma complica molto la vita in termini di gestione e supporto di queste applicazioni. E i problemi possono essere acuiti dalla mancanza di persone con competenze avanzate sul software.

Microsoft aveva originariamente concepito SharePoint come un prodotto per la creazione di portali aziendali. Ma con l’ultimo aggiornamento, legato a Office System 2007, il prodotto si è allargato, per diventare un hub dedicato alla collaborazione, al document management e alla business intelligence, per non menzionare una piattaforma di sviluppo per la costruzione di siti intranet e altre applicazioni. L’adozione di SharePoint è andata oltre le previsioni dello stesso costruttore, ma la disponibilità di personale skillato non ha seguito lo stesso corso. Come accadeva con i database Lotus Notes negli anni Novanta, anche SharePoint consente agli utenti di creare personalizzazioni che poi i dipartimenti It faticano a controllare e gestire. Come soluzione-tampone, secondo Forrester, non c’è di meglio che utilizzare altri prodotti di Microsoft, come BizTalk for Eai o Visual Studio Team System for Alm.

In prospettiva, l’analista consiglia alle aziende di utilizzare SharePoint semplicemente come applicazione per la collaborazione e la condivisione di informazioni. Con qualche rischio in più, si può pensare al tool anche come piattaforma intranet, mentre la combinazione delle due cose è per ora sconsigliata.

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Autore: Silicon
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