Adobe Creative Cloud si aggiorna, le novità di giugno 2016

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Adobe Creative Cloud mette in mostra le novità di Giugno 2016. Cresce il repository Adobe Stock per completare i progetti attingendo materiali video, foto e vettoriali senza dovere mai uscire dall’applicazione in uso. Come creare clip in 4K in modo agile, senza tempi di attesa

Adobe Creative Cloud Release di giugno 2016 o semplicemente Adobe Creative Cloud 2015.5 è l’ultima release della suite per la creatività disponibile per l’utilizzo in cloud, in mobilità e on premise installata sui computer. L’incertezza su come chiamare l’ultima versione  è la conseguenza naturale del nuovo modello di licenza in abbonamento. E in effetti, a parte il rilascio delle versioni major, poco importa all’utente finale sapere come si chiama il software più aggiornato anche perché per averlo, con l’abbonamento a sottoscrizione, non si deve proprio fare nulla e nemmeno pagare  nulla di più. In questo ultimo rilascio alcune applicazioni hanno già raggiunto la versione 2015.5, mentre altre invece sono rimaste più indietro. Ma arriviamo al dunque. a ciò che conta.

Adobe Virtual Reality
Adobe Virtual Reality

Con Giugno 2016, Adobe Creative Cloud porta al primo compleanno la proposta Adobe Stock, su cui l’azienda è particolarmente focalizzata, per rendere disponibili e vendere – monetizzando con un sistema molto simile a quello degli store di app – foto, video, contenuti vettoriali pronti all’uso e ben gestibili all’interno delle applicazioni, per un risparmio di tempo significativo nei processi creativi e con la certezza di vedere allineati i contenuti in ogni fase di produzione.

L’obiettivo di Adobe con i suoi continui miglioramenti nelle applicazioni è quello di limitare il più possibile il bisogno dell’utente di uscire dal programmi in cui si trova prima di portare a termine il proprio progetto, rendendo comunque disponibile tutto, nel suo ambiente di lavoro. E ovviamente riuscire a proporre contenuti validi, anche a pagamento, per i propri progetti; con il suo repository Adobe Stock e una nuova raccolta Premium con contenuti Stock di qualità più elevata rispetto a quella standar questo obiettivo sembra prendere forma. Una ricerca condotta da  Pfeiffer spiega come l’integrazione di Adobe Stock con le applicazioni CC sul desktop sia in grado di aumentare fino a 10 volte l’efficienza, rispetto all’utilizzo con servizi di stock esterni. Anche grazie al fatto che la scelta dei contenuti avviene sempre rimanendo all’interno di Photoshop e Premiere.

Adobe Stock Contributor e Premium Collection
Adobe Stock Contributor e Premium Collection – In arrivo la possibilità di contribuire con i propri lavori ad alimentare lo Stock Premium direttamente da Adobe Lightroom e Bridge

Nel tempo, potremmo vedere anche proposti template di vario tipo per le sigle video, per esempio, oppure sempre più integrati strumenti di ‘ritocco’ su Premiere, mutuati da Photoshop, mentre ancora oggi purtroppo non ci sono novità per quanto riguarda la possibilità di esportare i progetti Premiere in un’unica cartella raccogliendo insieme di default anche tutti i materiali utilizzati (come già avviene con InDesign per intenderci). Sussistono insomma alcuni limiti, figli di retaggi storici, che in tanti rilevano, ma per risolvere i quali, probabilmente, dal punto di vista architetturale, bisognerebber riscrivere troppo codice. E’ proprio di Premiere però una delle novità più interessanti e cioè, grazie alla funzione Ingest, la possibilità di importare contenuti 4K ma utilizzarli con risoluzione/encoding più snelli per non appesantire tutta la fase di lavorazione, sfruttando in sostanza un Proxy. O ancora le nuove funzionalità per la Realtà Virtuale con la modalità campo visivo per visualizzare l’anteprima dei contenuti ripresi a 360 gradi.

In Photoshop, in occasione della presentazione italiana della nuova versione, ci hanno favorevolmente impressionati altri cavalli di battaglia che spesso hanno contraddistinto l’evoluzione delle varie versioni: parliamo del sistema ulteriormente ottimizzato per scontornare anche dettagli difficili come una capigliatura mossa dal vento – ora possibile attraverso degli strumenti a pennello, per il primo lavoro di insieme e poi per quello di fino – così come la possibilità di generare texture molto interessanti e creative a partire da una semplice foto, con effetti nati semplicemente sfruttando elaborazioni come quelle consentite dai caleidoscopi per esempio.

Creative Cloud - Nuove texture con un semplice scatto
Creative Cloud – Nuove texture con un semplice scatto

Un modo semplicissimo per arrivare immediatamente al risultato. Un’altra interessante novità è Match-Font, una sorta di Shazam applicata ai font. Selezionate quelli che vi interessano e ci pensa Photoshop a riconoscerli, a suggerirvi il più simile che avete già in libreria, oppure a proporvi di scaricare proprio quello identico che avete selezionato. Pensate a quanto tempo risparmiato e a che velocità per ricreare la medesima scritta. Non abbiamo visto all’opera ma riteniamo interessanti.

Si parlava di Adobe Creative Cloud, oramai come di una soluzione che vive in cloud, mobile e sul desktop nello stesso modo. Con Creative Sync, Adobe ora garantisce la comparsa istantanea di file, caratteri, risorse e parametri dell’utente nel workflow su qualunque dispositivo. Con le Creative Cloud Library sono possibili livelli di autorizzazione controllati durante il lavoro di gruppo. Con il pannello Creative Cloud Libraries si dispone di filtri di ricerca che permettono di cercare e selezionare con facilità video, foto, vettori e illustrazioni.

Le prossime novità corpose per Adobe Creative Cloud sono attese all’evento Adobe Max di novembre 2016.

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