Emc, una federazione di business per Big Data e Internet delle cose. Arriva Pivotal One

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Emc World 2013 Pivotal

A Emc World 2013 Pivotal e Paul Maritz al centro dell’attenzione. Entro la fine di quest’anno ci si aspetta la realizzazione di Pivotal One, la piattaforma software dove App, Big Data e analytics integrati generano subito valore nel mondo dell’Internet delle cose

Emc World 2013 – E’ Joe Tucci , chairman and Ceo Emc, ad aprire la seconda giornata di lavori a Las Vegas: poche cifre, chiari indirizzi. Emc è cresciuta dai 14 miliardi di dollari di fatturato del 2009, ai 17 del 2010, divenuti 20 nel 2011 e 21, 7 nel 2012. Ora Emc è proiettata verso i 23,5 miliardi di ricavi nel 2013 (55 percento realizzato in Nord America e 27 in Emea), grazie ai suoi oltre 10mila clienti. Non servono dati in più per introdurre il popolo dei 13mila di Las Vegas al core del keynote che si ricollega ai tre pilastri strategici: cloud, big data e trust e alle tre piattaforme prese a modello da Emc per rappresentare l’evoluzione IT: quella dei Mainframe e dei Mini Computer, quella delle architetture client/server e della connettività Lan/Internet e quella del futuro, con miliardi di utenti e milioni di app nell’era Mobile, delle Cloud, dei Big/Fast Data e dei Social network.

Emc World 2013 - Joe Tucci, Chairman e Ceo EMC
Emc World 2013 – Joe Tucci, Chairman e Ceo EMC

Come si declina la vision di Emc in ‘3th Platform’? Secondo Joe Tucci lo si fa “identificando le tecnologie migliori che servono per completare il portfolio e proiettandole direttamente all’interno della visione stratergica”. Per Emc le acquisizioni valgono il 10% dei ricavi e il 12 percento i processi di ricerca e sviluppo, con la seconda posizione nel “Patents Rank” sulle realtà ad alto impatto nell’industry di riferimento, dopo Amazon. Ma quello che conta di più è la strategia della ‘libera scelta’ che il Ceo indica come la vera marcia in più di Emc, quando si parla di storage, come di server e networking. E sarà la stessa strategia a guidare anche l’evoluzione di Pivotal, guidata da Paul Maritz, in quella che Joe Tucci – già bacchettato dai media quando indicando RSA, VMware e EMC e Pivotal aveva parlato di ‘famiglia’ – indica ora come una vera e propria ‘federazione di business’. 

Non c’è dubbio: i temi caldi del momento (big data, cloud e Internet delle cose) mettono al centro dell’attenzione proprio Pivotal e Paul Maritz, cui spetta il compito di concretizzare la ‘vision’. Emc Pivotal ora è una realtà di 1.250 persone, 250 dedicate al lavoro nei Pivotal Labs, gli avanguardisti. Pivotal, pur giovanissima di vita in Emc (nel 2013 ha realizzato 300 milioni di dollari di ricavi) è chiamata a raccogliere e concretizzare una stima di 17 miliardi di dollari di opportunità da qui al 2016 (sono stimate in 50 miliardi le opportunità di business per Gelsinger Ceo di Vmware e 87 quelle di Emc). A parte la significativa quota azionaria del 10 percento (110 milioni di dollari) da General Electrics (in visione strategica sull’Internet delle cose), la composizione al 62 percento di Emc e al 28 di Vmware, sarà rispecchiata anche dalla coerenza tecnologico/strategica della ‘federazione’: capacità di astrazione, controllo e condivisione e capacità di automazione. Con una linea guida specifica chiara che Maritz tiene molto a sottolineare: “Pivotal è ‘sopra’ la cloud, e la cloud per Pivotal ha più significato per spiegare come si fanno le cose, rispetto al dove”. E allora via anche a questo ‘journey’ nella terza piattaforma

Emc Pivotal One, arriva completa nell’ultimo trimestre 2013

Pivotal One non è una novità di Emc World 2013, perché è stata già annunciata il 23 di Aprile. Pivotal è partita forte degli asset ‘ereditati’ da Emc in ambito Big Data e Cloud, ovvero, Greenplum, Cloud Foundry e appunto i Pivotal Labs. E l’idea di Maritz dal punto di vista della direzione da prendere è da un punto di vista teorico anche molto semplice. Maritz ha dichiarato: “Se Iaas è il nuovo hardware, allora noi saremo il nuovo Os sopra di esso”. Maritz considera con attenzione i modelli vincenti di Google, Amazon, Yahoo! e Facebook, modelli che comunque prevedono di tenere in house tutte le informazioni e spiega: “Capire e utilizzare la piattaforma Pivotal One significa capire il concetto di ‘cloudificare’ il proprio data center, mantenendone il pieno controllo”. Maritz si spinge anche oltre fino a non disgiungere, anzi, a rendere componente basilare di Pivotal one il concetto di Data Fabrics. Partiamo da Fabric,appunto: nell’era in cui tutto è virtualizzato, tutto è diventato astratto, Fabric è in pratica diventato  il ‘sommo’ contenitore alimentato da server, storage e da tutti i dati.

Emc World 2013
Emc World 2013 – Paul Maritz Ceo Pivotal

La prima vera istanza in cui non sono più leggibili le barriere dei singoli repository di risorse, un punto di arrivo delle aspirazioni IT, realizzato dal middleware. Ma Data Fabric in Pivotal One come è pensato nel progetto di Maritz va oltre. E’ un sistema di aggregazione e astrazione che include tutti i tipi di dati, aggregati e non, strutturati e non, i dati dell’internet delle cose e i dati di altre cloud, un grande aggregatore di Big Data.

La fondazione di Pivotal One: “una vera data landing zone”, spiega Maritz. La piattaforma Pivotal One affianca a Data Fabric, Application Fabric con gli Analytics, i Servizi i linguaggi e i Framework. Quindi vi fanno parte: Cetas (real time streaming Analyticis), vFabric, Spring e GemFire (analytics in memory). Entrambe le componenti Data Fabric e Application Fabric poggiano su Cloud Fabric. Con una nota di importanza fondamentale: gli analytics sono pervasivi in tutta la piattaforma, praticamente integrati come in un OS. L’orchestrazione dei dati spetta a Hadoop, il framework per applicazioni distribuite che permette di lavorare gestendo nodi e petabyte di dati.

In Data Fabric, Pivotal HD (il cui core è  HAWQ) Gem/SQLFire e Greenplum DB ci sono già, così come in Application Fabric già ci sono Spring e vFabric. Arrivano entrano fine del secondo trimestre del 2013 le componenti di Cloud Fabric, con i tre strati di Automation (con il provisioning per le app & LifeCycle), il livello di astrazione della cloud, e Service registry sotto cui possono stare sia le cloud Vmware, che Amazon, che OpenStack. Il ‘pacchetto’ sarà pronto per la fine del 2013.

 

 

 

 

 

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